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NEWSLETTER
1 febbraio 2006 - anno 1 numero 1




 

FINALMENTE SI PARTE!
LA NEWS LETTER A CURA DELLA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE COMUNIACZIONI SOCIALI


Ecco, ci siamo...

finalmente siamo pronti per presentarvi la newsletter della Fraternità Nazionale. Cos'è una newsletter? Senza troppi giri di parole diciamo che è semplicemente uno dei tanti modi per conoscere le attività delle fraternità regionali e, soprattutto, per sentirci più vicini! Ogni mese verrà recapitata direttamente al tuo indirizzo di posta elettronica con la speranza che almeno dedichiate due minuti alla lettura. Ovviamente, se la riterrete inutile, siete liberi di richiederne la cancellazione.

Passando in rassegna il cammino percorso, nell'immediato passato, ritroviamo i meravigliosi ricordi della GMG di Colonia e la fraternità di formazione di Assisi. E mentre le attività di "Dipingi le piazze di Pace" stanno colorando i nostri luoghi di abituale dimora, dietro l'angolo, ci attende il secondo appuntamento con la fraternità di formazione (questa volta a Paestum, nel mese di Marzo). All'orizzonte ci sembra di scorgere già l'estate con i più giovani pronti a scatenarsi per "Adolescenti ad Assisi" e, dopo tre anni, nuovamente un'esperienza missionaria questa volta in Toscana, a Viareggio (a proposito vi state preparando?).

In questo viaggio immaginario vorremmo tenervi compagnia ma abbiamo bisogno del vostro aiuto: inviateci materiale (foto, articoli delle vostre esperienze, idee) che documentino la vostra esperienza di fraternità in modo da condividerla con tutti i giovani della fraternità nazionale.

Ci auguriamo che questo strumento informativo possa contribuire sensibilmente ad accrescere il senso di appartenenza ad una fraternità che ha già compiuto grandi passi...

La commissione
 


 
DIO È AMORE
INTERVISTA DI ALBERTO BOBBIO - DA Famiglia Cristiana N. 5 DEL 29/01/2006


«È un testo che ripropone i "fondamentali" della fede cattolica», dice il segretario della Congregazione per la dottrina della fede, monsignor Angelo Amato.
Monsignor Angelo Amato, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, invita a leggere bene la copertina: «C’è il titolo, Deus caritas est, e poi la spiegazione, "Lettera enciclica sull’amore cristiano". Vuol dire che il Papa non segue la metodologia di un’agenda politica, ma ripropone il nucleo dell’annuncio evangelico».

  • Di solito la prima enciclica di un Pontefice è definita programmatica. Vale anche per questa?

«Sui giornali ho letto che non si tratta di un’enciclica programmatica. Ebbene, dissento. Il Papa, in realtà, con questo tema entra nel programma centrale del cristianesimo. Il cristianesimo è la religione della carità, non tanto della legge. Certo è diversa dalla Redemptor hominis di Giovanni Paolo II, che prevedeva addirittura il Giubileo dell’anno 2000. Benedetto XVI spiega il nucleo essenziale del cristianesimo, cioè la carità, l’amore e il riflesso di esso nel mondo e nell’azione della Chiesa».

  • Può stupire che l’ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede non parli della legge…

«È un’altra caratteristica del Papa. Ratzinger ha sempre avuto come orizzonte programmatico la carità, un atteggiamento di comprensione, misericordia, perdono, dialogo fino all’estremo, senza tuttavia mai cedere sulla correzione fraterna. Anche questa è carità».

  • Perché ha scritto questa enciclica?

«Per tornare ai fondamentali del cristianesimo, per rilanciare l’idea che il Dio cristiano è un Dio di carità. E lo dice subito all’inizio, quando fa riferimento a un mondo in cui al nome di Dio viene a volte collegata la vendetta o perfino il dovere dell’odio e della violenza».
 

  • Vede delle differenze con le encicliche di Giovanni Paolo II?

«Wojtyla diceva quasi tutto. Le sue encicliche sono un polittico. Benedetto XVI, almeno in questa prima enciclica, sceglie di dipingere un quadro e dentro non ci sta tutto. Da un punto di vista sintattico, è un superconcentrato della tematica dell’amore, una "lettera circolare", perché questo è il significato di enciclica. Il Papa sviluppa la formula sintetica della fede, prendendo spunto dalla prima Lettera di Giovanni. È un metodo didattico e credo sia molto opportuno anche da un punto di vista catechetico».

