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Nel
raccomandare a suoi frati il
saluto che avrebbero dovuto
usare, Francesco evidenzia che
l’augurio di pace è una
“rivelazione” che egli riceve da
Dio stesso: “Il Signore mi
rivelo che dicessimo questo
saluto: Il Signore
ti dia la pace!”.
Ancora oggi, come francescani,
avvertiamo l’esigenza di
impegnarci nella costruzione
della pace, ma con lo sguardo
sempre rivolto nella
contemplazione di Colui che è la
Pace stessa e da cui essa
proviene. Ecco il senso della
preghiera nello “Spirito di
Assisi”: invocare la pace come
dono che Dio stesso fa al suo
popolo quale segno della sua
benedizione. Questa richiesta si
fa ulteriormente più
significativa in questo giorno
in cui facciamo memoria
dell’incontro di Giovanni Paolo
II con i capi delle religioni,
in Assisi. Questo appuntamento
annuale ci ricorda come la pace
sia un’intima esigenza di quanti
aprono il loro cuore alla
conoscenza di Dio, seppur
chiamandolo e pregandolo in
forme e modi diversi.
Quest’anno vi proponiamo un
momento di preghiera ad ampio
respiro, che ci invita
all’ascolto della Parola di Dio
e all’adorazione
dell’Eucarestia, quali ‘scuole
di pace’; nel contempo ci
proponiamo di spronarvi alla
conoscenza di una particolare
forma religiosa, quella
ebraico-ortodossa. Con l’augurio
che questo momento di preghiera
sia l’occasione per una
conoscenza più approfondita e
per un dialogo più proficuo nel
comune intento della costruzione
della pace.
La Commissione
Nazionale per la Preghiera e la
Liturgia
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