
FINALMENTE SI PARTE!
LA NEWS LETTER A CURA DELLA
COMMISSIONE NAZIONALE PER LE
COMUNIACZIONI SOCIALI |
|
Ecco, ci siamo...
finalmente siamo pronti per
presentarvi la newsletter della
Fraternità Nazionale. Cos'è una
newsletter? Senza troppi giri di
parole diciamo che è
semplicemente uno dei tanti modi
per conoscere le attività delle
fraternità regionali e,
soprattutto, per sentirci più
vicini! Ogni mese verrà
recapitata direttamente al tuo
indirizzo di posta elettronica
con la speranza che almeno
dedichiate due minuti alla
lettura. Ovviamente, se la
riterrete inutile, siete liberi
di richiederne la cancellazione.
Passando in rassegna il cammino
percorso, nell'immediato
passato, ritroviamo i
meravigliosi ricordi della GMG
di Colonia e la fraternità di
formazione di Assisi. E mentre
le attività di "Dipingi le
piazze di Pace" stanno colorando
i nostri luoghi di abituale
dimora, dietro l'angolo, ci
attende il secondo appuntamento
con la fraternità di formazione
(questa volta a Paestum, nel
mese di Marzo). All'orizzonte ci
sembra di scorgere già l'estate
con i più giovani pronti a
scatenarsi per "Adolescenti ad
Assisi" e, dopo tre anni,
nuovamente un'esperienza
missionaria questa volta in
Toscana, a Viareggio (a
proposito vi state preparando?).
In questo viaggio immaginario
vorremmo tenervi compagnia ma
abbiamo bisogno del vostro
aiuto: inviateci materiale
(foto, articoli delle vostre
esperienze, idee) che
documentino la vostra esperienza
di fraternità in modo da
condividerla con tutti i giovani
della fraternità nazionale.
Ci auguriamo che questo
strumento informativo possa
contribuire sensibilmente ad
accrescere il senso di
appartenenza ad una fraternità che
ha già compiuto grandi passi...
La commissione
|
DIO È AMORE
INTERVISTA DI ALBERTO BOBBIO -
DA Famiglia Cristiana N. 5 DEL
29/01/2006 |
|
«È
un testo che ripropone i
"fondamentali" della fede
cattolica», dice il segretario
della Congregazione per la
dottrina della fede, monsignor
Angelo Amato.
Monsignor Angelo Amato,
segretario della Congregazione
per la dottrina della fede,
invita a leggere bene la
copertina: «C’è il titolo,
Deus caritas est, e poi la
spiegazione, "Lettera enciclica
sull’amore cristiano". Vuol dire
che il Papa non segue la
metodologia di un’agenda
politica, ma ripropone il nucleo
dell’annuncio evangelico».
-
Di
solito la prima enciclica di
un Pontefice è definita
programmatica. Vale anche
per questa?
«Sui
giornali ho letto che non si
tratta di un’enciclica
programmatica. Ebbene, dissento.
Il Papa, in realtà, con questo
tema entra nel programma
centrale del cristianesimo. Il
cristianesimo è la religione
della carità, non tanto della
legge. Certo è diversa dalla
Redemptor hominis di
Giovanni Paolo II, che prevedeva
addirittura il Giubileo
dell’anno 2000. Benedetto XVI
spiega il nucleo essenziale del
cristianesimo, cioè la carità,
l’amore e il riflesso di esso
nel mondo e nell’azione della
Chiesa».
-
Può
stupire che l’ex prefetto
della Congregazione per la
dottrina della fede non
parli della legge…
«È
un’altra caratteristica del
Papa. Ratzinger ha sempre avuto
come orizzonte programmatico la
carità, un atteggiamento di
comprensione, misericordia,
perdono, dialogo fino
all’estremo, senza tuttavia mai
cedere sulla correzione
fraterna. Anche questa è
carità».
-
Perché
ha scritto questa enciclica?
«Per
tornare ai fondamentali del
cristianesimo, per rilanciare
l’idea che il Dio cristiano è un
Dio di carità. E lo dice subito
all’inizio, quando fa
riferimento a un mondo in cui al
nome di Dio viene a volte
collegata la vendetta o perfino
il dovere dell’odio e della
violenza».
