19 mar 2009
korazym.org |
La GiFra e la ricerca
giovane della "Via".
A Paestum la Fraternità
nazionale di formazione
“Yes I know my way!”. Sul tema,
dal 20 al 22 marzo i giovani
della GiFra Assistenza Frati
Minori si incontano a Paestum,
in provincia di Salerno, per una
Fraternità nazionale di
formazione. Spinti della tre
giorni, lo scrittore e regista
Federico Moccia, il deputato del
Pd Andrea Sarubbi, già
conduttore della rubrica
religiosa “A Sua Immagine” e
Marianna Pacucci, docente e
sociologa, collaboratrice dei
salesiani. i “gifrini” presenti
il compito di interrogarsi sulla
“Via del proprio servizio”. Come
spiega la presidente nazionale
Maria Speranza di Napoli,
“andremo ad riflettere e a
confrontarci sulla Via delle
singole fasce d’età che
scandiscono il cammino formativo
ed esperienziale dei nostri
giovani, come di noi stessi,
fino a poterla riconoscere
affermando: ‘Sì… conosco la mia
via!’”.
L’incontro di Paestum è
il secondo di un percorso che ha
visto impegnata la presidenza
nazionale, sotto la
sollecitazione della commissione
per la formazione, guidata dal
giovane e dinamico fra Paolo
Quaranta, assistente nazionale
della GiFra Assistenza frati
minori.
Nel primo incontro i “gifrini”
si sono interrogati sul proprio
“progetto di vita personale”;
questa volta, spiega a
korazym.org fra Paolo, “il
nostro cammino prevede una
riflessione sulla Via.
Cercheremo di tracciare quella
degli adolescenti, quella dei
giovani e quella dei giovani
adulti, aiutati da esperti di
tutto riguardo. Per questo tutti
i responsabili ed animatori
delle nostre fraternità, di
tutti i gruppi e fasce d’età, si
incontreranno per riflettere su
valori forti”.
Secondo Fra Paolo, “non
bisogna essere chiusi al
dialogo”. Ecco perché,
abbastanza bonariamente, si
assume la “colpa” di aver
invitato Federico Moccia,
regista dell’amore scandito dai
lucchetti a Ponte Milvio.
“Ritengo che la Chiesa si debba
confrontare con tutte le voci:
dietro ogni suo film e ogni suo
libro c’è anche una lettura del
mondo giovanile. Io vorrei che i
nostri ragazzi si confrontassero
con lui e dicessero se hanno a
che fare con gli stessi
adolescenti oppure no”.
“E’ una questione di
linguaggi, di vedute e di
valori, di mentalità, di
esperienze di vita, - aggiunge -
che devono essere confrontate
per vedere se il messaggio di
Gesù Cristo è ancora valido
oggi. E in questo avremo il
valido contributo di Andrea
Sarubbi, che parlerà di
giovani-adulti impegnati e di
Marianna Panicucci, un autrice
che consiglio a tutti di
leggere, arricchisce.”
Il programma della tre
giorni prevede l’arrivo a
Paestum Venerdì 20 alle ore 16.
Quindi la liturgia iniziale,
alle 19:30, e la presentazione
dell’iniziativa a cura della
Presidente nazionale della Gifra.
seguire la visione di un film di
Federico Moccia. Sabato 21
mattina, dopo celebrazione e
lodi, l’intervento dell’autore e
regista, alle ore 9. Alle ore 11
l’incontro con Marianna Pacucci
e alle 15.30 quello con Andrea
Sarubbi. Alle ore 17:30
“Memoria, condivisione e
promozione della missione
nazionale ai giovani”. Quindi i
vespri. Domenica 22, dopo le
lodi, presentazione del
“Progetto Carità”, del vademecum
“Preghiera e liturgia e
giustizia e pace” e delle
iniziative estive. Dopo la
celebrazione eucaristica e le
partenze.
“Siamo contenti di
proporre quest’iniziativa. –
spiega fra Paolo - La GiFra vive
tempi di riflessione, cammini di
crescita. Insomma, un bel
momento, qualitativamente bello.
La GiFra è molto cambiata; non
interessano i numeri, ma notiamo
che in questi anni c’è stato un
cammino bello, di acquisizione
di realtà provinciali che
diventano realtà nazionali. Oggi
si respira molto forte questo, e
bisogna cominciare ad aprirsi ad
ulteriori dialoghi”.

