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ESPERIENZE E
SENSAZIONI
il contenitore del
vostro cuore
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Da:
Andrea
Santori (Frat.
reg.
Marche)
Data: 26-10-2005 |
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GMG PERCHÉ
VALE LA PENA
ESSERCI
Raccontare
un’esperienza
intensa come
una GMG non
è mai
facile,
tante sono
le emozioni,
tanti i
ricordi che
si
accavallano
nella mente
dopo aver
vissuto
dieci giorni
praticamente
al massimo.
Quella di
quest’anno è
stata per me
la terza Gmg
e ringrazio
il Signore
per avermi
dato in
questi anni
la
possibilità
di prendere
parte a
queste vere
e proprie
giornate di
grazia:
Roma,
Toronto ed
ora Colonia
tutte
bellissime e
incomparabili.
Spesso
ragazzi
amici che
non hanno la
fortuna come
me di fare
un cammino
di fede
(Viva la GI..FRA!!!)
mi chiedono
che ci sia
di tanto
speciale in
una Gmg.
L’unica cosa
che mi sento
di dire è
che
un’esperienza
di questo
tipo va
vissuta di
persona; in
effetti non
è facile da
spiegare
cos’è che
spinga
migliaia di
giovani da
una parte
all’altra
del mondo.
La magia di
una Gmg
infatti, non
sta tanto
nel fatto di
trovarsi in
mezzo a
migliaia di
altri
ragazzi
provenienti
da ogni
parte del
mondo, ma
nel rendersi
poi conto
del
sentimento
comune che
li ha spinti
a partire,
ciascuno dal
proprio
paese, per
essere li
col Papa e
con la
Chiesa
universale,
per sentirsi
un tutt’uno
con loro.
Per giovani
come noi,
che ogni
giorno
incontrano
sempre più
difficoltà
in un mondo
in cui
essere
cristiani
non va molto
di moda, la
Gmg è
sicuramente
un’importante
occasione
per
testimoniare
al mondo la
nostra
presenza.
L’incontro
col Papa, le
catechesi
dei vescovi,
i momenti di
festa, la
fatica del
viaggio e il
fatto stesso
di
condividere
tutto questo
con ragazzi
di altri
paesi,
aiutano lo
spirito e
danno la
forza di
riprendere
il cammino
con più
vigore e più
convinzione;
si torna a
casa con la
consapevolezza
che in fondo
in questo
mondo che
sembra
andare al
contrario ci
sono tanti
altri che
come noi si
impegnano
nelle loro
mille realtà
diverse a
realizzare
il regno di
Dio.
Le Giornate
mondiali
inoltre, e
forse questo
è l’aspetto
di cui si
parla meno,
sono una
vera e
propria
“manna dal
cielo” per
le chiese e
le
popolazioni
dei paesi
ospitanti
(Papa
Wojtila non
li ha scelti
mai a caso)
Le diocesi
dell’intero
paese devono
mettersi in
moto molti
mesi prima
dell’evento
per
organizzare
l’accoglienza
dei
pellegrini
nelle
settimane
precedenti.
Per far
questo
occorre un
grandissimo
spirito
d’accoglienza
e devo dire
che anche
questa volta
non siamo
stati
delusi: al
di là dei
piccoli
grandi
problemi
logistici di
cui i media
hanno
parlato, i
tedeschi
hanno
dimostrato
un gran
cuore
accogliendoci
a braccia
aperte,
sfatando per
quanto mi
riguarda, i
luoghi
comuni che
li vogliono
freddi e
insensibili.
Quando si
parla di
esperienze
forti come
possono
essere la
Gmg o la
marcia
francescana
(che voglio
assolutamente
fare il
prossimo
anno) sento
spesso dire
che è meglio
non
ripeterle
troppe volte
nella vita
per evitare
che
diventino
una semplice
routine e
che si perda
lo spirito
vero della
prima volta.
In effetti
prima di
partire la
mia terza
Gmg avevo un
po’ questo
timore, ma
col senno di
poi posso
realmente
dire che
comunque sia
vale la pena
esserci:
ogni volta
sono tornato
un po’
cambiato,
ogni volta
il Lui ha
saputo
donarmi un
segno, un
messaggio
nuovo per
continuare
il cammino
con più
fiducia. Mai
come questa
volta ho
sentito mio
il messaggio
della
giornata
scelto dal
Papa; (Siamo
venuti per
adorarlo) il
viaggio, la
fatica, la
meta tanto
desiderata,
il lungo
ritorno
verso casa.
L’insegnamento
che mi porto
nel cuore
dopo questa
esperienza è
che solo se
ci affidiamo
al Suo
volere come
hanno fatto
i Magi
allora
potremo
realizzare
il grande
progetto
preparato
per ognuno
di noi. Non
mi resta che
invitarvi
alla
prossima Gmg
a Sydney nel
2008 ed
augurare a
tutti
soprattutto
a chi è
rimasto a
casa di
passare
prima o poi
nella vostra
“Colonia”
per poter
poi tornare
come i Magi
per la Vera
via.
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Da:
Samanta
Alfano
(Frat.
reg.
Salernitano-Lucana)
Data: 24-10-2005 |
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GUIDATI
DA UNA
STELLA
Come molti
altri
pellegrini
provenienti
da tutte le
parti del
mondo,
anch’io ho
partecipato
a questo
straordinario
evento
globale che
è stata la
XX Giornata
Mondiale
della
Gioventù a
Colonia e
proverò, con
molta
umiltà, a
raccontare
ciò che ho
vissuto in
questi dieci
giorni.
Sabato 13
agosto sono
partita con
un gruppo di
circa 50
persone
provenienti
in parte
dalla
provincia di
Salerno e in
parte dalla
Basilicata.
La nostra
prima tappa
è stata
Assisi, dove
ci siamo
riuniti
insieme ad
altri 500
giovani
arrivati da
tutta
Italia.
