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ESPERIENZE E SENSAZIONI
il contenitore del vostro cuore

Da: Andrea Santori (Frat. reg. Marche) Data: 26-10-2005

GMG PERCHÉ VALE LA PENA ESSERCI

Raccontare un’esperienza intensa come una GMG non è mai facile, tante sono le emozioni, tanti i ricordi che si accavallano nella mente dopo aver vissuto dieci giorni praticamente al massimo. Quella di quest’anno è stata per me la terza Gmg e ringrazio il Signore per avermi dato in questi anni la possibilità di prendere parte a queste vere e proprie giornate di grazia: Roma, Toronto ed ora Colonia tutte bellissime e incomparabili.
Spesso ragazzi amici che non hanno la fortuna come me di fare un cammino di fede (Viva la GI..FRA!!!) mi chiedono che ci sia di tanto speciale in una Gmg. L’unica cosa che mi sento di dire è che un’esperienza di questo tipo va vissuta di persona; in effetti non è facile da spiegare cos’è che spinga migliaia di giovani da una parte all’altra del mondo. La magia di una Gmg infatti, non sta tanto nel fatto di trovarsi in mezzo a migliaia di altri ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, ma nel rendersi poi conto del sentimento comune che li ha spinti a partire, ciascuno dal proprio paese, per essere li col Papa e con la Chiesa universale, per sentirsi un tutt’uno con loro.
Per giovani come noi, che ogni giorno incontrano sempre più difficoltà in un mondo in cui essere cristiani non va molto di moda, la Gmg è sicuramente un’importante occasione per testimoniare al mondo la nostra presenza. L’incontro col Papa, le catechesi dei vescovi, i momenti di festa, la fatica del viaggio e il fatto stesso di condividere tutto questo con ragazzi di altri paesi, aiutano lo spirito e danno la forza di riprendere il cammino con più vigore e più convinzione; si torna a casa con la consapevolezza che in fondo in questo mondo che sembra andare al contrario ci sono tanti altri che come noi si impegnano nelle loro mille realtà diverse a realizzare il regno di Dio.
Le Giornate mondiali inoltre, e forse questo è l’aspetto di cui si parla meno, sono una vera e propria “manna dal cielo” per le chiese e le popolazioni dei paesi ospitanti (Papa Wojtila non li ha scelti mai a caso) Le diocesi dell’intero paese devono mettersi in moto molti mesi prima dell’evento per organizzare l’accoglienza dei pellegrini nelle settimane precedenti. Per far questo occorre un grandissimo spirito d’accoglienza e devo dire che anche questa volta non siamo stati delusi: al di là dei piccoli grandi problemi logistici di cui i media hanno parlato, i tedeschi hanno dimostrato un gran cuore accogliendoci a braccia aperte, sfatando per quanto mi riguarda, i luoghi comuni che li vogliono freddi e insensibili.
Quando si parla di esperienze forti come possono essere la Gmg o la marcia francescana (che voglio assolutamente fare il prossimo anno) sento spesso dire che è meglio non ripeterle troppe volte nella vita per evitare che diventino una semplice routine e che si perda lo spirito vero della prima volta. In effetti prima di partire la mia terza Gmg avevo un po’ questo timore, ma col senno di poi posso realmente dire che comunque sia vale la pena esserci: ogni volta sono tornato un po’ cambiato, ogni volta il Lui ha saputo donarmi un segno, un messaggio nuovo per continuare il cammino con più fiducia. Mai come questa volta ho sentito mio il messaggio della giornata scelto dal Papa; (Siamo venuti per adorarlo) il viaggio, la fatica, la meta tanto desiderata, il lungo ritorno verso casa.
L’insegnamento che mi porto nel cuore dopo questa esperienza è che solo se ci affidiamo al Suo volere come hanno fatto i Magi allora potremo realizzare il grande progetto preparato per ognuno di noi. Non mi resta che invitarvi alla prossima Gmg a Sydney nel 2008 ed augurare a tutti soprattutto a chi è rimasto a casa di passare prima o poi nella vostra “Colonia” per poter poi tornare come i Magi per la Vera via.
 

