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Il
Signore vi dia pace!
Carissimi, da poco mi è stato
comunicato che il mio servizio
di Assistenza alla Gifra
Nazionale è finito e che a
sostituirmi sarà, “ad interim”
fino ad ottobre, lo stesso
Presidente della COMPI, M.R.P.
Marino Porcelli. Nel lasciare
questo incarico non posso fare a
meno di rivolgere a tutti voi un
fraterno saluto e un sentito
“GRAZIE!” per quanto, in tutti
questi anni, avete saputo e
voluto donarmi. Insieme, con la
grazia che viene solo da Lui,
abbiamo scritto una bella pagina
di storia. Una pagina che
difficilmente potrà essere
cancellata dalla mente e dal
cuore di chi l’ha vissuta da
protagonista. Ringrazio il
Signore che, attraverso i suoi
misteriosi disegni, mi ha fatto
fare una esperienza così ricca e
significativa affianco a voi.
Non potrò mai dimenticare i
tanti volti che ho incontrato,
le innumerevoli iniziative
vissute insieme; la fraternità,
la preghiera, l’amicizia
sperimentate in tante occasioni.
Lo stesso Signore saprà
ricompensarvi di tanto bene
seminato. Sulle ultime vicende
desidero tanto che scenda un
profondo silenzio e che ognuno
affidi tutto al Sacratissimo
Cuore di Gesù, di cui oggi la
liturgia ci ha fatto celebrare
la solennità. Nel suo Cuore
tutto possa essere trasformato
in amore che rasserena e
riconcilia e ognuno, pur nella
diversità del proprio cammino,
possa raggiungere quella meta
“alta” che Giovanni Paolo II in
più occasioni ha ricordato ai
giovani: la Santità. In tutti
questi anni sono stato in mezzo
a voi soprattutto in
atteggiamento di ascolto e di
servizio, come un fratello che
si affianca nel cammino. L’icona
a cui sempre ho cercato di
ispirarmi è stata quella dei
discepoli di Emmaus. Avrò tempo
per fare memoria e verificare se
e come sono stato fedele a
quanto mi veniva chiesto. A voi
tutti intanto chiedo che, con me
e per me, ringraziate il Signore
per il bene realizzato perché
solo grazie a Lui è stato
possibile. Se in qualche cosa ho
sbagliato vi chiedo perdono e
soprattutto vi chiedo di
ricordarmi nella preghiera
perché il Signore mi converta e,
insieme a tutti voi, anche io
possa raggiungere quella meta
verso cui siamo in cammino. Son
tante le persone che dovrei
ricordare per nome ma è grande
il rischio di trascurarne
qualcuno, perciò preferisco non
fare nomi. Vi porto tutti nel
cuore e a tutti voi ripeto con
riconoscenza il mio GRAZIE!
P. Giuseppe Iandiorio
Link al forum per i
ringraziamenti....
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Continua
ad avere fede
La figlia di Giairo ha dodici
anni.
Da dodici anni l’emorroissa
soffre di perdite di sangue.
Dodici è il numero della
totalità in Israele, Marco oggi
ci parla di due situazioni in
cui descrive il massimo del
dolore, la totalità della
disperazione, l’apoteosi della
tragedia, quando la barca viene
travolta dalla tempesta. La
donna emorroissa non solo è
ammalata e ha girato senza
risultato da tutti i più famosi
medici del paese senza
risultato. La sua condizione la
rende impura, non può toccare
nessuno senza renderlo impuro.
Non ha vita affettiva, né
rapporti sessuali, forse non ha
famiglia né amicizie: la sua
condizione la rende sola. Giairo
è disperato: esiste un dolore
più devastante della morte di un
figlio?
[continua...] |
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