-
Vede
delle differenze con le
encicliche di Giovanni Paolo
II?
«Wojtyla
diceva quasi tutto. Le sue
encicliche sono un polittico.
Benedetto XVI, almeno in questa
prima enciclica, sceglie di
dipingere un quadro e dentro non
ci sta tutto. Da un punto di
vista sintattico, è un
superconcentrato della tematica
dell’amore, una "lettera
circolare", perché questo è il
significato di enciclica. Il
Papa sviluppa la formula
sintetica della fede, prendendo
spunto dalla prima Lettera di
Giovanni. È un metodo didattico
e credo sia molto opportuno
anche da un punto di vista
catechetico».
-
Si
vede un po’ il professore…
«È vero.
Ma lui stesso lo dice. Quella
che ci ha consegnato può anche
essere considerata una lezione.
Che fa bene».
-
Parla
pure dell’amore tra uomo e
donna: teologia del
matrimonio?
«In alcune
parti si può essere autorizzati
a rintracciarla. Ma io
preferisco parlare di una
teologia della realtà sponsale.
Il Papa compone eros e
agape in unità, non esclude
l’uno a favore dell’altro, ma
spiega che l’eros non
deve rinchiudersi nell’egoismo,
piacere puro ed esclusivo, ma
deve diventare agape,
cioè attenzione all’altro».
-
Quindi
spiega anche qual è il modo
giusto di vivere la
sessualità?
«Naturalmente. Parla di corpo e
anima, osserva che non si può
assolutizzare il corpo, ma
nemmeno va trascurato, e ciò
vale anche per l’anima».
-
Il
Papa fa un lungo riferimento
al Cantico dei cantici,
il libro più "erotico" della
Bibbia. Vuol dire che di
esso si deve parlare di più,
che i preti hanno difficoltà
a commentarlo?
«Il Papa
sottolinea che è un libro dentro
il Canone delle scritture. È
vero che i preti hanno
difficoltà a parlarne nelle
omelie. Ma ciò accade perché se
si parla di eros in
chiesa i fedeli cominciano con i
sorrisi. E ciò è segno di
immaturità. L’enciclica indica
che quel libro va letto e
approfondito. Tra i grandi
mistici è il testo più
commentato e anche Giovanni
Paolo II pubblicò un commento
straordinario al Cantico dei
cantici».
«Che
l’amore di Dio è passionale. Che
il Dio cristiano non è
certamente freddo e distaccato».
-
È per
questo che il Papa critica,
alla fine della prima parte
dell’enciclica, i cristiani
che sono solamente "pii",
quelli che attendono ai
doveri religiosi, corretti,
ma senza amore?
«Non è una
critica. Piuttosto mette in
guardia tutti dall’insistenza
sugli aspetti esteriori e
burocratici della fede. La fede
ha bisogno di religiosità, ma
essa non deve essere
superficiale, senza motivazioni
interiori, e tradizionalista nel
senso peggiore del termine».
-
Nella
seconda parte dell’enciclica
si può leggere una sorta di
storia della carità
cristiana. Lei è d’accordo?
«Sì.
Utilizza gli Atti degli
Apostoli per spiegare che la
carità pratica appartiene
all’essenza del cristianesimo».
-
In due
occasioni critica il
marxismo. Perché sceglie il
piano politico?
«Non
sceglie il piano politico.
Questa seconda parte è molto più
concreta della prima, con
riferimenti storici precisi. Il
Papa dice che nell’Ottocento era
stata sollevata all’attività
caritativa della Chiesa
un’obiezione, sviluppata poi dal
marxismo. Praticamente, la si
accusava di "quietare" le
coscienze con la carità. Il
marxismo ha sviluppato questa
analisi con la teoria
dell’impoverimento, che andava
perseguita per poter arrivare
alla rivoluzione con animo più
deciso a cambiare il mondo.
Abbiamo visto come tutto questo
è fallito. Il Papa spiega qual è
la carità della Chiesa: non è
mai distinta dalla giustizia, ma
non può dire "domani". A chi ha
fame va dato da mangiare
"adesso"».
