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Probabilmente
neppure ce ne accorgiamo, ma
attraverso la quotidianità della
nostra fede semplice, ma
convinta, noi esprimiamo il
grande mistero dell’Immacolato
Concepimento di Maria
spessissimo, quando,
sull’esempio dell’Arcangelo
Gabriele, la salutiamo: “Ave, o
Maria, piena di grazia…”.
La solennità odierna è stata
ufficializzata mediante la
proclamazione del dogma soltanto
nel 1854, ma esso esprime una
realtà creduta dalla Chiesa già
precedentemente e che trova la
sua prima affermazione proprio
nel saluto dell’angelo: Maria è
ricolma della Grazia di Dio da
essere esente dal peccato
originale fin dal primo istante
del suo concepimento. Ed è di
particolare stimolo per noi che
condividiamo la spiritualità di
Francesco d’Assisi, sapere che
fu proprio la scuola teologica
francescana, e in particolare
modo lo scozzese Giovanni Duns
Scoto, ad asserire e promuovere
questa verità di fede già secoli
prima che fosse ufficializzata.
In questa immagine di eterna
bellezza, in Maria Immacolata,
noi ritroviamo l’immagine della
Chiesa stessa, resa “tutta
bella”, santa e senza macchia
dal sacrificio di Cristo; in
Maria, questo mistero comune a
tutta l’umanità viene realizzato
ugualmente, ma in maniera
singolare poiché mentre l’uomo
viene purificato dal peccato
originale mediante il Battesimo,
che lo associa alla morte e alla
Risurrezione del Signore, ella,
prescelta da Dio fin
dall’eternità, ha goduto dei
privilegi della Redenzione fin
dal suo concepimento. Perché un
tale privilegio? Forse Maria ha
meritato più di noi di essere
esente dal peccato? No,
certamente. Maria è resa
immacolata per la gloria stessa
di Dio, poiché, come recita il
Prefazio del giorno, “da lei,
vergine purissima, doveva
nascere il Figlio, agnello
innocente che toglie le nostre
colpe”.
La Solennità dell’Immacolata si
pone come un perla al centro del
tempo di Avvento: mentre
predisponiamo il nostro cuore
alla Celebrazione del Natale,
guardiamo con fiducia a Colei
che per prima è stata modello di
attesa vigilante e fedele, a
Colei in cui “Dio ha fatto
grandi cose e che tutte le
generazioni chiameranno beata” (Lc
1,48-49).
Lasciamo alla vostra meditazione
personale e alla vostra
preghiera questo testo
meraviglioso che apre la
Celebrazione delle Lodi
mattutine nelle principali feste
mariane: “O Donna gloriosa, /
alta sopra le stelle, / tu nutri
sul tuo seno / il Dio che ti ha
creato. / La gioia che Eva ci
tolse / ci rendi nel tuo Figlio
/ e dischiudi il cammino / verso
il regno dei cieli” (Inno).
La Commissione
Nazionale
per la Preghiera e la Liturgia
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