Come giovani
francescani
abbiamo
deciso,
prima di
partire alla
volta di
Colonia, di
sostare in
Umbria, per
ritemprarci
fisicamente
ma
soprattutto
spiritualmente,
riscoprendo
le nostre
radici
proprio
nella
cittadina di
san
Francesco.
La sera di
sabato è
stata
preparata
una gioiosa
festa
dell’accoglienza,
guidata dal
gruppo
dell’Umbria,
ma tutte le
fraternità
regionali
hanno poi
dato il loro
contributo.
Il giorno
seguente è
stato
dedicato
alla
riflessione,
con una
catechesi
tenuta da
fr. Giuseppe
Di Fatta, il
cui tema era
“La nostra
forza: l’Eucarestia”,
dopodiché
c’è stato un
breve
momento di
adorazione.
È stata
davvero
un’occasione
importante,
per fermarci
a
considerare
attentamente
il vero
motivo del
nostro
pellegrinaggio:
come i Magi
partirono
per adorare
il Signore,
noi siamo
partiti per
adorare
Gesù, che
oggi si
mostra e si
dona a noi
nella forma
dell’Eucarestia.
Nel
pomeriggio,
durante la
celebrazione
eucaristica
presso la
Basilica di
san
Francesco,
abbiamo
ricevuto il
mandato e
abbiamo
compiuto un
pellegrinaggio
alla tomba
del Santo,
nella
certezza che
sarebbe
stato lui
stesso ad
accompagnarci,
con la sua
benedizione,
in Germania.
Dopo aver
viaggiato
tutta la
notte, siamo
giunti, nel
pomeriggio
di lunedì 15
agosto, a
Troisdorf,
la cittadina
che avrebbe
ospitato il
nostro
gruppo, a
circa 20 km
da Colonia.
Al nostro
arrivo siamo
stati
accolti
dalla
pioggia e
dalle
temperature
non proprio
estive e
questo
all’inizio
ci ha un po’
scoraggiato,
ma il
caloroso
benvenuto
del parroco
del paese ci
ha subito
rinfrancato.
A Bonn,
città della
pace, nel
pomeriggio
del giorno
seguente c’è
stata la
liturgia
d’accoglienza,
che si è
svolta
sull’erba
dell’Hofgarten,
il parco
dove si
affaccia
l’università
in cui ha
studiato lo
stesso
Joseph
Ratzinger.
La mattinata
di mercoledì
17 agosto è
stata
occupata
dalla prima
catechesi,
tenuta dal
vescovo di
Fabriano-Matelica,
monsignor
Giancarlo
Vecerrica.
Filo
conduttore
del suo
discorso è
stato il
tema:
“Ricercare
la verità,
senso
profondo
dell’esistenza
umana”.
Nel
pomeriggio
dello stesso
giorno
abbiamo
partecipato,
insieme ad
oltre 60.000
giovani,
alla
grandiosa
festa degli
Italiani (Italyani
Köln) nel
Rhein
Stadion di
Colonia.
Straordinario
evento
organizzato
per favorire
l’incontro
tra i tanti
italiani
residenti
all’estero e
i giovani
venuti per
l’occasione
dall’Italia,
ad esso
hanno
partecipato
alcuni
testimoni
d’eccezione
come don
Oreste Benzi,
Giovanni
Trapattoni,
Marco Masini
nonché il
cardinale
Camillo
Ruini che ha
presieduto
un intenso
momento di
preghiera.
Giovedì 18
agosto era
in programma
il nostro
pellegrinaggio
alla
Cattedrale
di Colonia,
dove sono
conservate
le reliquie
dei Magi.
Purtroppo a
causa di un
disguido
organizzativo,
non abbiamo
potuto
compierlo
fisicamente,
anche se con
il cuore
eravamo lì.
Nel
pomeriggio,
ci siamo
diretti
verso le
sponde del
fiume Reno,
dove abbiamo
atteso
l’arrivo di
Papa
Benedetto
XVI, il
quale dal
battello ha
salutato i
pellegrini
che lo hanno
accolto con
calore.
La mattinata
di venerdì
19 agosto è
iniziata con
la seconda
catechesi
tenuta dal
vescovo di
Verona,
monsignor
Flavio
Roberto
Carraro che
ha esposto
una tematica
molto
attuale:
“Vivere nel
mondo come
veri
adoratori di
Dio”, mentre
la sera c’è
stato un
importante
momento di
comunione
con la
Chiesa
locale:
abbiamo
celebrato
insieme la
Via Crucis,
lungo le
strade del
paese.
Inoltre,
dopo diversi
giorni di
pasti
piuttosto
modesti, la
gente di
Troisdorf ci
ha offerto
una festa
molto
apprezzata
da tutti,
con salsicce
e birra in
abbondanza.
Il giorno
successivo,
tra numerose
incertezze a
causa del
tempo che
minacciava
pioggia da
un momento
all’altro,
ci siamo
diretti
verso il
luogo della
veglia con
il Santo
Padre,
l’enorme
spianata di
Marienfeld
dove siamo
arrivati nel
primo
pomeriggio.
Appena
arrivati la
vista era
indescrivibile:
migliaia di
persone già
accampate,
ciascuno con
le bandiere
del proprio
Paese, e
altrettante
che ancora
arrivavano a
gruppi
sparsi. Più
di
ottocentomila
persona di
tutte le
provenienze:
non c’era
oceano che
potesse
separare
l’Italia dal
Brasile o
l’Argentina
dall’Australia:
il mondo
intero, o
quasi (quest’anno
per la prima
volta era
presente
anche la
Cina), era
lì.
Migliaia di
voci hanno
scandito il
suo nome:
“Benedetto!
Benedetto!”
e il Santo
Padre è
stato
accolto dal
coro più
grande del
mondo,
percorrendo
le strade
del campo e
salutando
dalla
papamobile i
giovani.