Da: Samanta Alfano (Frat. reg. Salernitano-Lucana) Data: 24-10-2005


GUIDATI DA UNA STELLA

Come molti altri pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo, anch’io ho partecipato a questo straordinario evento globale che è stata la XX Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia e proverò, con molta umiltà, a raccontare ciò che ho vissuto in questi dieci giorni.
Sabato 13 agosto sono partita con un gruppo di circa 50 persone provenienti in parte dalla provincia di Salerno e in parte dalla Basilicata. La nostra prima tappa è stata Assisi, dove ci siamo riuniti insieme ad altri 500 giovani arrivati da tutta Italia.
Come giovani francescani abbiamo deciso, prima di partire alla volta di Colonia, di sostare in Umbria, per ritemprarci fisicamente ma soprattutto spiritualmente, riscoprendo le nostre radici proprio nella cittadina di san Francesco. La sera di sabato è stata preparata una gioiosa festa dell’accoglienza, guidata dal gruppo dell’Umbria, ma tutte le fraternità regionali hanno poi dato il loro contributo. Il giorno seguente è stato dedicato alla riflessione, con una catechesi tenuta da fr. Giuseppe Di Fatta, il cui tema era “La nostra forza: l’Eucarestia”, dopodiché c’è stato un breve momento di adorazione. È stata davvero un’occasione importante, per fermarci a considerare attentamente il vero motivo del nostro pellegrinaggio: come i Magi partirono per adorare il Signore, noi siamo partiti per adorare Gesù, che oggi si mostra e si dona a noi nella forma dell’Eucarestia.
Nel pomeriggio, durante la celebrazione eucaristica presso la Basilica di san Francesco, abbiamo ricevuto il mandato e abbiamo compiuto un pellegrinaggio alla tomba del Santo, nella certezza che sarebbe stato lui stesso ad accompagnarci, con la sua benedizione, in Germania.
Dopo aver viaggiato tutta la notte, siamo giunti, nel pomeriggio di lunedì 15 agosto, a Troisdorf, la cittadina che avrebbe ospitato il nostro gruppo, a circa 20 km da Colonia. Al nostro arrivo siamo stati accolti dalla pioggia e dalle temperature non proprio estive e questo all’inizio ci ha un po’ scoraggiato, ma il caloroso benvenuto del parroco del paese ci ha subito rinfrancato.
A Bonn, città della pace, nel pomeriggio del giorno seguente c’è stata la liturgia d’accoglienza, che si è svolta sull’erba dell’Hofgarten, il parco dove si affaccia l’università in cui ha studiato lo stesso Joseph Ratzinger.
La mattinata di mercoledì 17 agosto è stata occupata dalla prima catechesi, tenuta dal vescovo di Fabriano-Matelica, monsignor Giancarlo Vecerrica. Filo conduttore del suo discorso è stato il tema: “Ricercare la verità, senso profondo dell’esistenza umana”.
Nel pomeriggio dello stesso giorno abbiamo partecipato, insieme ad oltre 60.000 giovani, alla grandiosa festa degli Italiani (Italyani Köln) nel Rhein Stadion di Colonia. Straordinario evento organizzato per favorire l’incontro tra i tanti italiani residenti all’estero e i giovani venuti per l’occasione dall’Italia, ad esso hanno partecipato alcuni testimoni d’eccezione come don Oreste Benzi, Giovanni Trapattoni, Marco Masini nonché il cardinale Camillo Ruini che ha presieduto un intenso momento di preghiera.
Giovedì 18 agosto era in programma il nostro pellegrinaggio alla Cattedrale di Colonia, dove sono conservate le reliquie dei Magi. Purtroppo a causa di un disguido organizzativo, non abbiamo potuto compierlo fisicamente, anche se con il cuore eravamo lì. Nel pomeriggio, ci siamo diretti verso le sponde del fiume Reno, dove abbiamo atteso l’arrivo di Papa Benedetto XVI, il quale dal battello ha salutato i pellegrini che lo hanno accolto con calore.
La mattinata di venerdì 19 agosto è iniziata con la seconda catechesi tenuta dal vescovo di Verona, monsignor Flavio Roberto Carraro che ha esposto una tematica molto attuale: “Vivere nel mondo come veri adoratori di Dio”, mentre la sera c’è stato un importante momento di comunione con la Chiesa locale: abbiamo celebrato insieme la Via Crucis, lungo le strade del paese. Inoltre, dopo diversi giorni di pasti piuttosto modesti, la gente di Troisdorf ci ha offerto una festa molto apprezzata da tutti, con salsicce e birra in abbondanza.
Il giorno successivo, tra numerose incertezze a causa del tempo che minacciava pioggia da un momento all’altro, ci siamo diretti verso il luogo della veglia con il Santo Padre, l’enorme spianata di Marienfeld dove siamo arrivati nel primo pomeriggio. Appena arrivati la vista era indescrivibile: migliaia di persone già accampate, ciascuno con le bandiere del proprio Paese, e altrettante che ancora arrivavano a gruppi sparsi. Più di ottocentomila persona di tutte le provenienze: non c’era oceano che potesse separare l’Italia dal Brasile o l’Argentina dall’Australia: il mondo intero, o quasi (quest’anno per la prima volta era presente anche la Cina), era lì.
Migliaia di voci hanno scandito il suo nome: “Benedetto! Benedetto!” e il Santo Padre è stato accolto dal coro più grande del mondo, percorrendo le strade del campo e salutando dalla papamobile i giovani. Giunto sul palco, il primo pensiero, il primo gesto di ringraziamento è stato rivolto a lui, al suo predecessore: “Egli è con noi” ha detto, benedicendo una campana dedicata proprio a Giovanni Paolo II, senza il quale tutto questo non sarebbe mai potuto avvenire.
“Siamo una famiglia vasta come il mondo” ricorda il Papa “che comprende il cielo e la terra, il passato, il presente e il futuro e tutte le parti della terra. È bello appartenere a questa famiglia, è bello appartenere alla Chiesa”
L’oscurità della notte avanza, ma Marienfeld è illuminata a giorno dalle migliaia di lampade e ceri che vengono accesi in tutta la spianata: il cielo sembra sceso in terra e noi siamo adagiati su un prato di stelle. Ancora una volta è la luce, quella della fede, a guidarci in questa lunga notte di preghiera e di adorazione.
Arrivederci a Sidney 2008.
 


