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CAPITOLO DELLE STUOIE
Albano Laziale (RM) - 16-22 agosto 2007

 

LA CRONACA
 

giovedì 16 agosto 2007


DANDO DIMENSIONE AL DOMANI

Sono partiti stamani i lavori del capitolo elettivo della Gioventù Francescana Nazionale – Assistenza Frati Minori. Il gruppo di giovani che fa riferimento all’insegnamento del Santo di Assisi si è dato appuntamento ad Albano laziale per celebrare queste giornate di riflessione e di lavoro programmatico. Al termine di questa sei giorni sarà eletto il nuovo Consiglio Nazionale della Gifra, l’organo elettivo a cui spetterà per i prossimi tre anni programmare, organizzare e seguire le attività della Gifra nazionale e delle varie fraternità locali. Ieri sera intanto si è tenuto in Piazza Pia un momento di festa animato da ‘I Punto’ e dalle varie fraternità regionali presenti.
Albano ha accolto calorosamente i giovani gifrini. Molte le facce incuriosite dall’allegria che portano con sé questi ragazzi. Poche quelle che hanno il coraggio di domandare maggiori informazioni. Passate le 22, appena è cominciato lo spettacolo guidato dal mattatore Fra Paolo Quaranta - ofm, alcune persone timidamente hanno cominciato a prendere delle seggiole messe a disposizione in piazza Pia dall’amministrazione comunale. Si sono appostate ai bordi della piazza per seguire le canzoni proposte dalla band. Tutti inni tipici di questi raduni francescani. I titoli rivelano lo stato d’animo di che partecipa: “Scatenate la gioia”, “Annunceremo che Tu”, “Questa è la mia fede”, “L’Emanuel”, “Venimus adorare Eum Emanuel”. Tanta insomma la voglia di gridare la gioia di vivere un’esperienza di fede che questi ragazzi nutrono anche grazie all’insegnamento dei frati francescani.
Alcune persone chiedono dove sono ospitati i ragazzi. C’è una sana e prudente preoccupazione nella loro voce. Un affetto discreto per tutti questi giovani, molti dei quali erano un anno fà alla missione nazionale sulle spiagge di Viareggio. Quando scendono in strada lo spirito è sempre quello. Hanno voglia di cantare e di far respirare a chi ancora non lo sapesse che c’è una speranza per ‘dare dimensione al domani’.

Marco Bennici
 

venerdì 17 agosto 2007


POLITICA, TEMPO, LIBERO, CULTURA
E LAVORO NELLA NOSTRA "SOCIETA' LIQUIDA"