Giunto sul
palco, il
primo
pensiero, il
primo gesto
di
ringraziamento
è stato
rivolto a
lui, al suo
predecessore:
“Egli è con
noi” ha
detto,
benedicendo
una campana
dedicata
proprio a
Giovanni
Paolo II,
senza il
quale tutto
questo non
sarebbe mai
potuto
avvenire.
“Siamo una
famiglia
vasta come
il mondo”
ricorda il
Papa “che
comprende il
cielo e la
terra, il
passato, il
presente e
il futuro e
tutte le
parti della
terra. È
bello
appartenere
a questa
famiglia, è
bello
appartenere
alla Chiesa”
L’oscurità
della notte
avanza, ma
Marienfeld è
illuminata a
giorno dalle
migliaia di
lampade e
ceri che
vengono
accesi in
tutta la
spianata: il
cielo sembra
sceso in
terra e noi
siamo
adagiati su
un prato di
stelle.
Ancora una
volta è la
luce, quella
della fede,
a guidarci
in questa
lunga notte
di preghiera
e di
adorazione.
Arrivederci
a Sidney
2008.
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SIAMO VENUTI
PER ADORARLO
Sono passati
ormai
diversi
giorni dal
mio ritorno
a Colonia,
eppure
avverto
ancora vivo
in me l’eco
delle parole
che ci hanno
accompagnato
fin
dall’inizio
del nostro
pellegrinaggio:
“Venimus
adorare eum…”
(Siamo
venuti per
adorarlo).
Come i Magi
di strada ne
abbiamo
fatta tanta,
forse anche
un po’
inconsapevoli
di quello
che avremmo
trovato, di
Chi avremmo
incontrato.
Anche loro,
come noi,
partirono
dalle loro
case,
lasciarono i
loro
affetti, le
proprie
sicurezze e
s’incamminarono
lungo una
strada che
non sapevano
neanche dove
li avrebbe
condotti. Al
seguito di
una stella,
percorsero
un lungo
cammino che
partiva
dall’Oriente,
e giorno
dopo giorno
crescevano
in loro le
attese,
immaginando
il volto
regale della
persona che
stavano per
incontrare.
Ormai giunti
alla propria
meta, con la
certezza nel
cuore che
avrebbero
dovuto
prostrarsi
dinanzi ad
un re
potente,
tutte le
loro
aspettative
furono
rovesciate e
si trovarono
di fronte ad
un bambino.
Sovvertendo
la logica
umana,
secondo cui
è degno di
essere
adorato chi
ha ricchezza
e potenza,
quel
bambino,
ancora in
fasce, ha
rivoluzionato
le loro vite
come le
nostre,
tanto che
fecero
ritorno per
un’altra
strada.
Come duemila
anni fa,
ciascuno di
noi ha
intrapreso
lo stesso
ideale
cammino che
percorsero i
Magi,
portandosi
nel cuore i
propri
sogni, le
proprie
speranze,
seguendo
però
un’unica
stella: lo
Spirito
Santo.
Alla nostra
partenza,
infatti,
eravamo
semplicemente
un gruppo,
più o meno
variegato,
di circa 50
persone che
partivano
per fare
insieme una
bella
esperienza.
Col passare
dei giorni,
però, ci
siamo
conosciuti,
abbiamo
stretto
legami di
amicizia gli
uni con gli
altri.
Inconsapevolmente
guidati
dall’azione
dello
Spirito
Santo,
abbiamo
raggiunto la
meta del
nostro
cammino, non
solo fisico
ma anche
interiore:
adorare il
Signore.
Questo
comune
obiettivo ci
ha uniti, ci
ha
consentito
di “essere
Chiesa” per
davvero. Una
Chiesa non
statica, ma
in cammino,
itinerante,
capace di
lasciare il
proprio
rifugio
sicuro pur
di
raggiungere
il suo
Signore. Un
sentimento
che mi porto
dentro
tuttora e
che vorrei
potesse
orientare
sempre le
nostre vite,
anche
quando,
ritornati a
casa,
avvertiremo
un po’ di
stanchezza e
uno scarso
senso di
appartenenza
alla Chiesa
di “casa
nostra”.
Nel nostro
cuore, a
incitarci
lungo il
duro
cammino,
c’erano
anche le
parole del
nostro amato
Papa
Giovanni
Paolo II
“Cari
giovani,
offrite
anche voi al
Signore
l’oro della
vostra
esistenza,
ossia la
libertà di
seguirlo per
amore; fate
salire verso
di Lui
l’incenso
della vostra
preghiera
ardente;
offritegli
la mirra,
l’affetto
cioè pieno
di
gratitudine
per Lui”
(dal
Messaggio
del Santo
Padre
Giovanni
Paolo II per
la XX
Giornata
Mondiale
della
Gioventù,
Colonia
2005). Ed è
così che
siamo giunti
a Colonia,
con la
volontà di
adorare il
Signore,
offrendogli
in dono
semplicemente
noi stessi,
le nostre
fatiche, i
nostri
sacrifici,
ma anche i
nostri
talenti e i
nostri
progetti.
La sera,
poi, della
veglia
nell’immensa
spianata di
Marienfeld
(Campo di
Maria ),
abbiamo
avuto un
catechista
eccezionale,
Papa
Benedetto
XVI, che ci
ha indicato
i Magi come
modelli
della nostra
fede, perché
essi hanno
avuto la
capacità di
cambiare
radicalmente
le proprie
vite, dopo
aver
riconosciuto
che la
logica
divina è
diversa da
quella
umana,
perché Dio
“contrappone
al potere
rumoroso e
prepotente
di questo
mondo il
potere
inerme
dell’amore”.
Ideali
prosecutori
dell’itinerario
di fede dei
Magi, sono i
Santi, tra i
quali viene
citato anche
il nostro
serafico
padre san
Francesco
d’Assisi. “I
beati e i
santi”
raccomanda
Papa
Ratzinger
“sono stati
persone che
non hanno
cercato
ostinatamente
la propria
felicità, ma
semplicemente
hanno voluto
donarsi,
perché sono
state
raggiunte
dalla luce
di Cristo”.
