HomepageChi siamoConsiglio NazionaleCalendarioContatti
Fraternità Nazionale di formazione - Pronti… Partenza… Via!  |  Calendario anno fraterno 2008-2009 - tutti gli appuntamenti del prossimo anno  | 

Home > Preghiera e liturgia > Santa Rosa da Viterbo

Settori di impegno
PREGHIERA E LITURGIA

4 SETTEMBRE
S. ROSA DA VITERBO
Patrona della Gioventù Francescana


Nata da famiglia benestante, a 17 anni entrò nell’ordine delle terziarie dopo aver avuto una visione. In questo periodo fece diversi pellegrinaggi e soprattutto una dura penitenza. Mentre si faceva intensa la guerra tra Guelfi e Ghibellini insieme alla famiglia fu esiliata: tornò in patria dopo la morte di Federico II, ma la sua vita fu assai breve. Sulla sua morte non si sa praticamente nulla solo che alcuni anni più tardi il suo corpo è stato ritrovato intatto.

Nel 1252 papa Innocenzo IV pensa di farla santa, e ordina un processo canonico, che forse non comincia mai. La sua fama di santità cresce ugualmente, e nel 1457 Callisto III ordina un nuovo processo, regolarmente svolto: ma nel frattempo muore, e Rosa non verrà mai canonizzata col solito rito solenne. Ma il suo nome è già elencato tra i santi nell’edizione 1583 del Martirologio romano. Via via si dedicano a lei chiese, cappelle e scuole in tutta Italia, e anche in America Latina.
Vita breve, la sua. Nasce dai coniugi Giovanni e Caterina, forse agricoltori nella contrada di Santa Maria in Poggio. Sui 16-17 anni, gravemente malata, ottiene di entrare subito fra le terziarie di san Francesco, che ne seguono la regola vivendo in famiglia. Guarita, si mette a percorrere Viterbo portando una piccola croce o un’immagine sacra: prega ad alta voce ed esorta tutti all’amore per Gesù e Maria, alla fedeltà verso la Chiesa. Nessuno le ha dato questo incarico. Viterbo intanto è coinvolta in una crisi fra la Santa Sede e Federico II imperatore. Occupata da quest’ultimo nel 1240, nel 1247 si è “data” accettandolo come sovrano.

Rosa inizia la campagna per rafforzare la fede cattolica, contro l’opera di vivaci gruppi del dissenso religioso, nella città dove comandano i ghibellini, ligi all’imperatore e nemici del papa. Un’iniziativa spirituale, ma collegata alla situazione politica. Per questo, il podestà manda Rosa e famiglia in domicilio coatto a Soriano del Cimino. Un breve esilio, perché nel 1250 muore Federico II e Viterbo passa nuovamente alla Chiesa. Ma non sentirà più la voce di Rosa nelle strade. La giovane muore il 6 giugno probabilmente del 1251 (altri pongono gli estremi della sua vita tra il 1234 e il 1252). Viene sepolta senza cassa, nella nuda terra, presso la chiesa di Santa Maria in Poggio. Nel novembre 1252 papa Innocenzo IV promuove il primo processo canonico (quello mai visto) e fa inumare la salma dentro la chiesa. Nel 1257 papa Alessandro IV ne ordina la traslazione nel monastero delle Clarisse. E forse vi assiste di persona, perché trasferitosi a Viterbo dall’insicura Roma (a Viterbo risiederanno i suoi successori fino al 1281).

La morte di Rosa si commemora il 6 marzo. Ma le feste più note in suo onore sono quelle di settembre, che ricordano la traslazione del corpo nell’attuale santuario a lei dedicato. Notissimo è il trasporto della “macchina” per le vie cittadine: è una sorta di torre in legno e tela, rinnovata ogni anno, col simulacro della santa, portata a spalle da 62 uomini.

Mario Fani, nobile viterbese, nel 1868 ai piedi della santa, in una notte insonne, raccoglie l'ispirazione per gettare il seme di quella che sarà la Gioventù Italiana di Azione Cattolica. Successivamente, nel 1922, Armida Barelli, trascorrendo vari giorni nel monastero dedicato a santa Rosa, decide di invocarla come patrona (assieme a Giovanna D'Arco ed Agnese) della Gioventù Femminile Cattolica Italiana (G.F.C.I.), in quanto in lei vedeva tre qualità (giovane, laica, propagandista) irrinunciabili per la sua "gioventù". Santa Rosa è patrona anche della gioventù femminile francescana d'Italia (dal 1952).
 


DOWNLOAD

 LITURGIA PER LA CELEBRAZIONE (2007)
 A CURA DELLA PROV. NAPOLETANA

 LITURGIA PER LA CELEBRAZIONE (2006)
 A CURA DELLA PROV. SALERNITANO LUCANA

 

 

 

 

Tutti i documenti sono in formato Acrobat Reader. Se non lo possiedi puoi scaricarlo direttamente selezionando l'icona qui affianco Per scorrere il testo puoi utilizzare i bottoni "Pagina" della tastiera o la rotellina del mouse. Per salvarlo sul computer ed aprirlo successivamente, clicca sul collegamento (link) con il tasto destro del mouse e seleziona "Salva oggetto con nome".

 
Gioventù Francescana d'Italia Ass. Frati Minori © 2005-2007
Powered by The Marctrix & AlexB