Quattro argomenti per il Capitolo della GIFRA

I lavori del Capitolo elettivo nazionale sono partiti stamattina con una tavola rotonda. Ha introdotto Mons. Domenico Segalini, Vescovo di Palestrina ed ex responsabile dell’Ufficio di Pastorale Giovanile Nazionale. Tante le provocazioni lanciate da Sua Eminenza e dai quattro ospiti intervenuti al dibattito. Al tavolo si sono seduti Savino Pezzotta, il prof. Pino Acocella, il prof. Alessandro Meluzzi e Rino Cammilleri. Al centro del dibattito i giovani nel loro rapporto con la politica, il mondo del lavoro, la cultura e il tempo libero.
Mons. Sigalini ha esordito con alcune provocazioni riguardanti il mondo giovanile. I punti interrogativi che maggiormente assillano i giovani sono racchiusi in alcune e-mail che dal sito www.giovani.org sono indirizzate a Mons. Domenico. Le legge e le commenta, ne trae alcuni spunti di riflessione che offre alla platea dei ragazzi riuniti in capitolo. Sottolinea che la scelta di fondo per fare fronte a qualsiasi tipo di deriva di cui i giovani sono purtroppo sempre più spesso protagonisti è l’educazione. Fare educazione significa “fornire ragioni per vivere”. La sfida che sta di fronte alla Chiesa è quella di utilizzare nuovi strumenti di comunicazione ed educazione alla fede. Cita il podcasting come esempio di come la tecnologia possa cambiare la concezione di piazza e di oratorio per come sono stati tradizionalmente intesi. Altri fattori da tenere presenti nel rapporto con i giovani sono la sensazione di abbandono nelle scelte che contano, l’allungamento dell’età giovanile e il conseguente bisogno di pensare spazi e luoghi diversificati di pastorale in base alle esigenze delle varie fasce di età, la necessità di sviluppare spazi di vita parallela in cui creare forme di intersezione tra Chiesa e mondo, la scristianizzazione della società, la necessità di inventare nuove forme di interazione con la scuola dell’obbligo. Le ultime parole di Mons. Segalini sono su un argomento tabù. Sesso, erotismo, amore. L’erotismo è diventato sempre più un prodotto culturale, completamente disancorato rispetto al sesso, che è invece prodotto naturale, e rispetto all’amore, che è dono di sé che trova nell’incontro con l’altro sesso pieno compimento.
Gli ospiti intervenuti hanno fornito uno spaccato di come i giovani vivano il loro rapporto rispetto ai quattro ambiti di interesse del lavoro, della politica, del tempo libero e della cultura. La maggiore difficoltà nell’analisi di queste problematiche è legata al fatto che i problemi posti dalla realtà giovanile sono problemi ‘complessi’. Tentare di affrontarli concettualizzandoli per classi di età è comunque fuorviante. Il prof. Acocella, vicepresidente del CNEL (Consiglio Nazionale per l’Economia e il Lavoro) e professore di Etica Sociale presso l’Università Federico II di Napoli, ha sottolineato come siano ovviamente diverse le esigenze dei giovani benestanti rispetto a quelle di ragazzi di famiglie meno fortunate. La sfida che attende i cristiani è ardua, sottolinea Cammilleri. Prende spunto dalla sua esperienza professionale. “Cinema e televisione andrebbero cristianizzate”, dice il noto autore, giornalista e conferenziere. Lo sforzo da fare è quello di tradurre in termini laicamente comprensibili tutto il bagaglio che caratterizza l’ethos cattolico.
Di ampio respiro la riflessione offerta da Savino Pezzotta. Il capitalismo del 2000 è un capitalismo dai tempi corti in cui i tempi di realizzazione del profitto si sono modificati. In questo nuovo contesto, dice l’ex segretario generale della CISL, si deve fare uno sforzo per adeguare il sistema delle protezioni sociali. Nuove forme di tutela dovranno essere progettate, sono queste le uniche condizioni che consentiranno di trasformare la flessibilità in un’opportunità. Ha parlato di ‘libertà creativa’, in conclusione, Alessandro Meluzzi, opinionista, scrittore e giornalista. Nella ‘società liquida’ di Baumann, dice con entusiasmo e convinzione, ci sono enormi potenzialità per una nuova affermazione dei valori cristiani. Nel pomeriggio i ragazzi divisi in quattro gruppi hanno avuto modo di approfondire con i quattro ospiti le provocazioni lanciate in mattinata.

Marco Bennici
 

sabato 18 agosto 2007


LA GIOVENTU’ FRANCESCANA IN CAPITOLO AD ALBANO.
BILANCIO DI TRE ANNI DI FRATERNITA’

Tempo di verifica per la Gioventù Francescana Nazionale. I 250 giovani riuniti ad Albano Laziale fanno sintesi degli ultimi tre anni di attività preparandosi all’elezione del nuovo Consiglio nazionale.