L’omelia,
tenuta
durante la
celebrazione
del mattino
seguente, è
completamente
incentrata
sull’Eucarestia,
che “deve
diventare il
centro della
nostra
vita”. È
molto
significativo
il passaggio
in cui il
Santo Padre
dice “Tutti
mangiamo
l’unico
pane, ma
questo
significa
che tra di
noi
diventiamo
una cosa
sola.
L’adorazione
diventa
unione. Dio
non è più
soltanto di
fronte a
noi. È
dentro di
noi e noi in
Lui.”
Con il cuore
ricolmo di
tutti i doni
ricevuti in
questi 10
giorni,
abbiamo
fatto
ritorno alle
nostre case,
alle nostre
famiglie e
pur avendo
ripercorso
lo stesso
tragitto,
siamo noi ad
essere
totalmente
diversi da
prima, certi
che l’unica
stella in
grado di
orientare le
nostre vite
è Gesù
Cristo.
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Da: Luigi
Vallefuoco
(Frat.
reg.
Campania-NA)
Data: 01-09-2005
alle ore
17:00 |
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DA CEFALU' A
COLONIA IN
CAMMINO
VERSO LA
FELICITA'
Mese di
agosto,
tempo di
vacanze.
Come è noto
a tutti, il
mese di
agosto, uno
dei più
caldi
dell'anno, è
da sempre
scelto dai
più per
trascorrere
un periodo
di relax.
C'è chi
ripiega per
mete meno
ambite, chi
per quelle
vicino casa,
chi per
quelle
speciali.
Come ogni
anno, avevo
già
organizzato
una vacanza
al mare in
una località
conosciuta e
vicino casa.
Tutto era
pronto, era
già stato
versato un
anticipo per
la
prenotazione
e già se ne
parlava tra
gli amici
con grande
soddisfazione
ed intrepida
attesa.
Qualcuno
però aveva
preparato
per me un
incontro
speciale,
una Persona
che
probabilmente
era un po’
fuori dalla
mia vita
voleva farsi
conoscere
meglio e
divenire un
sincero e
fedele
Amico.
In una
serata di
inizio
estate, una
telefonata
di una
vecchia
amica
rovescia
ogni mio
progetto.
Nel giro di
2-3 giorni,
senza capire
cosa stava
avvenendo,
mi ritrovai
prenotato
per
un'esperienza
di fede in
una località
da me
sconosciuta
e lontana da
casa. Non
ero però
sicuro di
quello che
stavo
facendo e
non volevo,
in un
attimo,
abbandonare
l’idea di
una vacanza
a Cefalù.
Dopo un po'
di giorni
dovetti
prendere una
decisione
tra la
vacanza con
gli amici e
quest'esperienza
“religiosa”
con ragazzi
più o meno
della mia
stessa età
che però non
conoscevo.
Credo di
aver fatto
la scelta
più giusta:
mi unii ad
un gruppo di
ragazzi
della
gioventù
francescana.
I miei
pensieri
volarono dal
mare caldo e
turchino
della
Sicilia al
freddo
pungente
della
Germania
poiché la
nuova meta
era la città
tedesca di
Colonia,
scelta, tre
anni prima,
da papa
Giovanni
Paolo II per
ospitare la
XX Giornata
Mondiale
della
Gioventù dal
tema: "Siamo
venuti per
adorarLo" in
virtù del
fatto che
all'interno
del duomo di
Colonia sono
custodite,
secondo la
tradizione,
le reliquie
dei re Magi.
Questi
sapienti
giunsero a
Betlemme
guidati da
una stella,
noi siamo
giunti a
Colonia
guidati da
un’altra
"stella": un
frate del
monastero di
Santa Chiara
in Napoli,
fra
Giuseppe,
che dopo
aver
presieduto
due incontri
preparatori
si è messo
in cammino
con noi e
per noi. Il
viaggio è
stato
stressante,
la nostra
permanenza
ancora di
più. Tra un
pranzo
saltato e
una cena
fatta di
panino con
wrustel, mi
sono reso
conto di
come il mio
concetto di
felicità
fosse
assolutamente
sbagliato.
Ammetto che
non
riuscirei a
definirla
poiché
presenta
tantissime
sfaccettature
e le
interpretazioni
su di essa
sono
innumerevoli.
Mi sono reso
conto che la
mia felicità
è del tutto
apparente.
Essendo
giovane
credevo che
essere
felici
significasse
appagare
alcuni dei
desideri più
immediati
come il
divertirmi
con gli
amici o
l’uscire con
la ragazza;
nulla di più
sfuggente e
di poca
cosa.
Grazie
all'esperienza
di Colonia
ho iniziato
a soddisfare
uno dei
desideri più
nascosti in
un uomo:
l'amore per
Cristo, per
Colui che
rende
veramente e
unicamente
felici. E’
chiaro che
Colonia è
stata una
prima tappa
di un
cammino
lungo e
talvolta
insidioso,
ma sono
certo che
con Cristo,
e con
l’esperienza
di
fraternità e
di comunione
iniziata in
Germania,
sarà meno
duro e
faticoso.
L’aiuto e la
presenza dei
fratelli
porterà
ciascuno di
noi a
ricercare
sempre
l'amore di
Dio, a
confidare in
lui e nella
sua promessa
di renderci
felici per
sempre.
Ringrazio la
mia "stella"
e mi auguro
che la
felicità
vera
assaporata
con
l'esperienza
della
Giornata
Mondiale
della
Gioventù,
possa
accompagnare
me e tutti
coloro con
cui ho
condiviso
questa
esperienza.
|
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Da: Gilda
(Frat. S.M.
degli
Angeli)
Data:
31-08-2005
alle ore
20:21 |
|
L'esperienza
di Colonia è
stata per me
un continuo
sperimentare
l'intervento
della
Provvidenza,
un continuo
affidarmi
nelle
innumerevoli
difficoltà
che mi sono
portata nel
cuore già al
momento
della
partenza.
