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FRATERNITÀ NAZIONALE DI FORMAZIONE
Castellammare di Stabia (NA), 17-19 Ottobre 2008

 

INTRODUZIONE
CRONACA DELL'EVENTO
DIARIO DI BORDO
PREGHIERA DELL'ANIMATORE
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Vai all'inizioPRONTI.. PARTENZA... VIA!

Carissimi,

ci appresteremo a vivere il prossimo 17-19 Ottobre a Castellammare di Stabia(Na) il corso di formazione nazionale dal nome“Pronti...Partenza… Vxia!” in sintonia con il tema trattato quest’anno.

Sarà, come sempre, un momento formativo fondamentale per la vita delle nostre fraternità perché ci darà l’opportunità di formarci e confrontarci sulla tematica dell’anno alla luce degli interventi di relatori e di nostri testimoni. Inoltre, è proprio in quel contesto che presenteremo il progetto formativo triennale, annuale ed il sussidio dell’anno così da approfondire insieme il percorso che ci accomunerà e gli strumenti per realizzarlo.

Vi aspettiamo!

ISTITUTO INTERNAZIONALE VESUVIANO
VIA SALARIO 12
80053 CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)

Vai all'inizioCRONACA DELL'EVENTO

Dal nostro inviato

Queste note servono da sommario del convegno formativo: le risorse più appropriate per l’approfondimento sono, come sempre, il Vangelo, le Fonti Francescane, i documenti della Chiesa ed il Progetto Educativo Pastorale e Vocazionale della GiFra. 

VENERDI' 17 OTTOBRE

La via è una ricca metafora, che ci parla di cammino, fatica, obiettivi intravisti e perseguiti, ostacoli che si frappongono, tappe e compagni di viaggio. Il progetto formativo per il prossimo triennio proposto dalla GiFra OFM interrogherà i giovani sulla proposta forte e diretta di Cristo ai Discepoli: “Io sono la via, la verità e la Vita” (Gv 14, 1-11). La “via” è il primo ambito tematico proposto dalla Commissione nazionale per la Formazione: la prima tappa del nuovo cammino fraterno è stata fissata a Castellammare di Stabia. Alla spicciolata, venerdì 17 ottobre, gli animatori delle fraternità locali hanno raggiunto la stradina che conduce al “Vesuvian Centre”, così impervia da richiamare la retta via evangelica:-)

“Cosa vuoi che io faccia?” è il messaggio lanciato nel primo momento comunitario, la veglia di preghiera con Don Emilio Salvatore, direttore del centro regionale per le vocazioni della Conferenza Episcopale campana. Tra i tanti spunti suggeriti dal tema della “via”, Don Emilio ha scelto di evidenziare il significato della parola “senso”: la direzione che si dà al cammino ne determina il contenuto. Bisogna dunque farsi indirizzare da Dio, proiettare la luce del discernimento sul buio dell’incertezza. In particolare, Don Emilio ha ricordato la figura di Paolo di Tarso, che diventa emblematica: da una condizione di autosufficienza e superbia, dopo la folgorazione sulla via di Damasco, San Paolo approda progressivamente ad una sincera disponibilità all’ascolto del Signore, ed infine ad una testimonianza eccezionale. Durante il percorso, lungo la strada, per tutti è necessaria una continua revisione della propria vocazione. E’ stato tracciato anche un paragone tra San Paolo e San Francesco: li accomunano i momenti bui la scelta di incamminarsi, i fraintendimenti, le scelte decisive, sempre alla luce di una sincera adesione alla volontà di Dio.

SABATO 18 OTTOBRE

La S. Messa di sabato 18 ottobre, giorno in cui si celebra S. Luca Evangelista, ci ha permesso di considerare un’altra figura di testimone: il carissimo compagno di Paolo, che non lo abbandona fino alla fine.

In seguito, l’Aula Magna del centro che ci ospita si è rapidamente popolata, nell’attesa di un nuovo ospite: Padre Enzo Fortunato, frate minore conventuale e docente presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” Seraphicum. Il nostro nuovo compagno di viaggio ci ha proposto un’articolata riflessione sul passaggio da una progettualità personale per la vita ad un progetto comunitario. L’articolazione di una serie di proposte per l’animazione è culminata nel riferimento alle figure ideali per l’educazione cristiana.

Padre Enzo ha evidenziato percorsi, viaggi, “cantieri”, in un cammino che permetta di valicare la distanza dall’interiorità. Sono state proposte sequenze di gesti, atteggiamenti, esempi di vita. Bisogna essere in grado di guardare il giovane e la sua realtà, come di parlare di Gesù, ma soprattutto bisogna vivere e manifestare nei gesti la propria adesione ad un progetto di vita che si propone anche alla fraternità.