Il secondo giorno di capitolo è dedicato alla verifica del lavoro fatto negli ultimi tra anni. 2004-2007, è questo l’arco temporale di attività all’interno del quale si è mosso il Consiglio Nazionale GIFRA uscente. Nella mattinata, presso il teatro comunale di Albano, il Presidente Giovanni Turiano ed i suoi consiglieri hanno dato lettura alla relazione riassuntiva di questo triennio di attività. Immagini e filmati dei momenti più significativi hanno fatto da cornice alle parole riassuntive di questi di questi anni di fraternità.
Ha avuto inizio esattamente 1095 giorni fà l’avventura del Consiglio nazionale che sta conducendo i lavori di questo capitolo elettivo. Il 22 agosto 2004 ad Assisi Giovanni Turiano e sei consiglieri ricevevano in carico dal Consiglio uscente il mandato di prendersi cura della fraternità gifrina estesa su tutto il territorio nazionale. 3.000 giovani di età compresa tra i 14 e i 30 anni, 130 fraternità locali e 13 fraternità regionali. Sono questi i numeri della Gioventù Francescana d’Italia secondo l’utlimo censimento 2007. Una presenza particolarmente significativa al sud dove risiede l’80% delle fraternità di tutta Italia.
La storia di questo ultimo triennio passa attraverso le numerose iniziative organizzate a livello di formazione, preghiera ed esperienze estive. Tante persone impegnate nelle attività di ciascuno di questi settori. Per ciascuno di essi sono state istituite commissioni apposite che hanno contribuito al successo di questi tre anni di lavoro.
La ‘Commissione nazionale per la formazione’ è quella che ha visto impegnate più persone. Ad essa il compito di preparare i progetti formativi triennali, i sussidi per la formazione, il periodico di formazione per gli animatori e le varie fraternità nazionali di formazione tenute in questo periodo. Un risultato estremamente importante raggiunto dalla Commissione è il ‘Progetto educativo pastorale e vocazionale’ della Gifra Minori. Il volume intitolato “Un luminoso ideale di vita”, edito da Edizioni Messaggero Padova, è stato redatto a più mani e diventerà lo strumento principe per coloro che vorranno avvicinarsi al mondo della Gioventù Francescana. Sarà presentato lunedì durante il Capitolo e da settembre sarà in vendita presso le librarie cattoliche della penisola. Alla Commissione spetta anche il compito di individuare forme di pastorale per gli adolescenti, compresi periodi di formazione per essi ad Assisi.
Forte l’impegno per l’organizzazione di significativi momenti di preghiera. Due le modalità individuate dalla ‘Commissione per la preghiera’ per stimolare i ragazzi al dialogo con Dio. La preghiera è stata legata alle tematiche dell’itinerario formativo proponendo una ‘scuola di preghiera’. Itinerari di preghiera quotidiani sono stati organizzati durante i tempi forti dell’anno liturgico. L’intento con cui sono stati organizzati vari momenti di riflessione e incontro con il Signore è stato quello di educare alla cura della preghiera personale e comunitaria.
Con l’inizio dei lavori di questo Consiglio è stata istituita anche una ‘Commissione nazionale per Giustizia, Pace e Integrità del Creato’. L’attenzione verso la giustizia, la pace e il creato è parte integrante del cammino del cristiano, è un punto essenziale per distinguersi nel proprio quotidiano. Questa la finalità con cui sono stati avviati i lavori di questa nuova commissione. L’impegno è stato fin da subito quello di far compiere ai ragazzi un vero e proprio cammino di carità che abbia al centro i fratelli più poveri. Su iniziativa di questa commissione ogni anno si sono tenute le iniziative ‘Dipingi le piazze di pace’, occasioni per mettere il carisma francescano al servizio del dialogo interreligioso e dell’ecumenismo.
Tutte le commissioni sono riunite all’interno di una ‘Equipe nazionale di animazione’. Tra queste c’è anche la ‘Commissione per le comunicazioni sociali’. Compito di questa commissione è stato di essere la ‘voce’ della fraternità nazionale durante l’anno e in occasione dei vari eventi di formazione. La Commissione, già durante la Missione sulle spiagge e durante il presente Capitolo, sta cercando di comunicare anche verso media non cattolici quanto avviene durante queste giornate di fraternità. Cura anche ‘Mondo Gifra’ un quadrimestrale di informazione sull’universo della Gioventù Francescana.
Estremamente significative le esperienze estive organizzate dal Consiglio ogni anno. Il capitolo elettivo del 2004 ha visto la partecipazione di circa 200 giovani coinvolti nel fare sintesi del precedente triennio e nella elezione dell’attuale consiglio uscente. 500 i gifrini ospitati nella città di Troisdorf per partecipare alla GMG di Colonia. 350 i missionari che hanno invaso le spiagge di Viareggio l’estate scorsa per la Missione nazionale. Un bilancio in crescendo che trova in questo nuovo capitolo elettivo conferma e linfa per il futuro.