Come hai
detto tu
giustamente
Ivan, andare
a prendersi
l'acquazzone
a
Marienfield
non era
neanche per
me il
massimo e
sul bus
navetta mi
continuavo a
ripetere "ma
chi me l'ha
fatto fare?
Domani mi
sveglierò
con la
febbre!".
Poi,"stranamente",
man mano che
ci si
avvicinava
il cielo era
sempre più
terso a
dispetto del
meteo che
segnalava
acquazzoni!
Arrivata sul
campo ho
capito il
senso del
mio partire:
fare
esperienza
di comunità
con parte
della Chiesa
che era lì
solo per
Gesù o anche
per il
Papa!! Bhè
la notte
della veglia
ha dato uno
scossone al
mio
cammino,le
parole
diBenedetto
XVI, anche
quelle di
domenica, mi
hanno fatto
capire che
siamo e
dobbiamo
essere in
continua
conversione!
Cristo è
vivo,
presente in
mezzo a noi
e ha il
volto anche
di tutti
coloro che
abbiamo
incontrato
sulla
strada. Ha i
loro
volti,le
loro
sofferenze,
la loro
gioia.... Il
messaggio
che mi porto
dentro è che
urge
testimoniare,ma
prima
dobbiamo
evitare di
farci false
immagini di
Dio, comode
per la
nostra vita
ma che ci
poratno
all'inganno
e
all'allontanamento
da Lui ( è
non è forse
un inferno
quello che
proviamo
quando non
corrisponde
a ciò che
NOI
vorremmo?).
Non solo
dobbiamo
riprenderci
il diritto
di credere e
professare,
di guardare
in faccia
Erode e
decidere di
non tornare
da lui,anzi
di evitarlo
come la
peste! E poi
adorare,
adorare,
adorare
(siamo
nell'anno
dell'Eucarestia!)
, per essere
veri
adoratori in
spirito e
verità,
senza aver
paura della
sofferenza,che
ci accomuna
a Cristo
facendoci
suoi
fratelli, e
che come la
"follia "
della Croce
diventa un
supremo atto
d'amore per
l'umanità!
Per
concludere
torno col
cuore
adorante,
con tanto
desiderio di
fare
silenzio
nella mia
vita per far
parlare Lui
e con tanta
gratitudine
verso i miei
fratelli
della
fraternità
di Santa
Maria degli
Angeli, ma
anche delle
altre
fraternità
senza
tralasciare
i volti
amichevoli
delle nonne
di Troisdorf
alla mattina
o
semplicemente
di tutti
coloro che
abbiamo
incrociato
per fare un
unico corpo
che è la
Chiesa!
|
|
Da: Romar
Data:
31-08-2005
alle ore
18:11 |
|
Ho seguito
con
attenzione
il fermento
mediatico
per la GMG.
Purtroppo
non sono
potuto
essere con
voi ma vi
assicuro che
in parte la
condivisione
e la
presenza me
l'avete
donata voi.
La mia Gmg
l'ho vissuta
davanti alla
TV e davanti
al PC in
attesa di
guardare il
volto della
"mia" Gifra.
Grazie a voi
e grazie
allo
speciale GMG
su questo
sito ho
sentito il
palpitare
vibrante dei
giovani di
Colonia. Ho
percepito
parte delle
vostre
sensazioni,
delle vostre
gioie e
malumori e
anche delle
vostre
delusioni.
Leggevo SMS
blog e
sfogliavo le
pagine delle
foto per
essere con
voi. Ogni
vostra
condivisione
è stata per
me una
ricchezza.
Ogni vostra
sensazione
non espressa
è stata
"un'ala
spezzata"
che non
avete
aiutato a
dischiudersi.
Grazie
perchè avete
condiviso.
Non tenetevi
dentro il
tesoro che
avete
accumulato
altrimenti
la vostra
esperienza
sarà
completamente
"inutile".
Arricchiteci
e donate
alla nostre
fraternità e
agli altri
giovani il
sapore della
gioia che
portate
dentro.
"Chi ha
scoperto
Cristo deve
portare
altri verso
di Lui. Una
grande gioia
non si può
tenere per
sé. Bisogna
trasmetterla".
Benedetto
XVI - GMG
2005
|
|
Da: Ele***
Data:
31-08-2005
alle ore
15:37 |
|
Quando si ha
l’occasione
di
raccontare
la Gmg per
farla vivere
a chi non
c’era,
subentra un
valore
aggiunto che
si chiama
emozione.
Questi 10
giorni sono
stati una
miscela di
esperienze
umane
difficilmente
ripetibili.
Ho dovuto
aspettare un
po’ prima di
raccogliere
tutte le
idee e
soprattutto
i ricordi
(che non
sono
pochi!).
Il mio
rientro è
stato
alquanto
traumatico e
ancora
adesso non
vi nego che
mi sento un
po’
disorientata…la
mia mente
percorre
ancora le
vie di
Troisdrof e
tarda a
rientrare in
base.
Non so se
riuscirò a
trasmettere
o imprimere
in un post
su questo
forum le
vere
emozioni che
ho vissuto
in questa “weltjugendtag”!
E’ vero che
”Gesù
contrappone
al potere
rumoroso e
prepotente
di questo
mondo il
potere
inerme
dell’amore -
come ci ha
detto il
nostro B16.
Sono parole
che
ripercorrevano
i miei
pensieri
durante quei
giorni così
intensi!
Ho vissuto
un’esperienza
al limite
dell’immaginabile
(come l’ho
definita
io!).