SIAMO VENUTI PER ADORARLO

Sono passati ormai diversi giorni dal mio ritorno a Colonia, eppure avverto ancora vivo in me l’eco delle parole che ci hanno accompagnato fin dall’inizio del nostro pellegrinaggio: “Venimus adorare eum…” (Siamo venuti per adorarlo). Come i Magi di strada ne abbiamo fatta tanta, forse anche un po’ inconsapevoli di quello che avremmo trovato, di Chi avremmo incontrato. Anche loro, come noi, partirono dalle loro case, lasciarono i loro affetti, le proprie sicurezze e s’incamminarono lungo una strada che non sapevano neanche dove li avrebbe condotti. Al seguito di una stella, percorsero un lungo cammino che partiva dall’Oriente, e giorno dopo giorno crescevano in loro le attese, immaginando il volto regale della persona che stavano per incontrare. Ormai giunti alla propria meta, con la certezza nel cuore che avrebbero dovuto prostrarsi dinanzi ad un re potente, tutte le loro aspettative furono rovesciate e si trovarono di fronte ad un bambino. Sovvertendo la logica umana, secondo cui è degno di essere adorato chi ha ricchezza e potenza, quel bambino, ancora in fasce, ha rivoluzionato le loro vite come le nostre, tanto che fecero ritorno per un’altra strada.
Come duemila anni fa, ciascuno di noi ha intrapreso lo stesso ideale cammino che percorsero i Magi, portandosi nel cuore i propri sogni, le proprie speranze, seguendo però un’unica stella: lo Spirito Santo.
Alla nostra partenza, infatti, eravamo semplicemente un gruppo, più o meno variegato, di circa 50 persone che partivano per fare insieme una bella esperienza. Col passare dei giorni, però, ci siamo conosciuti, abbiamo stretto legami di amicizia gli uni con gli altri. Inconsapevolmente guidati dall’azione dello Spirito Santo, abbiamo raggiunto la meta del nostro cammino, non solo fisico ma anche interiore: adorare il Signore. Questo comune obiettivo ci ha uniti, ci ha consentito di “essere Chiesa” per davvero. Una Chiesa non statica, ma in cammino, itinerante, capace di lasciare il proprio rifugio sicuro pur di raggiungere il suo Signore. Un sentimento che mi porto dentro tuttora e che vorrei potesse orientare sempre le nostre vite, anche quando, ritornati a casa, avvertiremo un po’ di stanchezza e uno scarso senso di appartenenza alla Chiesa di “casa nostra”.
Nel nostro cuore, a incitarci lungo il duro cammino, c’erano anche le parole del nostro amato Papa Giovanni Paolo II “Cari giovani, offrite anche voi al Signore l’oro della vostra esistenza, ossia la libertà di seguirlo per amore; fate salire verso di Lui l’incenso della vostra preghiera ardente; offritegli la mirra, l’affetto cioè pieno di gratitudine per Lui” (dal Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XX Giornata Mondiale della Gioventù, Colonia 2005). Ed è così che siamo giunti a Colonia, con la volontà di adorare il Signore, offrendogli in dono semplicemente noi stessi, le nostre fatiche, i nostri sacrifici, ma anche i nostri talenti e i nostri progetti.
La sera, poi, della veglia nell’immensa spianata di Marienfeld (Campo di Maria ), abbiamo avuto un catechista eccezionale, Papa Benedetto XVI, che ci ha indicato i Magi come modelli della nostra fede, perché essi hanno avuto la capacità di cambiare radicalmente le proprie vite, dopo aver riconosciuto che la logica divina è diversa da quella umana, perché Dio “contrappone al potere rumoroso e prepotente di questo mondo il potere inerme dell’amore”. Ideali prosecutori dell’itinerario di fede dei Magi, sono i Santi, tra i quali viene citato anche il nostro serafico padre san Francesco d’Assisi. “I beati e i santi” raccomanda Papa Ratzinger “sono stati persone che non hanno cercato ostinatamente la propria felicità, ma semplicemente hanno voluto donarsi, perché sono state raggiunte dalla luce di Cristo”.
L’omelia, tenuta durante la celebrazione del mattino seguente, è completamente incentrata sull’Eucarestia, che “deve diventare il centro della nostra vita”. È molto significativo il passaggio in cui il Santo Padre dice “Tutti mangiamo l’unico pane, ma questo significa che tra di noi diventiamo una cosa sola. L’adorazione diventa unione. Dio non è più soltanto di fronte a noi. È dentro di noi e noi in Lui.”
Con il cuore ricolmo di tutti i doni ricevuti in questi 10 giorni, abbiamo fatto ritorno alle nostre case, alle nostre famiglie e pur avendo ripercorso lo stesso tragitto, siamo noi ad essere totalmente diversi da prima, certi che l’unica stella in grado di orientare le nostre vite è Gesù Cristo.
 