-
Qual è
la caratteristica della
carità della Chiesa, secondo
l’enciclica?
«Il Papa
ne indica quattro: deve essere
efficace, indipendente da
partiti e ideologie,
professionale, non è un mezzo
per fare proselitismo. Poi
rilancia il ruolo della Caritas,
diocesana, nazionale e
internazionale, sottolineandone
il grande valore pastorale nella
Chiesa».
-
Nell’enciclica, papa
Benedetto XVI cita anche
molti santi della carità, ma
il primo posto va a Madre
Teresa di Calcutta. Secondo
lei, perché?
«Viene
citata tre volte, perché è
l’esempio più vicino a noi di
una donna che lottava contro la
miseria e al contempo pregava
molto. E il Papa riafferma
l’importanza della preghiera "di
fronte all’attivismo e
all’incombente secolarismo di
molti cristiani impegnati nel
lavoro caritativo". Ma anche gli
altri santi della carità hanno
sempre messo accanto all’impegno
sociale la preghiera. Il Papa
cita, tra gli altri, don Bosco,
il Cottolengo, Giovanni di Dio,
il fondatore dei
Fatebenefratelli, Camillo de
Lellis, don Orione. Ma prima di
tutti san Martino, che diede
metà del suo mantello a un
povero che aveva freddo, ma la
metà che era foderata di
pelliccia».
-
Perché
l’enciclica porta la data di
Natale 2005?
«Perché a
Natale si ricorda la nascita
dell’amore di Dio incarnato».
|
|
SCARICA IL
DOCUMENTO |
ADOLESCENTI A LA VERNA
IL CALORE DEI GIOVANISSIMI DEL
SUD SCIOGLIE LA FREDDA NEVE DEL
SERAFICO MONTE |
|
Ogni anno i fratelli della
Calabria organizzano il campo
invernale "fuori sede" per
proporre agli adolescenti
un'esperienza del tutto simile a
quella estiva di Assisi: visita
ai luoghi suggestivi e
interiorizzazione. Dopo
Adolescenti a Greccio del 2005,
quest'anno, lo scenario che ha
fatto da cornice all'esperienza
è stato il monte dove il nostro
serafico Padre Francesco
ricevette in dono le Stigmate.
Un luogo suggestivo non solo per
ciò che ricorda o per lo
scenario imbiancato dalla neve
ma, soprattutto, per il colore e
l'espressività che questi
ragazzi hanno saputo dare alle
giornate trascorse insieme. Alla
Calabria si è aggiunto uno
sparuto gruppetto di siciliani
(6 per la precisione) e l'intesa
si è dimostrata subito ottima...
Vi proponiamo due testimonianze
direttamente dalla voce (o
meglio dalla penna) di due
protagonisti...

...“Non dimenticherai facilmente
La Verna, è un luogo dove
parlano le pietre!”...
E’ con queste parole del nostro
eccezionale Fra Mario che è
iniziato il mio campo
“ADOLESCENTI ALLA VERNA”.
Si sa, non è facile descrivere
le emozioni, che scolvongono
completamente la tua anima e ti
proiettano in un mondo irreale
ed ineffabile. La mia esperienza
vissuta sul freddo monte toscano
è incentrata proprio su queste
forti sensazioni che riescono a
darti un grande vitalità, ti
rendono partecipe dell’amore di
Dio.
E’ incredibile sentire il
Signore che entra dentro di te,
riesci finalmente a ringraziarlo
e a diventare anche tu, nel tuo
piccolo, "un ragazzo fatto
preghiera".
Credo che siano pochi nel mondo
i luoghi, come La Verna, in cui
la spiritualità e il silenzio
creano un’atmosfera così magica
ed emozionante.
E’ finito il tempo in cui dire
le solite frasi retoriche: "è
stata una bella
esperienza…..-spero di
ripeterla”. Il campo adolescenti
inizia solo adesso! In questo
momento mi sento dire solo una
parola che però vale più di
tutte le altre….Grazie!