Ogni giorno
vissuto con
un grado
d’intensità
diverso:
dall’arrivo
ad Assisi,
la serata a
Santa
Chiara, il
pellegrinaggio
nella
cripta, la
giornata
degli
Italyani,
l’incontro
con il Papa
sul Reno e
poi nella
Domeplatte,
la visita
alla
Cattedrale…ecc.
ecc. (avrei
un elenco
che non
finisce
mai…). Ogni
cosa di
queste è
stata unica
nel suo
genere.
Semplicemente
irripetibile.
Ho
conosciuto
nuove
persone,
nuove
storie,
nuovi
sorrisi da
condividere
e altri da
regalare,
persone con
le quali ho
rafforzato
amicizie o
altri dei
quali ho
conosciuto
solo il
nome, ho
condiviso
una birra,
tante risate
e le danze
della festa
tedesca
della
parrocchia
di Sant’Ippolito…
tutto come
in un
melting’ pot
generale e
unico.
E poi il
vero
protagonista:
LUI, Gesù!
Che ha
incominciato
a bussare e
a farsi
sentire
sempre più
vivo già dal
primo
sguardo
anche della
persona che
mi stava di
fronte sul
pullman! Mi
accompagnato
sempre, come
se mi avesse
preso per
mano nella
discesa
delle scale
nella tomba
di San
Francesco
per non
farmi cadere
e mi
continuasse
a ripetere
“Io ti
amo!”.
Un’eco che
non si è
fermato o
non ha
sostato solo
ad
Assisi….ma
che ha
continuato
per parecchi
giorni.
Lo stupore e
la gioia che
ho provato
appena messo
fuori il
piede dalla
stazione di
Colonia: la
maestosità
della
cattedrale e
davanti a
me… una
galassia (o
forse di
più) di
giovani che
come me si
ritrovavano
lì per uno
stesso
motivo! Ed è
per questo
che mi è
venuto
subito da
pensare che
“la chiesa è
viva, la
chiesa è
giovane.
La gmg è
veramente un
tempo
straordinario
durante il
quale
attingere e
abbeverarsi
alla fontana
della chiesa
universale,
per poi
portare
quanto si è
vissuto
nella vita
di tutti i
giorni, dove
siamo
chiamati a
essere
missionari.
Il Papa ci
ha anche
ricordato
che i santi
sono i veri
riformatori.
“Solo dai
santi, solo
da Dio,
viene la
vera
rivoluzione,
il
cambiamento
decisivo del
mondo”…
E poi
l’ultima
emozione
provata a
Marienfeld:
colori che
passavano da
quelli di
Tahiti a
quelli del
Libano da
quelli della
Palestina a
quelli del
Brasile,
stagliati su
uno sfondo
di cielo
adesso
azzurro
forte e
accesso di
sole, e
avere questo
colpo
d’occhio e
al cuore.
Come se Dio,
prima di
dipingere
Marienfeld
con i
giovani
avesse
abbassato la
sua mano,
preso e
spostato da
qualche
parte le
nuvole.
Guardarsi
intorno si
fa sempre
più
impressionante.
Il mare si
allarga con
le sue onde
composte da
capelli
biondi,
castani,
rossi,
neri….
La sera è
stato il
colpo di
grazia a
tutto: il
coro più
grande del
mondo,
800.000
voci,
800.000 magi
dai quali si
leva al
cielo un sol
grido:
BENEDETTO!!
800.000 luci
che si
muovono al
ritmo
dell’inno
“Venimus
adorare eum”…
il cielo e
la terra
quasi non si
riescono più
a
distinguere…
Quello
stesso cielo
che poco
prima il
sole aveva
combattuto e
vinto la sua
battaglia
con nuvole
gonfie e
minacciose
di acqua,
confonde il
proprio
orizzonte
con
l’immensa
spianata
nella quale
sembra
essersi
posato un
tappeto di
stelle.
Lumini da
tutte le
parti anche
le più
disparate
vengano
tenute in
mano per
illuminare
quella notte
della
veglia.
La struttura
del palco
sembrava
quasi
gonfiarsi
come una
mongolfiera
luminosa
destinata a
prendere il
volo… a me
sembrava una
sorta di
grande
medusa dove
i suoi
tentacoli
erano i
lumini sulla
collina. ….
….i fari e
le candele
sono
suggestione,
emozione
illuminata…
Marienfeld è
il mondo…
Al momento
del bilancio
ti rendi
conto che la
casella
”stanchezza”
era vuota.
L’emozione
aveva
cancellato
la fatica.
Ci sono da
scrivere
ancora tante
pagine
quelle della
storia di
ciascuno di
noi che
torna a
casa…
Forse non ho
scritto
tutto quello
che avrei
voluto….perchè
troppo
grande e
immenso ma
spero di
aver reso
l’idea anche
alla
lontana….
Ringrazio
veramente
tutti di
cuore per
aver
incrociato
il mio
cammino
durante
questi
giorni,
soprattutto
la mia
fraternità
NAZIONALE
che come al
solito è
stata più
unica che
rara!!!
Vi porto
tutti nei
miei
pensieri e
abbracciandovi
uno per
uno…..
con sincero
affetto
fraterno Ele***
|
|
Da:
Annamaria
Data:
30-08-2005
alle ore
19:46 |
|
E' vero, è
passato un
po' di tempo
dal rientro
da Colonia,
ma ora che
ho
metabolizzato
la carica di
energia
ricevuta
alla gmg
posso
scrivere
qualcosa.
Non è facile
racchiudere
in poche
righe una
esperienza
come quella
di colonia,
ma posso
dire che
tutto ciò
che è
avvenuto lì
ha parlato
alla mia
vita e ha
aggiunto
quel gradino
in più che
porta a
Gesù.
Anche io,
come Ivan,
ho visto in
quel sole
spuntato tra
le nuvole
subito dopo
aver deciso
di partire
per
Marienfeld
un piccolo
miracolo,
così come un
miracolo è
stato per me
l'incontro
con tutti
quei giovani
riuniti
attorno a
Papa
Benedetto.