Marco Bennici
 


LA "FESTA DELLE REGIONI" INFIAMMA ALBANO

Un sabato pomeriggio di canzoni e prodotti tipici. I ragazzi della Gioventù Francescana offrono alla città che li sta ospitando il meglio della loro terra per fare festa e condividere le sane radici delle loro regioni.

La "Festa delle Regioni". E’ questo il secondo pomeriggio in programma ad Albano per la Gioventù Francescana. I giovani riuniti in capitolo da ieri riempiono la piazza del Duomo con i loro stand. Le varie fraternità regionali hanno portato fino a qui molti dei prodotti tipici della loro zona per farli assaporare ai loro fratelli ed agli abitanti della città che sta ospitando l’incontro. 10 stand in tutto per fare una passeggiata tra i sapori della Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Campania, Umbria, Marche, Toscana.
“Oltre ogni aspettativa”, questo il commento di Fra Paolo Quaranta, uno degli organizzatori, al termine dell’iniziativa. La raccomandazione ai ragazzi prima dell’inizio della festa era stata di non presenziare solo agli stand della propria regione. I giovani presenti non si sono fatti pregare due volte. Passate le 16.30 e dato il via al pomeriggio di degustazioni sono cominciati caroselli tra i vari gazebo. Con canti tradizionali e balli la piazza si è animata improvvisamente per un paio di ore. Verso le 17.00 si sono aggiunti anche alcuni abitanti incuriositi dalla simpatica kermesse.
E’ bastato un megafono per consentire alle varie fraternità regionali presenti di dipingere la piazza con i ritmi tipici della loro terra. Giovani Turiano, il Presidente della Gifra nazionale riunita in capitolo per l’elezione del nuovo consiglio, ha fatto personalmente il giro tra gli stand sollecitando i ragazzi a cantare facendo sentire la loro voce.
Ottimo il bilancio finale della festa. I tanti sorrisi della gente di Albano hanno confermato che la ‘marea buona’ dei gifrini li sta piano piano contagiando. Entusiasti i membri dell’Equipe nazionale di animazione della Gifra, timorosi inizialmente per la riuscita dell’iniziativa. Il Capitolo con questo pomeriggio entra nel vivo e i ragazzi si preparano intanto all’incontro di domani mattina con Benedetto XVI.

Marco Bennici
 

domenica 19 agosto 2007


I GIOVANI FRANCESCANI ALL'ANGELUS DI CASTELGANDOLFO

Domenica di pellegrinaggio verso Castel Gandolfo. Come Francesco e Chiara “andavano meditando verso la meta che si erano volta volta dati, così oggi farete voi” ha esortato Fra Antonio Salinaro della Provincia leccese dei frati, invitando i gifrini a camminare in coppia verso l’Angelus a cui avrebbero assistito in mattinata.