  • Si vede un po’ il professore…

«È vero. Ma lui stesso lo dice. Quella che ci ha consegnato può anche essere considerata una lezione. Che fa bene».

  • Parla pure dell’amore tra uomo e donna: teologia del matrimonio?

«In alcune parti si può essere autorizzati a rintracciarla. Ma io preferisco parlare di una teologia della realtà sponsale. Il Papa compone eros e agape in unità, non esclude l’uno a favore dell’altro, ma spiega che l’eros non deve rinchiudersi nell’egoismo, piacere puro ed esclusivo, ma deve diventare agape, cioè attenzione all’altro».

  • Quindi spiega anche qual è il modo giusto di vivere la sessualità?

«Naturalmente. Parla di corpo e anima, osserva che non si può assolutizzare il corpo, ma nemmeno va trascurato, e ciò vale anche per l’anima».

  • Il Papa fa un lungo riferimento al Cantico dei cantici, il libro più "erotico" della Bibbia. Vuol dire che di esso si deve parlare di più, che i preti hanno difficoltà a commentarlo?

«Il Papa sottolinea che è un libro dentro il Canone delle scritture. È vero che i preti hanno difficoltà a parlarne nelle omelie. Ma ciò accade perché se si parla di eros in chiesa i fedeli cominciano con i sorrisi. E ciò è segno di immaturità. L’enciclica indica che quel libro va letto e approfondito. Tra i grandi mistici è il testo più commentato e anche Giovanni Paolo II pubblicò un commento straordinario al Cantico dei cantici».

  • Che cosa insegna?

«Che l’amore di Dio è passionale. Che il Dio cristiano non è certamente freddo e distaccato».

  • È per questo che il Papa critica, alla fine della prima parte dell’enciclica, i cristiani che sono solamente "pii", quelli che attendono ai doveri religiosi, corretti, ma senza amore?

«Non è una critica. Piuttosto mette in guardia tutti dall’insistenza sugli aspetti esteriori e burocratici della fede. La fede ha bisogno di religiosità, ma essa non deve essere superficiale, senza motivazioni interiori, e tradizionalista nel senso peggiore del termine».
 

  • Nella seconda parte dell’enciclica si può leggere una sorta di storia della carità cristiana. Lei è d’accordo?

«Sì. Utilizza gli Atti degli Apostoli per spiegare che la carità pratica appartiene all’essenza del cristianesimo».

  • In due occasioni critica il marxismo. Perché sceglie il piano politico?

«Non sceglie il piano politico. Questa seconda parte è molto più concreta della prima, con riferimenti storici precisi. Il Papa dice che nell’Ottocento era stata sollevata all’attività caritativa della Chiesa un’obiezione, sviluppata poi dal marxismo. Praticamente, la si accusava di "quietare" le coscienze con la carità. Il marxismo ha sviluppato questa analisi con la teoria dell’impoverimento, che andava perseguita per poter arrivare alla rivoluzione con animo più deciso a cambiare il mondo. Abbiamo visto come tutto questo è fallito. Il Papa spiega qual è la carità della Chiesa: non è mai distinta dalla giustizia, ma non può dire "domani". A chi ha fame va dato da mangiare "adesso"».

  • Qual è la caratteristica della carità della Chiesa, secondo l’enciclica?

«Il Papa ne indica quattro: deve essere efficace, indipendente da partiti e ideologie, professionale, non è un mezzo per fare proselitismo. Poi rilancia il ruolo della Caritas, diocesana, nazionale e internazionale, sottolineandone il grande valore pastorale nella Chiesa».

  • Nell’enciclica, papa Benedetto XVI cita anche molti santi della carità, ma il primo posto va a Madre Teresa di Calcutta. Secondo lei, perché?

«Viene citata tre volte, perché è l’esempio più vicino a noi di una donna che lottava contro la miseria e al contempo pregava molto. E il Papa riafferma l’importanza della preghiera "di fronte all’attivismo e all’incombente secolarismo di molti cristiani impegnati nel lavoro caritativo". Ma anche gli altri santi della carità hanno sempre messo accanto all’impegno sociale la preghiera. Il Papa cita, tra gli altri, don Bosco, il Cottolengo, Giovanni di Dio, il fondatore dei Fatebenefratelli, Camillo de Lellis, don Orione. Ma prima di tutti san Martino, che diede metà del suo mantello a un povero che aveva freddo, ma la metà che era foderata di pelliccia».

  • Perché l’enciclica porta la data di Natale 2005?

«Perché a Natale si ricorda la nascita dell’amore di Dio incarnato».
 