Essere attenti al progetto di vita dell’altro e credere nelle potenzialità dell’altro richiede anche la capacità di ascoltare, di diventare dono, di mediare i contenuti formativi. La metafora scelta è significativa: i giovani sono una lampada da accendere, non una bottiglia da riempire, facendola eventualmente traboccare, se non si tiene conto della situazione specifica.

E’ però chiaro un presupposto fondamentale: bisogna condividere i valori, che sono più in alto, posti davanti a noi: i valori sono donati da Dio, e con essi ci si deve confrontare. Quando il riferimento è ai valori, e non ai bisogni egoistici, si riesce a convergere verso gli obiettivi: purtroppo, c’è una naturale inclinazione ad esprimere, nel confronto, quello che si pensa, confondendo i valori con i gusti e le inclinazioni personali. Riassumendo, all’animatore che voglia vivere una reale progettualità con la fraternità viene richiesta la capacità di ascoltare e guardare, comunicare e donare, mediare per l’altro, individuando un possibile progetto comunitario attraverso l’accompagnamento quotidiano.

Padre Enzo ha dedicato uno spazio rilevante alla figura di San Francesco, esemplare nella capacità di sintetizzare la crescita dell’uomo, che, da egoista concentrato sulle proprie ambizioni, diventa guida di una fraternità. Incamminarsi sulle orme di Francesco significa voler condividere la sua strada: tutto sommato, le barriere sulla strada di Francesco sono analoghe o riconducibili a quelle che viviamo oggi: il pensiero dominante, la stessa cultura (che è una risorsa, ma anche un potenziale ostacolo, si veda la lettera a S. Antonio), l’ansia di ricchezza, il desiderio di gloria. Francesco fornisce un esempio vivente di opposizione a questi falsi miti. Nel suo tempo, Francesco ribalta la prospettiva sociale: da un modello verticistico ad uno orizzontale, dalla piramide al cerchio. Partendo dal discernimento personale, come Paolo e Francesco, potremo anche accompagnare i fratelli, in spirito di servizio, con atteggiamenti di minorità e fraternità (cfr. PEP della GiFra OFM).

L’immagine cruciale che ci aiuta a capire il senso che Francesco dà al servizio ai fratelli è quella del servo. Osserviamo subito che quest’immagine viene proposta da Cristo stesso, che esorta i discepoli ad offrirsi come un servo inutile che si ritira dopo aver svolto quanto ordinato dal Signore (Lc 17,10).

Sappiamo che Francesco non inventa un metodo educativo, ma aderisce completamente all’insegnamento evangelico. Nel Vangelo, è Gesù stesso che rende se stesso per primo, ed anche i discepoli, servi. Paolo chiede ai fedeli di condividere i sentimenti e la testimonianza di Gesù, esempio perfetto di educatore (Fil 2, 5-11). Un episodio citato da Padre Enzo (Mc 9,33-35) mostra la pedagogia di Gesù, amico fedele, che chiede ai Discepoli su cosa discutano: alla domanda, segue la reazione alla domanda, e quindi Cristo, la guida, propone una ripresa del cammino, “riorientato” alla luce del suo insegnamento.

L’incontro si è concluso con un brano dagli scritti del Card. R. Etchegaray, proposto come un monito ed una preghiera per i sacerdoti, in cui viene evidenziata l’importanza dell’esempio dell’animatore, che per primo deve muoversi, incoraggiare, tendere la mano, se vuole sperare che i fratelli perseverino nel cammino proposto.

Per formalizzare uno schema riassuntivo, chiarite la basi ed i riferimenti, Padre Enzo suggerisce che l’animatore/educatore debba saper far emergere la ricchezza nascosta nel cuore del giovane (e spesso abbiamo riflettuto sul significato di “e-ducere”), essere capace di accompagnare, di condividere la strada, ma anche di formare, e cioè di contribuire a far aderire la vita del giovane al modello che condividiamo: Cristo con i valori che ci ha donato. E’ chiaro che si dovrà saper pazientare, ed essere pronti a farsi da parte e a non raccogliere i risultati sperati. Affermare pubblicamente un esempio di vita, non solo all’interno delle fraternità, è la “buona fatica” richiesta per essere “lievito”.

