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OPINIONI MINORI
a cura della redazione di giframinori.org

 

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30 gennaio 2009

LA COMUNICAZIONE RENDE GIOVANI

Parafrasando un celebre adagio popolare, si potrebbe affermare che “Ecclesia magistra vitae”. Eh sì, proprio quella Chiesa costantemente attaccata e tacciata di eccessivo interventismo nella vita pubblica o di scarsa sensibilità verso la libertà di autodeterminazione dei singoli, continua oggi, ed in ogni tempo, ad offrirci preziosi insegnamenti di vita e di etica, modulando costantemente le forma di annuncio della lieta novella ai repentini cambiamenti del mondo contemporaneo.
E allora, non sorprende più di tanto il leggere sui quotidiani dei giorni scorsi la seguente notizia: la Chiesa sbarca sul portale you tube, con una serie di filmati contenenti omelie del Santo Padre, eventi liturgici particolari, celebrazioni solenni, alla costante ricerca di nuove frontiere per l’evangelizzazione. Una bella lezione, non c’è che dire, in barba ai tanti detrattori che collegano il clero a mero sinonimo di vetustà, immobilismo o peggio antiquariato.
Invece no, la vera forza della Chiesa è sempre quella di tenersi al passo con i tempi, utilizzando le moderne tecnologie come altrettanti canali privilegiati per la diffusione di idee, sollecitazioni ed insegnamenti, nella certezza che occorre essere giovani e all’avanguardia nelle forme di comunicazione per poter parlare ai cuori dei giovani, per poter entrare in contatto con le loro speranze e le loro paure, i loro sogni e le loro angosce, senza vedersi sbattere la porta in faccia. Del resto, è un grave errore considerare la rete come una miscela esclusiva di divertimento, gossip e perversione; c’è davvero molto altro che scorre negli innumerevoli canali di Internet, di positivo e costruttivo, a disposizione di quanti sono alla ricerca di buone notizie o messaggi di luce.
Perché allora non immaginiamo il web come lo spazio aperto di una chiesa sconfinata, nel quale è possibile approfondire i contenuti evangelici, confrontarci sulle tematiche spesso spinose della morale, ricevere insegnamenti in materia di etica? Qualche sacerdote ha addirittura coniato l’istituto della “confessione on-line”, ma tale strumento non merita forse una valutazione troppo positiva perché attacca il fondamento basilare del sacramento, come autentico pentimento del cuore e bagno catartico nella misericordia infinita del Padre. Ma, al di là di questi eccessi, resta una sola verità: l’annuncio cristiano non può più fermarsi ai tradizionali veicoli di comunicazione, ma deve avere la capacità e il coraggio di rinnovare profondamente la sua essenza, raccogliendo la potente sfida lanciata da Internet e dalla rete e trasformando il web in uno straordinario megafono per la testimonianza della lieta novella del Vangelo.
E’ appunto a questo che la Chiesa ci vuole spronare, nell’invito a considerare tutti i mezzi di comunicazione come “doni di Dio”: in qualunque terreno di annuncio, il cristiano deve essere presente, non trincerandosi dietro un infantile timore della novità tecnologica, ma utilizzando quella innovazione come trampolino ideale per il confronto e l’evangelizzazione. Proprio come ci ha mirabilmente insegnato il serafico Padre San Francesco, maestro della testimonianza perenne, del buon esempio in ogni luogo e con qualsiasi mezzo.

Pasquale Bavaro
 

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