Giuseppe Critelli
fraternità "San Francesco
d’Assisi"
Reggio Calabria

...Eccoci di ritorno
dall'esperienza che si è svolta
alla Verna dal 2 al 5 gennaio!
Tema del campo è stato:
"Adolescenti alla Verna...
Sul Monte per incontrare l'Amore
Crocifisso".
A noi della gifra della Calabria
si sono uniti alcuni (6) ragazzi
della fraternità della Sicilia,
cosa che ci ha fatto davvero
molto piacere !
Giorno 3 gennaio abbiamo fatto
visita al Santuario della Verna,
dove abbiamo potuto trascorrere
momenti di preghiera, catechesi
e ... siberia ... oops, scusate,
deserto !!!!!
Il giorno seguente abbiamo
ascoltato la testimonianza di un
monaco Camaldolese e, nel
pomeriggio, vissuto una liturgia
penitenziale e la santa Messa.
Ogni serata è stata dedicata a
momenti di fraternità e di
festa.
Concluso il campo, il 5 gennaio
abbiamo viaggiato alla volta
delle nostre città!
Ringrazio la presidente
regionale, tutto il consiglio
regionale, l'assistente, i frati
che hanno partecipato, gli
animatori, i partecipanti e
l'equipe regionale per gli
adolescenti... e credo... Nessun
altro !!!
Francesco
|
LA FRATERNITA' SALERNITANO
LUCANA AL PASSAGGIO DELLE
CONSEGNE
CELEBRATO IL CAPITOLO ELETTIVO |
|
Si è celebrato il 5 e 6 novembre
scorsi, nel Convento San
Francesco di Bracigliano, alla
presenza del Presidente
Nazionale della Gifra Giovanni
Turiano, il Capitolo Elettivo
Provinciale della Gioventù
Francescana.
Sotto la guida dello Spirito
Santo è stato eletto il nuovo
Consiglio Provinciale che avrà
il compito di guidare, animare e
coordinare le attività della
fraternità provinciale per i
prossimi tre anni. Sono stati
due giorni intensi che hanno
visto la partecipazione dei
responsabili di tutte le
fraternità costituite della
Provincia Salernitano-Lucana
(Cava, Baronissi, Bracigliano,
Nocera-Santa Maria degli Angeli,
Montecorvino Rovella, Monitoro
Superiore, Potenza e Scafati).
Delle fraternità attualmente in
formazione (Angri, Flocco–Poggiomarino,
Serino, Maiori, Mercato San
Severino, Sarno, Satriano) era
presente la fraternità di Serino.
Il pomeriggio di sabato è stato
dedicato alla lettura della
relazione triennale da parte
del Consiglio uscente. Un
viaggio a ritroso nel tempo, che
ci ha fatto ripercorrere le
tappe principali di questi
ultimi anni di vita della nostra
fraternità provinciale: gli
incontri, le attività, gli
impegni, tra successi e
fallimenti, gioie e dispiaceri,
tra il fatto e quel che resta da
fare. In spirito di fraterna
condivisione Gaetana, Josè,
Sandra e Claudia hanno
raccontato del lavoro fatto e
disegnato il volto della Gifra
di oggi: a fraternità “in crisi”
si affiancano nuove fraternità,
attualmente in formazione, che
portano una ventata di
entusiasmo per tutta la realtà
provinciale, anche per quelle
fraternità “storiche” che hanno
sempre bisogno di essere
contagiate dalla gioia
trascinatrice propria di chi
inizia il cammino nella gioventù
francescana.
E come in ogni famiglia che si
rispetti i ricordi aprono la
strada ai sorrisi, alle emozioni
… alla commozione!!
Lo sguardo al passato,
fondamentale per ricordarci “chi
siamo stati”, trova il suo reale
senso quando aiuta a proiettarci
verso il futuro, nella
consapevolezza di essere
chiamati a vivere con impegno il
presente.
Spetta, così, al Presidente
Nazionale Giovanni Turiano
“tirare le fila” di quanto detto
e condiviso, per poter aprire
con entusiasmo un nuovo capitolo
della nostra fraternità
provinciale. Con la semplicità e
la concretezza che lo
contraddistinguono, Giovanni ci
ha richiamati alla nostra
identità di giovani francescani
e ci ha invitati a fissare
l’attenzione verso l’unico vero
nostro obiettivo: incontrare
Dio per salvarci,
sull’esempio del nostro amato
serafico Padre Francesco.