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ADOLESCENTI A LA VERNA
IL CALORE DEI GIOVANISSIMI DEL SUD SCIOGLIE LA FREDDA NEVE DEL SERAFICO MONTE


Ogni anno i fratelli della Calabria organizzano il campo invernale "fuori sede" per proporre agli adolescenti un'esperienza del tutto simile a quella estiva di Assisi: visita ai luoghi suggestivi e interiorizzazione. Dopo Adolescenti a Greccio del 2005, quest'anno, lo scenario che ha fatto da cornice all'esperienza è stato il monte dove il nostro serafico Padre Francesco ricevette in dono le Stigmate. Un luogo suggestivo non solo per ciò che ricorda o per lo scenario imbiancato dalla neve ma, soprattutto, per il colore e l'espressività che questi ragazzi hanno saputo dare alle giornate trascorse insieme. Alla Calabria si è aggiunto uno sparuto gruppetto di siciliani (6 per la precisione) e l'intesa si è dimostrata subito ottima...

Vi proponiamo due testimonianze direttamente dalla voce (o meglio dalla penna) di due protagonisti...

 

...“Non dimenticherai facilmente La Verna, è un luogo dove parlano le pietre!”...
E’ con queste parole del nostro eccezionale Fra Mario che è iniziato il mio campo “ADOLESCENTI ALLA VERNA”.
Si sa, non è facile descrivere le emozioni, che scolvongono completamente la tua anima e ti proiettano in un mondo irreale ed ineffabile. La mia esperienza vissuta sul freddo monte toscano è incentrata proprio su queste forti sensazioni che riescono a darti un grande vitalità, ti rendono partecipe dell’amore di Dio.
E’ incredibile sentire il Signore che entra dentro di te, riesci finalmente a ringraziarlo e a diventare anche tu, nel tuo piccolo, "un ragazzo fatto preghiera".
Credo che siano pochi nel mondo i luoghi, come La Verna, in cui la spiritualità e il silenzio creano un’atmosfera così magica ed emozionante.
E’ finito il tempo in cui dire le solite frasi retoriche: "è stata una bella esperienza…..-spero di ripeterla”. Il campo adolescenti inizia solo adesso! In questo momento mi sento dire solo una parola che però vale più di tutte le altre….Grazie!

Giuseppe Critelli
fraternità "San Francesco d’Assisi"
Reggio Calabria

...Eccoci di ritorno dall'esperienza che si è svolta alla Verna dal 2 al 5 gennaio! Tema del campo è stato: "Adolescenti alla Verna... Sul Monte per incontrare l'Amore Crocifisso".
A noi della gifra della Calabria si sono uniti alcuni (6) ragazzi della fraternità della Sicilia, cosa che ci ha fatto davvero molto piacere !
Giorno 3 gennaio abbiamo fatto visita al Santuario della Verna, dove abbiamo potuto trascorrere momenti di preghiera, catechesi e ... siberia ... oops, scusate, deserto !!!!!
Il giorno seguente abbiamo ascoltato la testimonianza di un monaco Camaldolese e, nel pomeriggio, vissuto una liturgia penitenziale e la santa Messa.
Ogni serata è stata dedicata a momenti di fraternità e di festa.
Concluso il campo, il 5 gennaio abbiamo viaggiato alla volta delle nostre città!

Ringrazio la presidente regionale, tutto il consiglio regionale, l'assistente, i frati che hanno partecipato, gli animatori, i partecipanti e l'equipe regionale per gli adolescenti... e credo... Nessun altro !!!

Francesco
 



LA FRATERNITA' SALERNITANO LUCANA AL PASSAGGIO DELLE CONSEGNE
CELEBRATO IL CAPITOLO ELETTIVO


Si è celebrato il 5 e 6 novembre scorsi, nel Convento San Francesco di Bracigliano, alla presenza del Presidente Nazionale della Gifra Giovanni Turiano, il Capitolo Elettivo Provinciale della Gioventù Francescana.

Sotto la guida dello Spirito Santo è stato eletto il nuovo Consiglio Provinciale che avrà il compito di guidare, animare e coordinare le attività della fraternità provinciale per i prossimi tre anni. Sono stati due giorni intensi che hanno visto la partecipazione dei responsabili di tutte le fraternità costituite della Provincia Salernitano-Lucana (Cava, Baronissi, Bracigliano, Nocera-Santa Maria degli Angeli, Montecorvino Rovella, Monitoro Superiore, Potenza e Scafati). Delle fraternità attualmente in formazione (Angri, Flocco–Poggiomarino, Serino, Maiori, Mercato San Severino, Sarno, Satriano) era presente la fraternità di Serino.