Da: Luigi Vallefuoco (Frat. reg. Campania-NA) Data: 01-09-2005 alle ore 17:00


DA CEFALU' A COLONIA IN CAMMINO VERSO LA FELICITA'

Mese di agosto, tempo di vacanze. Come è noto a tutti, il mese di agosto, uno dei più caldi dell'anno, è da sempre scelto dai più per trascorrere un periodo di relax. C'è chi ripiega per mete meno ambite, chi per quelle vicino casa, chi per quelle speciali.
Come ogni anno, avevo già organizzato una vacanza al mare in una località conosciuta e vicino casa. Tutto era pronto, era già stato versato un anticipo per la prenotazione e già se ne parlava tra gli amici con grande soddisfazione ed intrepida attesa. Qualcuno però aveva preparato per me un incontro speciale, una Persona che probabilmente era un po’ fuori dalla mia vita voleva farsi conoscere meglio e divenire un sincero e fedele Amico.
In una serata di inizio estate, una telefonata di una vecchia amica rovescia ogni mio progetto. Nel giro di 2-3 giorni, senza capire cosa stava avvenendo, mi ritrovai prenotato per un'esperienza di fede in una località da me sconosciuta e lontana da casa. Non ero però sicuro di quello che stavo facendo e non volevo, in un attimo, abbandonare l’idea di una vacanza a Cefalù. Dopo un po' di giorni dovetti prendere una decisione tra la vacanza con gli amici e quest'esperienza “religiosa” con ragazzi più o meno della mia stessa età che però non conoscevo.
Credo di aver fatto la scelta più giusta: mi unii ad un gruppo di ragazzi della gioventù francescana. I miei pensieri volarono dal mare caldo e turchino della Sicilia al freddo pungente della Germania poiché la nuova meta era la città tedesca di Colonia, scelta, tre anni prima, da papa Giovanni Paolo II per ospitare la XX Giornata Mondiale della Gioventù dal tema: "Siamo venuti per adorarLo" in virtù del fatto che all'interno del duomo di Colonia sono custodite, secondo la tradizione, le reliquie dei re Magi. Questi sapienti giunsero a Betlemme guidati da una stella, noi siamo giunti a Colonia guidati da un’altra "stella": un frate del monastero di Santa Chiara in Napoli, fra Giuseppe, che dopo aver presieduto due incontri preparatori si è messo in cammino con noi e per noi. Il viaggio è stato stressante, la nostra permanenza ancora di più. Tra un pranzo saltato e una cena fatta di panino con wrustel, mi sono reso conto di come il mio concetto di felicità fosse assolutamente sbagliato. Ammetto che non riuscirei a definirla poiché presenta tantissime sfaccettature e le interpretazioni su di essa sono innumerevoli. Mi sono reso conto che la mia felicità è del tutto apparente. Essendo giovane credevo che essere felici significasse appagare alcuni dei desideri più immediati come il divertirmi con gli amici o l’uscire con la ragazza; nulla di più sfuggente e di poca cosa.
Grazie all'esperienza di Colonia ho iniziato a soddisfare uno dei desideri più nascosti in un uomo: l'amore per Cristo, per Colui che rende veramente e unicamente felici. E’ chiaro che Colonia è stata una prima tappa di un cammino lungo e talvolta insidioso, ma sono certo che con Cristo, e con l’esperienza di fraternità e di comunione iniziata in Germania, sarà meno duro e faticoso. L’aiuto e la presenza dei fratelli porterà ciascuno di noi a ricercare sempre l'amore di Dio, a confidare in lui e nella sua promessa di renderci felici per sempre.
Ringrazio la mia "stella" e mi auguro che la felicità vera assaporata con l'esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù, possa accompagnare me e tutti coloro con cui ho condiviso questa esperienza.