Ruota attorno alle parole di Benedetto XVI questa terza giornata di Capitolo. I 250 riuniti ad Albano si sono avviati a piedi verso Castel Gandolfo per assistere all’Angelus del Papa. Dopo una breve preghiera hanno camminato a due a due raccontandosi le proprie esperienze di Gifra e condividendo gioie e difficoltà della sequela francescana. Arrivati sotto il palazzo Papale hanno atteso l’apertura delle porte cantando all’ombra delle visiere dei berrettini messi su per pararsi dal sole.
Circa un’ora e mezza di attesa. Verso le 11.00 le guardie svizzere hanno fatto cenno di cominciare ordinatamente ad entrare. Nel cortile del palazzo erano presenti portoghesi, polacchi, tedeschi,spagnoli, portoghesi e italiani. La rappresentanza più numerosa proprio quella della Gifra forte di 500 braccia che hanno animato l’attesa dell’Angelus battendo le mani al ritmo delle canzoni urlate nel megafono.
Al ‘poverello’ di Assisi Benedetto XVI ha fatto riferimento durante la catechesi che ha preceduto la preghiera dell’Angelus. Una riflessione tutta incentrata sulla pace che “non è semplicemente sinonimo di assenza di conflitti”. Il Papa ha sottolineato infatti che “sulle orme del Signore Gesù, i cristiani diventano "strumenti della sua pace", secondo la celebre espressione di san Francesco d’Assisi”.
Nei saluti finali un pensiero a tutti i gifrini presenti. “Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i numerosi giovani francescani accompagnati dai Frati Minori”. Il Pontefice ha rivolto a tutta la famiglia francescana il seguente augurio: “Cari amici, sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi siate profezia di fraternità nel mondo di oggi”. Al saluto di Benedetto XVI i giovani francescani hanno immediatamente risposto con uno dei tanti cori con cui esprimono la loro gioia di essere gifra: “Si vede, si sente, la Gifra è qui presente”.
Pomeriggio libero per i ragazzi. Buona parte di essi si è recata sul lago di Albano per un bagno e per rinfrescare la tintarella. In serata una veglia di preghiera. “Chiamati ad essere speranza nel mondo”, questo il titolo della veglia celebrata in Cattedrale.

Marco Bennici

VEDI ANGELUS...
 