Nel pomeriggio di domenica si
sono svolte le elezioni;
risultano eletti al primo
scrutinio:
|
Presidente |
Gaetana Russo,
fraternità di
Bracigliano |
|
Vicepresidente |
Samanta Alfano,
fraternità di
Montecorvino Rovella |
|
Consiglieri |
Alfonso Celano,
fraternità di Scafati |
| |
Angela Delle Donne,
fraternità di Potenza |
| |
Sandra Stabile,
fraternità di Montoro
Superiore |
Il Signore ha chiamato questi
nostri fratelli a guida della
fraternità provinciale
consapevole di tutti i loro
limiti, ma fiducioso del loro
entusiasmo, delle loro capacità
e soprattutto della loro voglia
di spendere un po’ del proprio
tempo per collaborare al
progetto di grazia e bene che
Egli ha per tutti noi.
Al neo Consiglio Provinciale
vanno i più sinceri auguri di
tutti noi giovani francescani
della provincia
salernitano-lucana. A loro
rinnoviamo la nostra fiducia e
il nostro impegno a lavorare
insieme per poter “seminare la
gioia ovunque passiamo”. Buon
lavoro!!
Laura Falivene
Fraternità di
Montecorvino Rovella
|
CAPITOLO ELETTIVO DEL
TRIVENETO
10-11 DICEMBRE FANNA (PN) |
|
Nei giorni di sabato e domenica
10 e 11 dicembre 2005, la
fraternità OFM di Fanna (PN) ha
accolto nel Santuario di Madonna
di Strada il Capitolo
Elettivo Regionale.
Le due giornate si sono svolte
in un clima raccolto di
preghiera e, nonostante le
incertezze sul futuro, sono
state vissute da tutti con
serenità e letizia. A cornice
dell’evento, le montagne di
Fanna ci hanno regalato
spettacolari scenari invernali,
con colori indimenticabili
all’alba e al tramonto.
Al Capitolo hanno partecipato i
membri del Consiglio uscente, il
Presidente nazionale Giovanni
Turiano, il Vice-presidente
regionale dell’OFS, l’Assistente
regionale fra Roberto Cracco, i
frati e in rappresentanza alcuni
membri di ogni fraternità.
Dopo
i necessari momenti di
convivialità, nella serata del
sabato il Consiglio uscente ha
relazionato il lavoro svolto
durante il proprio mandato,
evidenziando la situazione di
partenza, gli obiettivi
raggiunti, i punti di forza e di
debolezza delle singole
fraternità e del loro cammino
comune, ciò che sta nascendo e i
possibili sviluppi futuri.
Durante il passaggio delle
consegne si è dovuto affrontare
l’annoso problema della carenza
di candidature. Da questo
spunto, Turiano ha colto
l’occasione per fare un’analisi
critico-propositiva della
situazione generale del
Vento-Friuli e del significato
che per ognuno di noi può
assumere l’identità di
gifrino. Turiano ha distinto
l’atteggiamento di chi
identifica la fraternità come
luogo di fruizione di “servizi
spirituali” e
l’atteggiamento di chi si sente
coinvolto e chiamato a vivere la
fraternità come attore e non
come utente. A complicare lo
scenario, il Presidente ha
ricordato il problema della
“doppia appartenenza”: fin tanto
che la Gi.Fra. si inserisce in
una delle tante attività e
realtà che riempiono la nostra
agenda, il coinvolgimento non
potrà mai essere tale da
assumere responsabilità. Infine,
da un punto di vista
metodologico e programmatico, ha
sottolineato la necessità di
formare la cosiddetta “classe
dirigente”, ovvero di
seguire i responsabili delle
singole fraternità, affinché
possano diventare fra qualche
anno i responsabili regionali.
L’indomani, ciascuno dei
presenti si è interrogato sul
proprio grado di coinvolgimento
e sulle reali possibilità di
spendersi in questo servizio. La
condivisione è stata libera e
sincera e non sono mancati i
volontari per la prima linea.