 

Da: Gilda (Frat. S.M. degli Angeli) Data: 31-08-2005 alle ore 20:21


L'esperienza di Colonia è stata per me un continuo sperimentare l'intervento della Provvidenza, un continuo affidarmi nelle innumerevoli difficoltà che mi sono portata nel cuore già al momento della partenza. Come hai detto tu giustamente Ivan, andare a prendersi l'acquazzone a Marienfield non era neanche per me il massimo e sul bus navetta mi continuavo a ripetere "ma chi me l'ha fatto fare? Domani mi sveglierò con la febbre!". Poi,"stranamente", man mano che ci si avvicinava il cielo era sempre più terso a dispetto del meteo che segnalava acquazzoni! Arrivata sul campo ho capito il senso del mio partire: fare esperienza di comunità con parte della Chiesa che era lì solo per Gesù o anche per il Papa!! Bhè la notte della veglia ha dato uno scossone al mio cammino,le parole diBenedetto XVI, anche quelle di domenica, mi hanno fatto capire che siamo e dobbiamo essere in continua conversione! Cristo è vivo, presente in mezzo a noi e ha il volto anche di tutti coloro che abbiamo incontrato sulla strada. Ha i loro volti,le loro sofferenze, la loro gioia.... Il messaggio che mi porto dentro è che urge testimoniare,ma prima dobbiamo evitare di farci false immagini di Dio, comode per la nostra vita ma che ci poratno all'inganno e all'allontanamento da Lui ( è non è forse un inferno quello che proviamo quando non corrisponde a ciò che NOI vorremmo?). Non solo dobbiamo riprenderci il diritto di credere e professare, di guardare in faccia Erode e decidere di non tornare da lui,anzi di evitarlo come la peste! E poi adorare, adorare, adorare (siamo nell'anno dell'Eucarestia!) , per essere veri adoratori in spirito e verità, senza aver paura della sofferenza,che ci accomuna a Cristo facendoci suoi fratelli, e che come la "follia " della Croce diventa un supremo atto d'amore per l'umanità!
Per concludere torno col cuore adorante, con tanto desiderio di fare silenzio nella mia vita per far parlare Lui e con tanta gratitudine verso i miei fratelli della fraternità di Santa Maria degli Angeli, ma anche delle altre fraternità senza tralasciare i volti amichevoli delle nonne di Troisdorf alla mattina o semplicemente di tutti coloro che abbiamo incrociato per fare un unico corpo che è la Chiesa!

 

Da: Romar Data: 31-08-2005 alle ore 18:11


Ho seguito con attenzione il fermento mediatico per la GMG.
Purtroppo non sono potuto essere con voi ma vi assicuro che in parte la condivisione e la presenza me l'avete donata voi. La mia Gmg l'ho vissuta davanti alla TV e davanti al PC in attesa di guardare il volto della "mia" Gifra. Grazie a voi e grazie allo speciale GMG su questo sito ho sentito il palpitare vibrante dei giovani di Colonia. Ho percepito parte delle vostre sensazioni, delle vostre gioie e malumori e anche delle vostre delusioni. Leggevo SMS blog e sfogliavo le pagine delle foto per essere con voi. Ogni vostra condivisione è stata per me una ricchezza. Ogni vostra sensazione non espressa è stata "un'ala spezzata" che non avete aiutato a dischiudersi. Grazie perchè avete condiviso. Non tenetevi dentro il tesoro che avete accumulato altrimenti la vostra esperienza sarà completamente "inutile". Arricchiteci e donate alla nostre fraternità e agli altri giovani il sapore della gioia che portate dentro.

"Chi ha scoperto Cristo deve portare altri verso di Lui. Una grande gioia non si può tenere per sé. Bisogna trasmetterla".
Benedetto XVI - GMG 2005

 