lunedì 20 agosto 2007


EVANGELIZZAZIONE ED ECCLESIALITA'
I GIOVANI FRANCESCANI NELLA CHIESA

I giovani francescani devono declinare nelle loro vite il talento della perfetta letizia e della povertà, per stupire gli altri della libertà che esse ci danno. Così, utilizzando un percorso di sentieri e di piazze, don Antonio Napolioni ha risposto all'interrogativo-chiave della quarta giornata di capitolo: quale talento i gifrini possono far fruttare nella Chiesa?
Introdotto da padre Paolo Quaranta, don Antonio (rettore del Pontificio Seminario di Ancona e docente della Pontificia Università Lateranense) ha imboccato due percorsi per analizzare il rapporto tra i giovani francescani e la Chiesa: uno di sentieri individuali di evangelizzazione ed uno di piazze comunitarie di ecclesialità.
Il sentiero Perugia-Spoleto è luogo di guerra e di ardite schiere cavalleresche, ma rappresenta soprattutto la conversione di Francesco, il passaggio dalla ricerca di gloria e vanità alla resurrezione, alla “nuova vita”.
Il sentiero del Creato ripropone, invece, non un mero ecologismo ma la necessità che la fraternità sia contagiosa verso le altre creature per riconciliare l'uomo con se stesso e con il giardino che gli è stato affidato.
Ma è il sentiero della Verna che rappresenta la vera sfida: Francesco non era soltanto il giullare di Dio, non si accontentava di guardare Gesù da lontano, ma lo faceva ai piedi della Croce. È, quindi, per il giovane francescano, il sentiero pasquale: la necessità di testimoniare un cristocentrismo appassionato, di spendersi per amore dell'amore Suo!
Dunque le tre piazze. In primo luogo c'è quella di Assisi, ossia la piazza del nostro paese, dov'è più difficile essere profeti, verso la cui domanda di ascolto il gifrino prestare particolare attenzione. Poi c'è la piazza del Papa, che è la Chiesa stessa, l'unica grande famiglia, con la necessità di superare modalità di lavoro individuali, singole, per compartimenti. Infine il Porto di Ancona, il luogo da dove Francesco partì nel 1219 per l'Oriente, verso l'incontro col Sultano, con auspicio di dialogo: è il simbolo di chi vuole osare.
Tra le manifestazioni di affetto da parte dei giovani capitolari nei confronti del relatore-amico della mattinata, il presidente nazionale della Gifra Minori, Giovanni Turiano, ha consegnato – come da tradizione consolidata – il “kit” del capitolare a don Antonio, auspicando che questi sentieri e queste piazze si uniscano alle proposte conclusive della relazione del Consiglio Nazionale uscente.
La seconda parte della mattina ha visto impegnate le fraternità regionali delle Marche, di Salerno-Lucania e della Toscana, che hanno completato la presentazione delle molteplici realtà che compongono la Gifra iniziata sabato sera, con un mix di messaggi di condivisione e di esilaranti episodi.
Infine è giunto il momento che dà l'avvio alla fase elettiva del capitolo nazionale, quel momento in cui la fraternità si fa servizio e in cui le energie della Gifra Minori d'Italia si interrogano sul loro futuro. Sono dieci i giovani che hanno offerto la loro disponibilità a far parte del futuro Consiglio Nazionale: Antonella Anastasi (Calabria), Maria Speranza Di Napoli e Pina Stendardo (Napoli-Caserta e Basso Lazio), Giuseppe Catalano e Roberto Maraglino (Puglia-Molise), Emanuele Perlangeli (Puglia-Salento), Gaetana Russo e José Pascale (Salerno-Lucania), Tony Limongiello (Sannio-Irpinia), Ivan Lo Menzo (Sicilia).
“È importante l'aspetto del giovane che si mette a disposizione della fraternità”, ha concluso il presidente Turiano, rivelando che i consiglieri uscenti si sono fatti una promessa reciproca di... non uscire dal giro.