Le sue
parole ci
hanno
caricato di
una
responsabilità
immensa, ma
che insieme
possiamo
portare
avanti, le
sue parole
mi hanno
dato la
carica x
affrontare
le decisioni
quotidiane e
quelle più
difficili.
Buon cammino
a tutti!
Annamaria
|
|
Da:
Giovanni
Data:
29-08-2005
alle ore
16:35 |
|
Dopo aver
condiviso
con te
(Ivan), con
gli altri
responsabili
regionali e
con i membri
della
"Segreteria
Gifra per la
GMG" le
fatiche e le
responsabilità
non posso
che
ringraziare
il Signore
che sempre
ci dona la
grazia e le
occasioni
per crescere
nella fede e
fare un
passo in
avanti nel
cammino
della
Salvezza.
Mi sembra
che da
questa GMG
ci portiamo
a casa da un
lato la
disorganizzazione
e la
rigidità dei
tedeschi, ma
al tempo
stesso la
nostra
capacità
come Gifra
Minori di
offrire
sempre una
proposta di
"qualità" ai
nostri
giovani.
Credo che
tutto quello
che è dipeso
da noi si
sia svolto
nel migliore
dei modi e
sempre con
lo spirito
giusto di
fraternità.
Non
dimenticherò
facilmente
le catechesi
a Troisdorf,
animate con
la solita
gioia dalla
Gifra (a tal
proposito
saluto i
giovani e i
responsabili
delle
diocesi di
Teramo e
Pozzuoli che
con noi
hanno
condiviso
questo
momento);
come non
dimenticherò
le due
giornate di
Assisi; e
neanche la
mitica festa
della
Parrocchia a
suon di
Birra e
panini.
Ma è del
Papa che
vorrei
parlare.
Forse
davanti ai
nostri occhi
ci sono
ancora le
immagini di
Giovanni
Paolo II che
danza con i
giovani, che
rispetta ed
invoglia i
nostri cori,
che parla
direttamente
al cuore
toccando le
corde più
sensibili di
ciascuno.
Questo non è
stato
Benedetto
XVI. Il suo
stile è
completamente
diverso e
dobbiamo
imparare a
conoscerlo
ed
accettarlo.
Del resto
ciascuno
deve
mostrarsi
come
realmente è,
deve dare il
meglio di
sé.
E Benedetto
XVI si è
donato a noi
nel suo
stile: è
stato un
"catechista
eccezionale"
da rigustare
con calma
meditando
sulle parole
che ci ha
lasciato. Ne
richiamo
alcune
invitandovi
a rileggere
tutti i
messaggi che
sono
presenti
anche sul
nostro sito.
Dal Battello
sul Reno:
"Cristo
nulla toglie
di quanto
avete in voi
di bello, ma
porta tutto
a
perfezione"
Durante la
Veglia:
"Solo da Dio
viene la
vera
rivoluzione,
il
cambiamento
decisivo del
mondo"
Omelia S.
Messa: "Io
so che voi
come giovani
aspirate a
cose grandi,
che volete
impegnarvi
per un mondo
migliore.
Dimostratelo
agli uomini,
dimostratelo
al mondo!"
Il Signore
doni a
ciascuno la
grazia di
essergli
testimone
nel mondo.
Con
l'affetto di
sempre,
Giovanni
|
|
Da:
Roberta
Sicilia
Data:
29-08-2005
alle ore
13:08 |
|
Ciao
ragazzi,
mi chiamo
Roberta,
faccio parte
dei 500
giovani
della
gioventù
francescana
minori che
hanno
partecipato
alla GMG2005
a Colonia.
Inizio col
ringraziare
il Signore
per avermi
dato la
grazia di
partecipare
a questo
evento
mondiale.
Sono stati
dei giorni
molto
intensi, già
a partire
dal ritiro
che abbiamo
fatto ad
Assisi,
grazie a Fra
Giuseppe Di
Fatta
abbiamo
percorso
cinque tappe
che ci hanno
proiettato
verso la
meta:
l’incontro
con Cristo.
Attraverso
la sua
catechesi
sono entrata
nello
spirito
giusto e con
il cuore
ricolmo di
tanto “doni”
da offrire a
nostro
Signore sono
partita.
Dopo tante
ore sul
pullman
finalmente
abbiamo
attraversato
il confine e
siamo
entrati in
“terra
straniera”,
porterò nel
mio cuore il
bellissimo
paesaggio
che è
passato
davanti ai
miei occhi,
la Svizzera
con le sue
montagne e i
suoi laghi e
la Germania
con le
bellissime
case con i
tetti
spioventi,
finalmente
abbiamo
raggiunto
Troindorf un
paesino a 15
minuti da
Colonia dove
abbiamo
alloggiato
per tutti i
giorni della
Gmg. Dopo
esserci
sistemati in
una
grandissima
palestra e
iniziata
l’avventura...
E’ stato
bello vedere
in ogni
luogo, nelle
stazioni,
nelle
piazze, per
strada,
tantissimi
giovani che
gridavano,
cantavano,
ridevano,
ballavano e
testimoniavano
la loro
appartenenza
a Cristo,
non si
faceva più
caso alla
diversità
delle
lingue, ai
disagi che
ci potevano
essere e che
ci sono
stati Sono
tantissimi i
momenti che
mi porterò
nel cuore.
Non posso
dimenticare
la Messa di
inizio a
Bonn che è
stata molto
partecipata
un gruppetto
di noi ci
siamo
riuniti
attorno ad
una
radiolina e
abbiamo
cercato di
ascoltare il
messaggio
che il Papa
pronunciava
attraverso
la sua
omelia e
alla fine
della
Celebrazione
la serata si
è conclusa
con una
grande festa
nella quale
noi
siciliani
grazie ad un
pallone
siamo
riusciti a
“coinvolgere
tutto il
mondo”.