Da: Ele*** Data: 31-08-2005 alle ore 15:37

Quando si ha l’occasione di raccontare la Gmg per farla vivere a chi non c’era, subentra un valore aggiunto che si chiama emozione. Questi 10 giorni sono stati una miscela di esperienze umane difficilmente ripetibili.
Ho dovuto aspettare un po’ prima di raccogliere tutte le idee e soprattutto i ricordi (che non sono pochi!).
Il mio rientro è stato alquanto traumatico e ancora adesso non vi nego che mi sento un po’ disorientata…la mia mente percorre ancora le vie di Troisdrof e tarda a rientrare in base.
Non so se riuscirò a trasmettere o imprimere in un post su questo forum le vere emozioni che ho vissuto in questa “weltjugendtag”!
E’ vero che ”Gesù contrappone al potere rumoroso e prepotente di questo mondo il potere inerme dell’amore - come ci ha detto il nostro B16. Sono parole che ripercorrevano i miei pensieri durante quei giorni così intensi!
Ho vissuto un’esperienza al limite dell’immaginabile (come l’ho definita io!).
Ogni giorno vissuto con un grado d’intensità diverso: dall’arrivo ad Assisi, la serata a Santa Chiara, il pellegrinaggio nella cripta, la giornata degli Italyani, l’incontro con il Papa sul Reno e poi nella Domeplatte, la visita alla Cattedrale…ecc. ecc. (avrei un elenco che non finisce mai…). Ogni cosa di queste è stata unica nel suo genere. Semplicemente irripetibile. Ho conosciuto nuove persone, nuove storie, nuovi sorrisi da condividere e altri da regalare, persone con le quali ho rafforzato amicizie o altri dei quali ho conosciuto solo il nome, ho condiviso una birra, tante risate e le danze della festa tedesca della parrocchia di Sant’Ippolito… tutto come in un melting’ pot generale e unico.
E poi il vero protagonista: LUI, Gesù! Che ha incominciato a bussare e a farsi sentire sempre più vivo già dal primo sguardo anche della persona che mi stava di fronte sul pullman! Mi accompagnato sempre, come se mi avesse preso per mano nella discesa delle scale nella tomba di San Francesco per non farmi cadere e mi continuasse a ripetere “Io ti amo!”. Un’eco che non si è fermato o non ha sostato solo ad Assisi….ma che ha continuato per parecchi giorni.
Lo stupore e la gioia che ho provato appena messo fuori il piede dalla stazione di Colonia: la maestosità della cattedrale e davanti a me… una galassia (o forse di più) di giovani che come me si ritrovavano lì per uno stesso motivo! Ed è per questo che mi è venuto subito da pensare che “la chiesa è viva, la chiesa è giovane.
La gmg è veramente un tempo straordinario durante il quale attingere e abbeverarsi alla fontana della chiesa universale, per poi portare quanto si è vissuto nella vita di tutti i giorni, dove siamo chiamati a essere missionari.
Il Papa ci ha anche ricordato che i santi sono i veri riformatori.
“Solo dai santi, solo da Dio, viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo”…
E poi l’ultima emozione provata a Marienfeld: colori che passavano da quelli di Tahiti a quelli del Libano da quelli della Palestina a quelli del Brasile, stagliati su uno sfondo di cielo adesso azzurro forte e accesso di sole, e avere questo colpo d’occhio e al cuore. Come se Dio, prima di dipingere Marienfeld con i giovani avesse abbassato la sua mano, preso e spostato da qualche parte le nuvole.
Guardarsi intorno si fa sempre più impressionante. Il mare si allarga con le sue onde composte da capelli biondi, castani, rossi, neri….
La sera è stato il colpo di grazia a tutto: il coro più grande del mondo, 800.000 voci, 800.000 magi dai quali si leva al cielo un sol grido: BENEDETTO!!
800.000 luci che si muovono al ritmo dell’inno “Venimus adorare eum”… il cielo e la terra quasi non si riescono più a distinguere…
Quello stesso cielo che poco prima il sole aveva combattuto e vinto la sua battaglia con nuvole gonfie e minacciose di acqua, confonde il proprio orizzonte con l’immensa spianata nella quale sembra essersi posato un tappeto di stelle. Lumini da tutte le parti anche le più disparate vengano tenute in mano per illuminare quella notte della veglia.
La struttura del palco sembrava quasi gonfiarsi come una mongolfiera luminosa destinata a prendere il volo… a me sembrava una sorta di grande medusa dove i suoi tentacoli erano i lumini sulla collina. ….
….i fari e le candele sono suggestione, emozione illuminata… Marienfeld è il mondo…
Al momento del bilancio ti rendi conto che la casella ”stanchezza” era vuota. L’emozione aveva cancellato la fatica.
Ci sono da scrivere ancora tante pagine quelle della storia di ciascuno di noi che torna a casa…
Forse non ho scritto tutto quello che avrei voluto….perchè troppo grande e immenso ma spero di aver reso l’idea anche alla lontana….
Ringrazio veramente tutti di cuore per aver incrociato il mio cammino durante questi giorni, soprattutto la mia fraternità NAZIONALE che come al solito è stata più unica che rara!!!
Vi porto tutti nei miei pensieri e abbracciandovi uno per uno…..

con sincero affetto fraterno Ele***


 

Da: Annamaria Data: 30-08-2005 alle ore 19:46


E' vero, è passato un po' di tempo dal rientro da Colonia, ma ora che ho metabolizzato la carica di energia ricevuta alla gmg posso scrivere qualcosa.
Non è facile racchiudere in poche righe una esperienza come quella di colonia, ma posso dire che tutto ciò che è avvenuto lì ha parlato alla mia vita e ha aggiunto quel gradino in più che porta a Gesù.

Anche io, come Ivan, ho visto in quel sole spuntato tra le nuvole subito dopo aver deciso di partire per Marienfeld un piccolo miracolo, così come un miracolo è stato per me l'incontro con tutti quei giovani riuniti attorno a Papa Benedetto.
Le sue parole ci hanno caricato di una responsabilità immensa, ma che insieme possiamo portare avanti, le sue parole mi hanno dato la carica x affrontare le decisioni quotidiane e quelle più difficili.