Dopo un interessante confronto con i giovani della fraternità nazionale, il secondo momento del giorno è stato curato da Padre Paolo Quaranta, con la presentazione dei progetti formativi, triennale ed annuale. Ancora una volta, l’importanza della progettazione è stata ribadita e dimostrata attraverso l’esposizione dell’articolazione dei contenuti e delle risorse messi a disposizione per il nuovo sussidio formativo. Inoltre, Padre Paolo ha fatto riferimento al passato recente e alle future proposte formative in cui il cammino dell’anno si inserisce.

Nel pomeriggio, suggerimenti e spunti per costruire e vivere la formazione nelle fraternità sono stati proposti nell’articolato intervento progettato da Giovanni Turiano, con Padre Paolo Quaranta, Antonella Anastasi, Gaetana Russo e Padre Giuseppe Iandiorio. La traccia delle relazioni sarà resa disponibile dalla Commissione per le Comunicazioni attraverso il sito web www.giframinori.org.

Nota di costume
Ha preso rapidamente piede nella fraternità una strana maglia da pigiama, disponibile in vari colori, che viene distribuita nello spazio riservato ai gadget. E’ però singolare la mancanza di pantaloni da abbinare per completare un costume da supereroe.

Agostino
Fraternità Provinciale Salerno

 

Vai all'inizioDIARIO DI BORDO

17 OTTOBRE

Dopo tanta attesa finalmente questa fraternità nazionale di formazione è arrivata! È da tanto che aspettavo questo momento...
Durante il viaggio verso Castellammare mi ha accompagnato il desiderio, non solo di rivedere i volti e i sorrisi dei fratelli sparsi per l'Italia, ma soprattutto, la voglia di condividere, con la fraternità nazionale, l'inizio di un nuovo anno fraterno, di un nuovo progetto triennale.
Pur avendo già preso parte a due corsi di formazione , l'emozione iniziale è sempre la stessa: ogni volta è come se fosse la prima; ogni volta torno nella mia fraternità rinnovata e arricchita.
In questo, come in altri momenti di fraternità, Il Signore trova l'occasione per interrogarmi, farmi riflettere su quella che sono, su come vivo la fraternità, sul mio modo di rapportarmi agli altri e di essere anima e guida per fraternità.
“Signore, cosa vuoi che io faccia ?”. È una domanda che mi pongo spesso e non è certamente un caso che proprio questo sia stato il tema della veglia di preghiera che ha ufficialmente dato avvio a questa esperienza di formazione e durante la quale ci ha accompagnato la figura di San Paolo ed il suo incontro con Cristo. Mi auguro di cuore che in questi giorni, e non solo, anche noi giovani francescani animatori, come San Paolo possiamo lasciarci scuotere, provocare da Cristo, anche a costo di stravolgere la nostra vita, per riscoprire, ogni giorno, la bellezza dell'incontro con Lui; abbandonare le certezze e i fanatismi che spesso ci imprigionano facendoci sentire già arrivati e fare sempre più spazio al Signore per correre lungo la VIA che vorrà indicarci!

Annabella Troncone
Fraternità Provinciale Sannio-Irpinia


18 OTTOBRE

Della relazione tenuta stamane da P. Enzo Fortunato mi ha fatto riflettere molto il discorso relativo all'ascolto. Da sempre è stato un tema a me, a cuore, e ancor di più, nel momento che la fraternità (prima locale e poi regionale) mi ha chiamato a rendere servizio come consigliere. Ascoltare il discorso di P. Fortunato mi ha fatto interrogare su come, realmente, io sia capace di ascoltare. Tante volte mi sono sentito ringraziare (e mi sono pure ringraziato) per aver ascoltato ma, alla luce di quanto sentito oggi, mi sono reso conto che qualcosa di più avrei potuto fare e, sicuramente, dovrò fare.

È bello pensare che attraverso l'ascolto si possa e si debba essere “conduttori “ di benevolenza, come è bello dover fare in modo che la nostra vita diventi dono; sono due condizioni che ho sempre “ricevuto” nella mia vita e i discorsi sentiti in mattinata mi hanno portato a rendermene pienamente conto. Così come mi hanno portato una gran voglia di migliorarmi e una gran serenità nel credere di poterlo fare grazie a validi spunti che ho avuto la fortuna di ascoltare.
Certo che il Signore mi aiuterà anche attraverso la fraternità!

