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Caro
animatore,
il percorso di quest’anno ci porta
ad approfondire il tema della
Carità, a conclusione di tutto il
cammino triennale attraverso il
quale abbiamo approfondito il valore
dell’esistenza teologale quale
modello di esistenza responsabile e
felice.
Dopo l’anno della Fede, seguito da
quello della Speranza, ci
apprestiamo ad intraprendere un
cammino volto ad approfondire quella
che da San Paolo è stata definita la
più grande delle virtù teologali
(...) Queste dunque le tre cose che
rimangono: la fede, la speranza e la
carità; ma di tutte più grande è la
carità! » e lo faremo riconoscendo
in essa una nuova modalità di amare
“l’imitatio Dei” che è amare come
Dio, in maniera gratuita e senza
misura.
Di solito alla parola Carità si
associa il verbo “fare” riducendolo
solo ad un gesto, un’azione,
completamente svincolata da tutta la
portata che invece, quella parola,
rappresenta non solo
etimologicamente ma anche come virtù
cristiana. Proprio per questo
vogliamo tradurla con l’accezione
che, più di ogni altra, ne ingloba
significato e valore: Per Amore.
Vogliamo imparare a caratterizzare
le nostre vite per amore, ad essere
strumenti di Dio per amore, a
portare i pesi degli altri per
amore, ad animare le nostre
fraternità per amore. L’Amore di Dio
e per Dio come criterio ispiratore
di tutte le nostre scelte e della
nostra stessa esistenza.
Come giovani francescani non
possiamo esimerci da una tale
proposta, non possiamo non
accogliere un tale richiamo, non
possiamo non metterci in gioco in
maniera seria e responsabile perché
le nostre storie assumano sempre più
i colori della coerenza, del
coraggio, della Carità!
Auguri
Maria Speranza Di Napoli
Presidente Nazionale
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Cosa è la CARITÁ?
S.Paolo avrebbe detto “portare i
pesi gli uni degli altri” (Gal.
6,2).
È così che, “novello Buon
Samaritano” (Lc. 10,30-37), il
Giovane Francescano sulla strada
della vita (da Gerusalemme a
Gerico), prende su di sé il
“fardello” dei suoi fratelli, lo
fa proprio prendendosene cura,
pur cam-minando tra l’ignavia di
un mondo che, per comodità ed
egoismo, non prende
respon-sabilità (va oltre) e
sembra non accorgersi delle
necessità dei fratelli, tingendo
di indifferenza la realtà (non
vedo, non sento, non parlo).
La figura a colori vivi dei
Giovani francescani che, in
questo scenario, PER AMORE e con
gioia colorano la loro vita di
rapporti di carità, è un rendere
visibile quell’amore oblativo e
totale di Cristo sulla Croce
(ombra) nel suo gesto supremo di
spoliazione e carità.
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