Buon cammino a tutti!

Annamaria

 

Da: Giovanni Data: 29-08-2005 alle ore 16:35


Dopo aver condiviso con te (Ivan), con gli altri responsabili regionali e con i membri della "Segreteria Gifra per la GMG" le fatiche e le responsabilità non posso che ringraziare il Signore che sempre ci dona la grazia e le occasioni per crescere nella fede e fare un passo in avanti nel cammino della Salvezza.

Mi sembra che da questa GMG ci portiamo a casa da un lato la disorganizzazione e la rigidità dei tedeschi, ma al tempo stesso la nostra capacità come Gifra Minori di offrire sempre una proposta di "qualità" ai nostri giovani. Credo che tutto quello che è dipeso da noi si sia svolto nel migliore dei modi e sempre con lo spirito giusto di fraternità.
Non dimenticherò facilmente le catechesi a Troisdorf, animate con la solita gioia dalla Gifra (a tal proposito saluto i giovani e i responsabili delle diocesi di Teramo e Pozzuoli che con noi hanno condiviso questo momento); come non dimenticherò le due giornate di Assisi; e neanche la mitica festa della Parrocchia a suon di Birra e panini.

Ma è del Papa che vorrei parlare.
Forse davanti ai nostri occhi ci sono ancora le immagini di Giovanni Paolo II che danza con i giovani, che rispetta ed invoglia i nostri cori, che parla direttamente al cuore toccando le corde più sensibili di ciascuno.
Questo non è stato Benedetto XVI. Il suo stile è completamente diverso e dobbiamo imparare a conoscerlo ed accettarlo. Del resto ciascuno deve mostrarsi come realmente è, deve dare il meglio di sé.
E Benedetto XVI si è donato a noi nel suo stile: è stato un "catechista eccezionale" da rigustare con calma meditando sulle parole che ci ha lasciato. Ne richiamo alcune invitandovi a rileggere tutti i messaggi che sono presenti anche sul nostro sito.

Dal Battello sul Reno: "Cristo nulla toglie di quanto avete in voi di bello, ma porta tutto a perfezione"
Durante la Veglia: "Solo da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo"
Omelia S. Messa: "Io so che voi come giovani aspirate a cose grandi, che volete impegnarvi per un mondo migliore. Dimostratelo agli uomini, dimostratelo al mondo!"

Il Signore doni a ciascuno la grazia di essergli testimone nel mondo.

Con l'affetto di sempre,

Giovanni

 

Da: Roberta Sicilia Data: 29-08-2005 alle ore 13:08


Ciao ragazzi,

mi chiamo Roberta, faccio parte dei 500 giovani della gioventù francescana minori che hanno partecipato alla GMG2005 a Colonia.

Inizio col ringraziare il Signore per avermi dato la grazia di partecipare a questo evento mondiale. Sono stati dei giorni molto intensi, già a partire dal ritiro che abbiamo fatto ad Assisi, grazie a Fra Giuseppe Di Fatta abbiamo percorso cinque tappe che ci hanno proiettato verso la meta: l’incontro con Cristo.
Attraverso la sua catechesi sono entrata nello spirito giusto e con il cuore ricolmo di tanto “doni” da offrire a nostro Signore sono partita.

Dopo tante ore sul pullman finalmente abbiamo attraversato il confine e siamo entrati in “terra straniera”, porterò nel mio cuore il bellissimo paesaggio che è passato davanti ai miei occhi, la Svizzera con le sue montagne e i suoi laghi e la Germania con le bellissime case con i tetti spioventi, finalmente abbiamo raggiunto Troindorf un paesino a 15 minuti da Colonia dove abbiamo alloggiato per tutti i giorni della Gmg. Dopo esserci sistemati in una grandissima palestra e iniziata l’avventura... E’ stato bello vedere in ogni luogo, nelle stazioni, nelle piazze, per strada, tantissimi giovani che gridavano, cantavano, ridevano, ballavano e testimoniavano la loro appartenenza a Cristo, non si faceva più caso alla diversità delle lingue, ai disagi che ci potevano essere e che ci sono stati Sono tantissimi i momenti che mi porterò nel cuore.

Non posso dimenticare la Messa di inizio a Bonn che è stata molto partecipata un gruppetto di noi ci siamo riuniti attorno ad una radiolina e abbiamo cercato di ascoltare il messaggio che il Papa pronunciava attraverso la sua omelia e alla fine della Celebrazione la serata si è conclusa con una grande festa nella quale noi siciliani grazie ad un pallone siamo riusciti a “coinvolgere tutto il mondo”.