Il pomeriggio di sabato è stato dedicato alla lettura della relazione triennale da parte del Consiglio uscente. Un viaggio a ritroso nel tempo, che ci ha fatto ripercorrere le tappe principali di questi ultimi anni di vita della nostra fraternità provinciale: gli incontri, le attività, gli impegni, tra successi e fallimenti, gioie e dispiaceri, tra il fatto e quel che resta da fare. In spirito di fraterna condivisione Gaetana, Josè, Sandra e Claudia hanno raccontato del lavoro fatto e disegnato il volto della Gifra di oggi: a fraternità “in crisi” si affiancano nuove fraternità, attualmente in formazione, che portano una ventata di entusiasmo per tutta la realtà provinciale, anche per quelle fraternità “storiche” che hanno sempre bisogno di essere contagiate dalla gioia trascinatrice propria di chi inizia il cammino nella gioventù francescana.

E come in ogni famiglia che si rispetti i ricordi aprono la strada ai sorrisi, alle emozioni … alla commozione!!

Lo sguardo al passato, fondamentale per ricordarci “chi siamo stati”, trova il suo reale senso quando aiuta a proiettarci verso il futuro, nella consapevolezza di essere chiamati a vivere con impegno il presente.

Spetta, così, al Presidente Nazionale Giovanni Turiano “tirare le fila” di quanto detto e condiviso, per poter aprire con entusiasmo un nuovo capitolo della nostra fraternità provinciale. Con la semplicità e la concretezza che lo contraddistinguono, Giovanni ci ha richiamati alla nostra identità di giovani francescani e ci ha invitati a fissare l’attenzione verso l’unico vero nostro obiettivo: incontrare Dio per salvarci, sull’esempio del nostro amato serafico Padre Francesco.

Nel pomeriggio di domenica si sono svolte le elezioni; risultano eletti al primo scrutinio:

Presidente Gaetana Russo, fraternità di Bracigliano
Vicepresidente Samanta Alfano, fraternità di Montecorvino Rovella
Consiglieri Alfonso Celano, fraternità di Scafati
  Angela Delle Donne, fraternità di Potenza
  Sandra Stabile, fraternità di Montoro Superiore

Il Signore ha chiamato questi nostri fratelli a guida della fraternità provinciale consapevole di tutti i loro limiti, ma fiducioso del loro entusiasmo, delle loro capacità e soprattutto della loro voglia di spendere un po’ del proprio tempo per collaborare al progetto di grazia e bene che Egli ha per tutti noi.

Al neo Consiglio Provinciale vanno i più sinceri auguri di tutti noi giovani francescani della provincia salernitano-lucana. A loro rinnoviamo la nostra fiducia e il nostro impegno a lavorare insieme per poter “seminare la gioia ovunque passiamo”. Buon lavoro!!

Laura Falivene
Fraternità di Montecorvino Rovella
 



CAPITOLO ELETTIVO DEL TRIVENETO
10-11 DICEMBRE FANNA (PN)


Nei giorni di sabato e domenica 10 e 11 dicembre 2005, la fraternità OFM di Fanna (PN) ha accolto nel Santuario di Madonna di Strada il Capitolo Elettivo Regionale.

Le due giornate si sono svolte in un clima raccolto di preghiera e, nonostante le incertezze sul futuro, sono state vissute da tutti con serenità e letizia. A cornice dell’evento, le montagne di Fanna ci hanno regalato spettacolari scenari invernali, con colori indimenticabili all’alba e al tramonto.

Al Capitolo hanno partecipato i membri del Consiglio uscente, il Presidente nazionale Giovanni Turiano, il Vice-presidente regionale dell’OFS, l’Assistente regionale fra Roberto Cracco, i frati e in rappresentanza alcuni membri di ogni fraternità.

Dopo i necessari momenti di convivialità, nella serata del sabato il Consiglio uscente ha relazionato il lavoro svolto durante il proprio mandato, evidenziando la situazione di partenza, gli obiettivi raggiunti, i punti di forza e di debolezza delle singole fraternità e del loro cammino comune, ciò che sta nascendo e i possibili sviluppi futuri.