Gaetano Liperoti
 

UN LUMINOSO IDEALE DI VITA
PRESENTAZIONE DEL NUOVO PROGETTO EDUCATIVO PASTORALE E VOCAZIONALE

“Un luminoso ideale di vita”. Così Giovanni Paolo II definì l’itinerario di fede della Gifra nell’udienza con i giovani francescani nel 1998. E così, la Gifra Minori d’Italia ha pensato di intitolare il suo Progetto Educativo Pastorale e Vocazionale (PEP), frutto di un lavoro intenso lungo 6 anni ed elaborato per conciliare l’orizzonte ideale e d’azione della Gifra con il tempo attuale, prendendo coscienza che dalla definizione del precedente PEP – che risale al 1989 – il mondo, la società, la Chiesa, i giovani, la pastorale giovanile, hanno compiuto passi in avanti.
Il PEP, che rappresenta il “vademecum” prioritario di ogni gifrino, all’interno del quale ognuno può ritrovare e riscoprire la propria identità, è stato presentato nel pomeriggio di lunedì 20 agosto da padre Paolo Quaranta. Il volume, che per la prima volta nella produzione della Gifra Minori è stato fatto “edito” (e quindi potrà trovarsi in libreria dal prossimo settembre, Ed. Messaggero), si apre con la “benedizione” della Chiesa e l’imprimatur di mons. Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, che, “in comunione con tanti confratelli vescovi” esprime la speranza che “la fraternità nazionale Gifra, attraverso i vari processi educativi (…) realizzi una forte consapevolezza di Chiesa”.
Il progetto contiene la prefazione di padre Riccardo Tonelli, ordinario di pastorale giovanile nell’Università Pontificia Salesiana e direttore della rivista “Note di Pastorale Giovanile”, che parla della necessità di ritrovare la gioia di vivere e di sperare tramite l’annuncio di Gesù, ritenendo che la Gifra giochi tantissimi suggerimenti proprio su questa frontiera.
Suddiviso in 6 sezioni, il nuovo PEP della Gifra è un concentrato di giovinezza, di fraternità e di secolarità. La prima parte, in Premessa, spiega chi sono i destinatari – tutti i gifrini – e il perché di un progetto educativo, pastorale e, anche, vocazionale. La seconda delinea gli Orientamenti Ideali della Gifra, racconta la realtà della fraternità nazionale e ne approfondisce la storia, dal primo PEP (quando, tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, l’esigenza formativa della Gifra raggiunse il suo culmine) ad oggi (con un bagaglio di esperienze alle spalle, che vanno dalle missioni di Monopoli, Ortona e Viareggio, alle GMG di Roma, Toronto e Colonia, ai Capitoli, “Adolescenti ad Assisi”, “Dipingi le piazze di pace” e le nuove esigenze comunicative alle quali si è cercato di rispondere con la creazione di giframinori.org). Nelle fonti del progetto, troviamo le risposte di fede su Dio, l’uomo, la Chiesa, i metodi educativi, tutto visto in prospettiva cristiana e francescana, ma con l’occhio sempre attento della secolarità.
Successivamente si analizza la situazione sociale e pastorale dei giovani del III millennio, i loro valori, la dimensione dell’esperienza religiosa sempre più circoscritta alla sfera privata e, a seguire, nella sezione più consistente, si delineano le Scelte Operative, che contengono una sequela di parole d’ordine per il gifrino: fraternità, preghiera, laicità, minorità, Chiesa come madre, letizia, creatività, vocazione, restituzione. Si parla di cultura, del servizio nella politica, degli atteggiamenti e delle esperienze, tutto definito a puntino per inquadrare fino in fondo il complesso del “cammino” Gifra, fatto – nell’ordine – dall’annuncio, dalla formazione iniziale, dalla Promessa e dalla definizione della propria vocazione. Infine, è il momento della verifica conclusiva e della ri-progettazione.
Il progetto raccoglie anche i primi input di pastorale giovanile lanciati da Benedetto XVI che, a giugno 2007, nell’incontro con i giovani a Santa Maria degli Angeli, invitava ad interiorizzare l’invito del suo predecessore (“Aprite le porte a Cristo”): “Apritele come fece Francesco, senza paura, senza calcoli, senza misura”.
Alla redazione del Progetto Educativo Pastorale e Vocazionale hanno lavorato Nancy Antonazzo, fra’ Marcello Bonforte, fra’ Silvio Bovis, suor Chiara Amata Casalini, Moira Cozzuol, Maria Speranza Di Napoli, fra’ Salvatore Ferro, Rossella Garofalo, fra’ Giuseppe Iandiorio, Emanuela Imbriaco, fra’ Francesco Lanzillotta, Mariella Malagrinò, Annamaria Padula, suor Diana Papa, José Pascale, fra’ Paolo Quaranta, fra’ Herman Schalouek, Giovanni Turiano.
La giornata del lunedì del Capitolo Gifra è proseguita con momenti di preghiera, in quattro luoghi della città di Albano, con liturgie specifiche (vocazionale, battesimale, missionaria, adorazione eucaristica).
In serata, per i giovani c’è stata una grande ed appassionata festa dedicata alla conoscenza di prodotti gastronomici e culinari del luogo, in locali tipici (le famose “fraschette”) della vicina località di Ariccia.