Un altro momento fondamentale è stato l’incontro con il Papa sul Reno, la zattera sulla quale è salito si è fermata proprio di fronte a me, che emozione!! Grida, urla, sventolio di bandiere per cercare di attirare l’attenzione del Papa verso di noi, ed ancor più bello perché inaspettato è stato l’incontro con il Papa alla cattedrale di Colonia la sera del 18 agosto, la Papamobile si è fermata a 500metri da me e il Papa ha benedetto i giovani che in quel momento si trovavano là.

Un altro momento bello è stato la sera della Via Crucis, perché ho conosciuto una famiglia tedesca: marito, moglie e due bambini piccoli, pur non sapendo parlare il tedesco attraverso gli sguardi e i sorrisi, abbiamo fatto amicizia, i loro volti gioiosi li ho portati con me in Sicilia e spero un giorno di poterli rincontrare.

E per finire non perché meno importante, la Celebrazione a Marienfeld.
Siamo partiti sabato pomeriggio e dopo circa 15 Km a piedi tra i boschi di Marienfeld siamo giunti nel luogo dove si teneva l’evento.
Una cosa che mi ha colpito è stato che il nostro arrivo è coinciso con quello del Papa e quindi abbiamo avuto il tempo di sistemarci prima che iniziasse la Veglia.
Importante e fondamentale è stata la Celebrazione Eucaristica della domenica dove il Papa ci ha parlato dell’importanza dell’Eucaristia e dell’Adorazione Eucaristica invitandoci a vivere la nostra vita da veri adoratori di Dio, molto bello e significativo è stato anche il messaggio che il Papa ha lasciato a noi italiani, ci invita a: portare a tutti la gioia di Cristo.

Penso che in questo momento in cui il mondo è lacerato da eventi negativi sia importante testimoniare a tutti che Cristo è pace, amore, ma soprattutto gioia. Mi sono riproposta ritornando a casa di portare tanta gioia e di testimoniarla a tutti.

 

Da: Ivan Data: 28-08-2005 alle ore 23:39


Personalmente ho vissuto l'esperienza della GMG per la prima volta da responsabile regionale ed è stata, oltre che faticosa, emozionante!
Certo i disagi sono stati tanti: dai mancati pasti distribuiti, alla rigidità dei tedeschi, dai punti strategici di Colonia chiusi ai pedoni all'ingresso in stazione uno per volta. Alla fine ci si era messo anche il tempo a volerci tirare un brutto scherzo. Per fortuna la Provvidenza ci ha assistito!
Ma c'è stato anche il volto luminoso di tanti giovani che "credono nel tuo stesso Dio" e pregano insieme... E' davvero straordinario osservare il silenzio che è capace di fare un milione di persone durante la celebrazione eucaristica. Forse non sarà stato facile comunicare a voce (a causa della diversa lingua) ma lo sguardo diceva tutto: sembrava ci dovessimo dire a vicenda "lo sai che ti voglio bene?".

Il momento più emozionante per me è stato vedere tutta la fraternità nazionale a Marienfeld per la veglia prima, e la messa poi, il giorno dopo.
Noi presidenti regionali eravamo molto incerti se partire per Marienfeld a causa del tempo molto nuvoloso! Qualcuno voleva rimanere per evitarsi un bell'acquazzone sulla pelle... Altri invece sono voluti andare...
Alla fine, non essendoci alternative dove passare la notte (gli alloggi dovevano comunque essere liberati il sabato, come sono rigidi i tedeschi) tutti sono dovuti partire per Marienfeld.
Con stupore mi sono accorto che mentre camminavamo era proprio il sole a farci da guida (proprio come la cometa ai magi) spazzando via ogni incertezza!!
La mattina poi il tempo è stato nuvoloso ma non è piovuto. Siamo stati proprio graziati se si pensa che il giorno dopo si è scatenato il nubifragio. Un chiaro segno di quanto il Signore ci sostiene e accompagna. Dove bisogna andare a cercare segni dal cielo oggi? Non è forse questo un autentico miracolo? Oppure vogliamo altri segni per credere in Dio?

 

Da: Anonimo Data: 27-08-2005 alle ore 11:07


Sono stata alla Gmg... esperienza unica, sicuramente da ripetere... i volti, gli sguardi esprimono sete di conoscenza.....la mondialità ci rende invece uguali a tutti... cosa posso desiderare!!!La cosa strana è che ho fatto questa esperienza con la Gifra nazionale pur facendo parte dell'azione cattolica ma la diversità di associazione non ha influito anzi... alla fine seguiamo tutti la stessa stella... comunque siete molto carismatici i giorni ad Assisi sono stati veramente molto belli non solo per il clima della città ma anche perché le orme di "Francesco" coinvolgono tutti… ringrazio il Signore per i bei momenti che mi ha fatto trascorrere, salutando chi, leggendo questo messaggio mi riconoscerà... baci!!!!!!

 

 

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