Daniele Sofia
Fraternità Provinciale Calabria


18 OTTOBRE

Pronti ? Partenza...... VIA !
È questo lo slogan che la commissione per la formazione, insieme al consiglio nazionale, ci propone per questo anno fraterno e dopo la preghiera di ieri sera, dove il protagonista è stato S. Paolo di Tarso che ha ricevuto la sua chiamata sulla via di Damasco, stamattina sono iniziati i lavori.
Ancora una volta abbiamo riflettuto sulla figura dell'animatore, questa volta con l'aiuto di Padre Enzo Fortunato. In maniera particolare, egli ha sottolineato che l'animatore è solo un MEDIATORE che è chiamato a svolgere il servizio di animazione proponendosi con i suoi limiti e i suoi talenti. Spesso, e forse troppe volte, dico che non sono all'altezza, che forse i miei adolescenti e la mia stessa fraternità avrebbe bisogno di una persona più forte e carismatica ma poi ti rendi conto che non esiste l'animatore perfetto e che sono solo uno strumento nelle mani di Dio, la mia vita, come diceva P. Enzo, è un dono che non posso tenere tutto per me; infatti, per svolgere al meglio il compito dell'animazione, è importante porsi in ascolto, essendo attenti al progetto di vita dell'altro, mettendo al centro della nostra vita il NOI che è un po' quello che contraddistingue la nostra vocazione di francescani, cioè vivere in fraternità.
Nel pomeriggio poi, il Signor Giovanni Turiano, ha spiegato a noi animatori, in maniera puntuale e precisa, l'importanza della progettazione dei contenuti e delle modalità di preparazione degli incontri.
Questa giornata, anche se lunga, è stata fondamentale perché abbiamo avuto la possibilità di vedere un chiaro disegno nella figura dell'animatore e delle modalità attraverso le quali poter svolgere al meglio questo servizio.
Sento risuonare ancora, nella mia testa, l'affermazione «...bisogna essere animatori, non fare l'animatore...». Allora, quello che mi propongo è di lasciare da parte tutte le scuse e i miei limiti e di mettermi al fianco del giovane e accompagnarlo all'incontro con Dio.
Infine, voglio ringraziare il nostro mitico consiglio che ci testimonia sempre più la bellezza di essere gifrino.

Michela Nappi
Fraternità Provinciale Napoli-Caserta


19 OTTOBRE 2008

"I giovani non sono bottiglie da riempire ma lampade da accendere".
È questo uno dei passi che mi porto dentro dalla fraternità di formazione nazionale.
Questo è quello che P. Enzo Fortunato ci sottolineava...
Spesso noi animatori siamo spinti dal desiderio di voler a tutti i costi "riempire" i ragazzi di contenuti senza badare minimamente al tipo di fraternità che abbiamo di fronte. Non dimentichiamo che noi animatori siamo chiamati a illuminare i cuori dei nostri ragazzi.
Quello che in questi giorni ci è stato presentato è una ricchezza immensa per noi e per il servizio che andremo a svolgere. Mi torna in mente la frase di un nostro fratello che durante un suo intervento diceva: «Io oggi non mi sento di ringraziare il consiglio per il servizio che ha svolto in formazione perché non possiamo più dire di non sapere».
È ovvio che il ringraziamento nasce spontaneo, ma penso al fatto che una così dettagliata e accurata formazione metta in discussione il nostro servizio; ora, cari animatori, non potremmo più dire che non sappiamo come progettare i nostri incontri. Se fino ad ora non conoscevamo, ora siamo ancora di più responsabili nei confronti di Dio.
Sono convinto anche io che la fraternità di formazione nazionale serve per fare appunto fraternità ma dobbiamo imparare a saper sfruttare al massimo questo tempo, non solo per rispetto per chi lo ha preparato, ma appunto per una nostra formazione personale e per la fraternità che andremo a servire.
Parlando con Maria Speranza sottolineavo e ringraziavo il momento del laboratorio della domenica mattina; è vero, costava un po di fatica dover leggere e studiare la prima unità, ma alla fine un corso di formazione è soprattutto questo.
Con questo volevo ringraziare tutti i ragazzi che erano presenti in formazione dicendo loro di approfittare di questi incontri per prendere tutto quello che c'è da prendere, senza perdere tempo.

Cari ragazzi AUGURI e buon cammino.

Michele Vangi
Fraternità Provinciale Puglia-Molise

 

Vai all'inizioPREGHIERA DELL'ANIMATORE

 

Se tu ti fermi, essi desistono

Se tu ti siedi, essi si coricano

Se tu ti scoraggi, essi disperano

Se tu critichi, essi demoliscono

Se tu li precedi, essi ti oltrepassano

Se dai la mano, essi danno la vita,

Se tu preghi, essi saranno santi

 

 


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