Durante il passaggio delle consegne si è dovuto affrontare l’annoso problema della carenza di candidature. Da questo spunto, Turiano ha colto l’occasione per fare un’analisi critico-propositiva della situazione generale del Vento-Friuli e del significato che per ognuno di noi può assumere l’identità di gifrino. Turiano ha distinto l’atteggiamento di chi identifica la fraternità come luogo di fruizione di “servizi spirituali” e l’atteggiamento di chi si sente coinvolto e chiamato a vivere la fraternità come attore e non come utente. A complicare lo scenario, il Presidente ha ricordato il problema della “doppia appartenenza”: fin tanto che la Gi.Fra. si inserisce in una delle tante attività e realtà che riempiono la nostra agenda, il coinvolgimento non potrà mai essere tale da assumere responsabilità. Infine, da un punto di vista metodologico e programmatico, ha sottolineato la necessità di formare la cosiddetta “classe dirigente”, ovvero di seguire i responsabili delle singole fraternità, affinché possano diventare fra qualche anno i responsabili regionali.

L’indomani, ciascuno dei presenti si è interrogato sul proprio grado di coinvolgimento e sulle reali possibilità di spendersi in questo servizio. La condivisione è stata libera e sincera e non sono mancati i volontari per la prima linea.

A conclusione della mattinata, sempre mantenendo un clima raccolto e di preghiera, si è proceduto con la cerimonia di elezione del nuovo Consiglio. Assieme ad un grazie di cuore al consiglio uscente per il servizio svolto, i nostri auguri e tutto il nostro sostegno vanno a:

Presidente Fabio Smedile, della fraternità di Verona
Vicepresidente Roberto Negretto, della fraternità di San Pancrazio
Consiglieri Federica Piubello, della fraternità di Verona
  Flavio Simonetti, della fraternità di Verona
  Martina Marchioro, della fraternità di San Pancrazio

Fabio Smedile
Presidente Regionale
 


 
DIPINGI LE PIAZZE DI PACE 2006
29-30 GENNAIO – CONTROGUERRA (TE)


Nell’ultimo week end di gennaio la fraternità di Controguerra (lo so che sembra strano ma è il nome del paese) ha organizzato nella propria parrocchia l’iniziativa Dipingi le piazze di Pace. La manifestazione si è sviluppata in tre momenti principali.
Nella mattinata di domenica abbiamo ha animato la Santa Messa delle 11 arricchendo la celebrazione con dei segni particolari. Sul pavimento della navata centrale sono state poste in sequenza le sagome dei 5 continenti, dell’Italia, dell’Abruzzo fino ad arrivare ad un cavalletto con la foto del paese; sopra di questo abbiamo posto una tavolozza coi colori della pace e con le foto di Madre Teresa e di Giovanni Paolo II veri operatori di pace. Tutto questo a voler indicare che la pace riguarda tutti dal globale al particolare. Al lato dell’ambone, abbiamo realizzato un piccolo ulivo a cui i ragazzi della cresima hanno attaccato dei bigliettini su cui hanno scritto alcuni degli atteggiamenti quotidiani (offese, incomprensioni) che impediscono alla pace di crescere. Ai piedi dell’ulivo è stata posta un gabbietta con una colomba bianca, altro simbolo di pace, che alla fine della celebrazione è stata liberata sul sagrato.
Per la serata di domenica grazie alla collaborazione della Pro-Loco siamo riusciti ad avere la compagnia teatrale Terrateatro che ha presentato a tutta la cittadinanza lo spettacolo “La terra è come il cielo” scritto in collaborazione con le sorelle clarisse di Paganica (AQ). L’unica attrice in scena ripercorre momenti salienti della propria vocazione artistica e allo stesso tempo quelli della vocazione di Chiara d’Assisi.
La manifestazione si è conclusa con la veglia di preghiera animata dalla nostra fraternità alla quale è stata invitata tutta la cittadinanza. Questa si è svolta lunedì sera 30 gennaio, presso la chiesa S. Francesco d’Assisi.
Il clima rigido purtroppo non ci ha permesso di organizzare iniziative all’aperto, ma tutto sommato le attività proposte hanno avuto una buona risposta presso i parrocchiani. La nostra speranza è quella di essere riusciti, con la povertà dei nostri gesti, a smuovere le coscienze di qualcuno di loro.

Andrea Santori
Presidente Fraternità di Controguerra
Provincia Marche

 

APPUNTAMENTI
 
10-12 Marzo 2006 PAESTUM (SA) FRATERNITA' NAZIONALE DI FORMAZIONE
  23 Aprile 2006 (fraternità locali) GIORNATA DELLA GIFRA
  17-18 Giugno 2006 ROMA ASSEMBLEA NAZIONALE
  18-23 Luglio 2006 ASSISI (PG) ADOLESCENTI AD ASSISI
  16-21 Agosto 2006 VIAREGGIO (LU) MISSIONE AI GIOVANI

 

 
 
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