A conclusione della mattinata,
sempre mantenendo un clima
raccolto e di preghiera, si è
proceduto con la cerimonia di
elezione del nuovo Consiglio.
Assieme ad un grazie di cuore al
consiglio uscente per il
servizio svolto, i nostri auguri
e tutto il nostro sostegno vanno
a:
|
Presidente |
Fabio Smedile,
della fraternità di
Verona |
|
Vicepresidente |
Roberto Negretto,
della fraternità di
San Pancrazio |
|
Consiglieri |
Federica Piubello,
della fraternità di
Verona |
| |
Flavio Simonetti,
della fraternità di
Verona |
| |
Martina Marchioro,
della fraternità di
San Pancrazio |
Fabio
Smedile
Presidente Regionale
|
DIPINGI LE PIAZZE DI PACE
2006
29-30 GENNAIO – CONTROGUERRA
(TE) |
|
Nell’ultimo
week end di gennaio la
fraternità di Controguerra (lo
so che sembra strano ma è il
nome del paese) ha organizzato
nella propria parrocchia
l’iniziativa Dipingi le piazze
di Pace. La manifestazione si è
sviluppata in tre momenti
principali.
Nella mattinata di domenica
abbiamo ha animato la Santa
Messa delle 11 arricchendo la
celebrazione con dei segni
particolari. Sul pavimento della
navata centrale sono state poste
in sequenza le sagome dei 5
continenti, dell’Italia,
dell’Abruzzo fino ad arrivare ad
un cavalletto con la foto del
paese; sopra di questo abbiamo
posto una tavolozza coi colori
della pace e con le foto di
Madre Teresa e di Giovanni Paolo II veri operatori di pace. Tutto
questo a voler indicare che la
pace riguarda tutti dal globale
al particolare. Al lato
dell’ambone, abbiamo realizzato
un piccolo ulivo a cui i ragazzi
della cresima hanno attaccato
dei bigliettini su cui hanno
scritto alcuni degli
atteggiamenti quotidiani
(offese, incomprensioni) che
impediscono alla pace di
crescere. Ai piedi dell’ulivo è
stata posta un gabbietta con una
colomba bianca, altro simbolo di
pace, che alla fine della
celebrazione è stata liberata
sul sagrato.
Per la serata di domenica grazie
alla collaborazione della
Pro-Loco siamo riusciti ad avere
la compagnia teatrale
Terrateatro che ha presentato a
tutta la cittadinanza lo
spettacolo “La terra è come il
cielo” scritto in collaborazione
con le sorelle clarisse di
Paganica (AQ). L’unica attrice
in scena ripercorre momenti
salienti della propria vocazione
artistica e allo stesso tempo
quelli della vocazione di Chiara
d’Assisi.
La manifestazione si è conclusa
con la veglia di preghiera
animata dalla nostra fraternità
alla quale è stata invitata
tutta la cittadinanza. Questa si
è svolta lunedì sera 30 gennaio,
presso la chiesa S. Francesco
d’Assisi.
Il clima rigido purtroppo non ci
ha permesso di organizzare
iniziative all’aperto, ma tutto
sommato le attività proposte
hanno avuto una buona risposta
presso i parrocchiani. La nostra
speranza è quella di essere
riusciti, con la povertà dei
nostri gesti, a smuovere le
coscienze di qualcuno di loro.
Andrea Santori
Presidente Fraternità di
Controguerra
Provincia Marche |
|
APPUNTAMENTI |
 |
10-12 Marzo 2006 |
PAESTUM (SA) |
FRATERNITA' NAZIONALE DI
FORMAZIONE |
|
|
23 Aprile 2006 |
(fraternità locali) |
GIORNATA DELLA GIFRA |
|
|
17-18 Giugno 2006 |
ROMA |
ASSEMBLEA NAZIONALE |
|
|
18-23 Luglio 2006 |
ASSISI (PG) |
ADOLESCENTI AD ASSISI |
|
|
16-21 Agosto 2006 |
VIAREGGIO (LU) |
MISSIONE AI GIOVANI |
|
|