Un altro
momento
fondamentale
è stato
l’incontro
con il Papa
sul Reno, la
zattera
sulla quale
è salito si
è fermata
proprio di
fronte a me,
che
emozione!!
Grida, urla,
sventolio di
bandiere per
cercare di
attirare
l’attenzione
del Papa
verso di
noi, ed
ancor più
bello perché
inaspettato
è stato
l’incontro
con il Papa
alla
cattedrale
di Colonia
la sera del
18 agosto,
la
Papamobile
si è fermata
a 500metri
da me e il
Papa ha
benedetto i
giovani che
in quel
momento si
trovavano
là.
Un altro
momento
bello è
stato la
sera della
Via Crucis,
perché ho
conosciuto
una famiglia
tedesca:
marito,
moglie e due
bambini
piccoli, pur
non sapendo
parlare il
tedesco
attraverso
gli sguardi
e i sorrisi,
abbiamo
fatto
amicizia, i
loro volti
gioiosi li
ho portati
con me in
Sicilia e
spero un
giorno di
poterli
rincontrare.
E per finire
non perché
meno
importante,
la
Celebrazione
a Marienfeld.
Siamo
partiti
sabato
pomeriggio e
dopo circa
15 Km a
piedi tra i
boschi di
Marienfeld
siamo giunti
nel luogo
dove si
teneva
l’evento.
Una cosa che
mi ha
colpito è
stato che il
nostro
arrivo è
coinciso con
quello del
Papa e
quindi
abbiamo
avuto il
tempo di
sistemarci
prima che
iniziasse la
Veglia.
Importante e
fondamentale
è stata la
Celebrazione
Eucaristica
della
domenica
dove il Papa
ci ha
parlato
dell’importanza
dell’Eucaristia
e
dell’Adorazione
Eucaristica
invitandoci
a vivere la
nostra vita
da veri
adoratori di
Dio, molto
bello e
significativo
è stato
anche il
messaggio
che il Papa
ha lasciato
a noi
italiani, ci
invita a:
portare a
tutti la
gioia di
Cristo.
Penso che in
questo
momento in
cui il mondo
è lacerato
da eventi
negativi sia
importante
testimoniare
a tutti che
Cristo è
pace, amore,
ma
soprattutto
gioia. Mi
sono
riproposta
ritornando a
casa di
portare
tanta gioia
e di
testimoniarla
a tutti.
|
|
Da: Ivan
Data:
28-08-2005
alle ore
23:39 |
|
Personalmente
ho vissuto
l'esperienza
della GMG
per la prima
volta da
responsabile
regionale ed
è stata,
oltre che
faticosa,
emozionante!
Certo i
disagi sono
stati tanti:
dai mancati
pasti
distribuiti,
alla
rigidità dei
tedeschi,
dai punti
strategici
di Colonia
chiusi ai
pedoni
all'ingresso
in stazione
uno per
volta. Alla
fine ci si
era messo
anche il
tempo a
volerci
tirare un
brutto
scherzo. Per
fortuna la
Provvidenza
ci ha
assistito!
Ma c'è stato
anche il
volto
luminoso di
tanti
giovani che
"credono nel
tuo stesso
Dio" e
pregano
insieme...
E' davvero
straordinario
osservare il
silenzio che
è capace di
fare un
milione di
persone
durante la
celebrazione
eucaristica.
Forse non
sarà stato
facile
comunicare a
voce (a
causa della
diversa
lingua) ma
lo sguardo
diceva
tutto:
sembrava ci
dovessimo
dire a
vicenda "lo
sai che ti
voglio
bene?".
Il momento
più
emozionante
per me è
stato vedere
tutta la
fraternità
nazionale a
Marienfeld
per la
veglia
prima, e la
messa poi,
il giorno
dopo.
Noi
presidenti
regionali
eravamo
molto
incerti se
partire per
Marienfeld a
causa del
tempo molto
nuvoloso!
Qualcuno
voleva
rimanere per
evitarsi un
bell'acquazzone
sulla
pelle...
Altri invece
sono voluti
andare...
Alla fine,
non
essendoci
alternative
dove passare
la notte
(gli alloggi
dovevano
comunque
essere
liberati il
sabato, come
sono rigidi
i tedeschi)
tutti sono
dovuti
partire per
Marienfeld.
Con stupore
mi sono
accorto che
mentre
camminavamo
era proprio
il sole a
farci da
guida
(proprio
come la
cometa ai
magi)
spazzando
via ogni
incertezza!!
La mattina
poi il tempo
è stato
nuvoloso ma
non è
piovuto.
Siamo stati
proprio
graziati se
si pensa che
il giorno
dopo si è
scatenato il
nubifragio.
Un chiaro
segno di
quanto il
Signore ci
sostiene e
accompagna.
Dove bisogna
andare a
cercare
segni dal
cielo oggi?
Non è forse
questo un
autentico
miracolo?
Oppure
vogliamo
altri segni
per credere
in Dio?
|
|
Da:
Anonimo
Data:
27-08-2005
alle ore
11:07 |
|
Sono stata
alla Gmg...
esperienza
unica,
sicuramente
da
ripetere...
i volti, gli
sguardi
esprimono
sete di
conoscenza.....la
mondialità
ci rende
invece
uguali a
tutti...
cosa posso
desiderare!!!La
cosa strana
è che ho
fatto questa
esperienza
con la Gifra
nazionale
pur facendo
parte
dell'azione
cattolica ma
la diversità
di
associazione
non ha
influito
anzi... alla
fine
seguiamo
tutti la
stessa
stella...
comunque
siete molto
carismatici
i giorni ad
Assisi sono
stati
veramente
molto belli
non solo per
il clima
della città
ma anche
perché le
orme di
"Francesco"
coinvolgono
tutti…
ringrazio il
Signore per
i bei
momenti che
mi ha fatto
trascorrere,
salutando
chi,
leggendo
questo
messaggio mi
riconoscerà...
baci!!!!!!
|
|
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|