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27 gen 2009
Avvenire |
Questo desiderio di
comunicazione e amicizia è
radicato nella nostra stessa
natura di esseri umani e non può
essere adeguatamente compreso
solo come risposta alle
innovazioni tecnologiche... (dal
messaggio di Papa Benedetto XVI
per la XLIII giornata mondiale
delle comunicazioni sociali)
Saper comunicare: il modo
migliore per testimoniare la
fede
a cura della Commissione
nazionale
per le comunicazioni
sociali
Ancora una volta, il messaggio
per la giornata mondiale delle
comunicazioni sociali ci tocca
da vicino e ci coinvolge in
prima persona: da giovani
francescani, ci sentiamo parte
attiva di quella generazione
digitale cui è rivolta
l'attenzione di quest'anno...
Nel messaggio del Santo Padre
per la XLIII giornata per le
comunicazioni sociali scorgiamo
tanti tratti salienti che
caratterizzano la storia del
nostro cammino: l'importanza
fondamentale del progresso (un
vero dono per l'umanità) e del
conseguente sviluppo dei mezzi
di comunicazione sociale, il
desiderio di essere sempre più
in contatto con i nostri amici
sparsi per il mondo, mantenere
relazioni autentiche anche
abitando a centinaia di
chilometri di distanza. Sentiamo
anche nostre le paure di
alienarci dietro la tastiera di
un computer trascurando gli
affetti più vicini (famiglia e
amici) e il timore che l'accesso
alle nuove tecnologie possa
creare emarginazione con i
nostri coetanei che, per
povertà, ne abbiano escluso il
diritto di accessibilità. Nel
nostro essere giovani è innata
la ricerca e il desiderio di
relazioni al fine di una più
profonda ed edificante crescita
umana!
Sullo stile francescano, che ha
fatto della povertà uno dei
capisaldi su cui fondare le
proprie ragioni di vita, ci si
interroga sempre se progresso e
povertà francescana siano in
conflitto o possano camminare
insieme! Il nostro caro San
Francesco e, come del resto,
Santa Chiara, furono dei grandi
comunicatori di fede. Essi
scelsero di rinunciare alle
ricchezze del mondo
contemporaneo per testimoniare
la fede in modo sobrio. Ciò non
costituì una rinuncia al mondo
ma riuscirono a trovare la
giusta via per annunciare il
vangelo. Ci chiediamo oggi, a
distanza di ottocento anni, se
saremo all'altezza dell'esempio
dato dai nostri amici. Quando
pensiamo alla povertà pensiamo
anche al nostro essere giovani
laici, sempre in cammino. Quindi
per noi povertà non è
l'abbandono di ogni forma di
progresso ma l'utilizzo
intelligente al solo fine di
accompagnare i giovani alla loro
edificazione, in primo luogo
umana, poi cristiana e infine
francescana.
I tempi cambiano, la società si
evolve e, per essere credibili,
occorre, pur rimanendo al passo
con i tempi, non lasciarsi
trasportare dalle mode!
Le parole del Papa ci esortano a
proseguire per la strada che da
molti anni abbiamo iniziato a
percorrere e ci spronano a fare
ancora di più. Nella nostra
fraternità si è formato ed è
cresciuto nel corso degli anni
un apposito settore per le
comunicazioni sociali che pone
l'attenzione sul rapido
cambiamento dei tempi operato
dalle nuove tecnologie e che ne
segue l'andamento. Abbiamo
iniziato con poche cose: la
pubblicazione di un giornalino
informativo esperienziale, la
raccolta di album fotografici
con le nostre esperienze per
arrivare fino a curare un sito
internet www.giframinori.org (la
nostra finestra sul mondo) e,
recentemente, con dei veri e
propri contenuti formativi
inerenti il mondo della
comunicazione. Il sussidio
formativo dell'anno in corso
contiene degli approfondimenti
che prendono spunto proprio dal
messaggio del Santo Padre per la
XLII giornata per le
comunicazioni sociali. Stiamo
già lavorando al testo formativo
del prossimo anno che
inevitabilmente sarà ispirato
dal messaggio recentemente
pubblicato...
L'utilizzo e l'attenzione alle
nuove tecnologie ci sta
insegnando un modo nuovo, forse
più credibile, di essere
testimoni dell'annuncio di
salvezza al quale Cristo ci
chiede di collaborare. In un
mondo come quello giovanile,
circondati da studenti
universitari, colleghi di
lavoro, gruppi e associazioni di
vario tipo ci sentiamo chiamati
a testimoniare la nostra fede in
modo autentico. E la via
migliore per farlo è puntare in
profondità ma senza scadere nel
bigottismo. Oggi c'è bisogno di
testimoni silenziosi che si
sappiano spendere giorno per
giorno nel rendere sempre
attuale il messaggio evangelico.
E in questo crediamo che la
giusta comunicazione svolga un
ruolo fondamentale.
Nel nostro cammino, tra le tante
modalità, abbiamo scelto la
migliore: saper comunicare, il
modo migliore per testimoniare
la fede!
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