Gaetano Liperoti

martedì 21 agosto 2007


2007: "UN ANNO PIENO DI SPERANZA!"
Eletto il nuovo Consiglio Nazionale GiFraminori

Maria Speranza Di Napoli è il nuovo presidente nazionale della Gifra! L'elezione si è svolta nel pomeriggio di martedì 21 agosto, giornata conclusiva del capitolo che i giovani francescani hanno tenuto ad Albano Laziale, dove la fraternità nazionale riunita e i suoi delegati hanno scelto Maria Speranza, già impegnata da 6 anni nel Consiglio Nazionale nonché premurosa responsabile del settore adolescenti.
Nel cedere il testimone, il presidente uscente Giovanni Turiano ha avuto parole di ringraziamento e di affetto, definendo chi è stata chiamata a prendere il suo posto come degno continuatore del cammino intrapreso in questi anni, durante il quale, secondo giudizi diffusi, la Gifra ha compiuto notevolissimi passi in avanti dal punto di vista della qualità.
I giovani capitolari hanno eletto contestualmente il nuovo Consiglio Nazionale, in carica per il prossimo triennio, che è composto da: Antonella Anastasi (vicepresidente), Ivan Lo Menzo, Emanuele Perlangeli, Gaetana Russo, José Pascale e Roberto Maraglino.
Ma andiamo con ordine. La giornata si è aperta, in mattinata, con un ritiro dei giovani francescani presso l'Istituto dei Padri Somaschi, aperta dalla catechesi del vescovo di Albano Laziale, mons. Marcello Semeraro, che si è soffermato sullo slogan scelto dalla Gifra per celebrare il proprio capitolo, “Dando dimensione al domani”, sostenendo che sia necessario dare il giusto significato alle singole parole.
Per “dimensione”si intende letteralmente l'atto del misurare: “Si misura ciò che ha spessore – ha detto mons. Semeraro – ma ci sono tante cose non misurabili nella nostra vita”. Tanto più, ha continuato il vescovo, come si fa a misurare una cosa così fluida ed evanescente come il domani?
Il “domani”, infatti, se da un lato è letteralmente il giorno successivo a quello di oggi, può essere in realtà “un interrogativo aperto tra la speranza e la paura”. Ma il segreto sta nel giocare d'anticipo e nell'essere uomini e donne di speranza.
Giovanni Turiano, nel ringraziare il pastore della diocesi e nel consegnare il “kit” del capitolare, ha espresso la speranza che i gifrini siano grandi giocatori d'anticipo del progettare il domani cristiano. Successivamente, si è svolta un'adorazione eucaristica con liturgia penitenziale durante la quale i gifrini hanno potuto riflettere, meditare, riconciliarsi con Dio.
Nel pomeriggio il capitolo è giunto al suo momento elettivo, presieduto da Argia Passoni, ministro nazionale dell'Ordine Francescano Secolare, che ha sottolineato l'aspetto della “secolarità” come prospettiva per il gifrino nel rapporto con l'Ofs. L'assistente nazionale, padre Giuseppe Iandiorio, ha consegnato ai singoli membri del Consiglio uscente un simbolico Crocifisso di San Damiano come manifestazione d'affetto per il lavoro di squadra compiuto nel triennio ormai giunto a conclusione.
Dopo la fase elettiva, Turiano ha espresso un grande e commovente ringraziamento nei confronti della ministra Ofs Argia, dell'assistente Padre Giuseppe, di Padre Paolo e dei membri del Consiglio che lo hanno affiancato alla guida della fraternità nazionale: l'affettuosa Nancy Antonazzo, il sorprendente Alessandro Bettini, il docile José Pascale, l'infaticabile Nuccio Cipriani, la dolce Emanuela Imbriaco, la responsabile Maria Speranza Di Napoli e la paziente moglie. Infine un ringraziamento particolare a Don Gualtiero Isacchi, rettore del seminario e direttore della pastorale giovanile della Diocesi di Albano, per la sua immensa disponiblità.
L'ultima serata di capitolo si è conclusa con uno spettacolo di music live a cura dei “Punto”, in Piazza Pia, per... scatenare la gioia.

Gaetano Liperoti
 

 

 
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