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LA CRONACA |
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giovedì
16 agosto 2007 |
DANDO DIMENSIONE AL DOMANI
Sono partiti stamani i lavori
del capitolo elettivo della
Gioventù Francescana Nazionale –
Assistenza Frati Minori. Il
gruppo di giovani che fa
riferimento all’insegnamento del
Santo di Assisi si è dato
appuntamento ad Albano laziale
per celebrare queste giornate di
riflessione e di lavoro
programmatico. Al termine di
questa sei giorni sarà eletto il
nuovo Consiglio Nazionale della
Gifra, l’organo elettivo a cui
spetterà per i prossimi tre anni
programmare, organizzare e
seguire le attività della Gifra
nazionale e delle varie
fraternità locali. Ieri sera
intanto si è tenuto in Piazza
Pia un momento di festa animato
da ‘I Punto’ e dalle varie
fraternità regionali presenti.
Albano ha accolto calorosamente
i giovani gifrini. Molte le
facce incuriosite dall’allegria
che portano con sé questi
ragazzi. Poche quelle che hanno
il coraggio di domandare
maggiori informazioni. Passate
le 22, appena è cominciato lo
spettacolo guidato dal mattatore
Fra Paolo Quaranta - ofm, alcune
persone timidamente hanno
cominciato a prendere delle
seggiole messe a disposizione in
piazza Pia dall’amministrazione
comunale. Si sono appostate ai
bordi della piazza per seguire
le canzoni proposte dalla band.
Tutti inni tipici di questi
raduni francescani. I titoli
rivelano lo stato d’animo di che
partecipa: “Scatenate la gioia”,
“Annunceremo che Tu”, “Questa è
la mia fede”, “L’Emanuel”,
“Venimus adorare Eum Emanuel”.
Tanta insomma la voglia di
gridare la gioia di vivere
un’esperienza di fede che questi
ragazzi nutrono anche grazie
all’insegnamento dei frati
francescani.
Alcune persone chiedono dove
sono ospitati i ragazzi. C’è una
sana e prudente preoccupazione
nella loro voce. Un affetto
discreto per tutti questi
giovani, molti dei quali erano
un anno fà alla missione
nazionale sulle spiagge di
Viareggio. Quando scendono in
strada lo spirito è sempre
quello. Hanno voglia di cantare
e di far respirare a chi ancora
non lo sapesse che c’è una
speranza per ‘dare dimensione al
domani’.
Marco Bennici
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venerdì
17 agosto 2007 |
POLITICA, TEMPO, LIBERO, CULTURA
E LAVORO NELLA NOSTRA "SOCIETA'
LIQUIDA"
Quattro argomenti per il
Capitolo della GIFRA
I
lavori del Capitolo elettivo
nazionale sono partiti
stamattina con una tavola
rotonda. Ha introdotto Mons.
Domenico Segalini, Vescovo di
Palestrina ed ex responsabile
dell’Ufficio di Pastorale
Giovanile Nazionale. Tante le
provocazioni lanciate da Sua
Eminenza e dai quattro ospiti
intervenuti al dibattito. Al
tavolo si sono seduti Savino
Pezzotta, il prof. Pino Acocella,
il prof. Alessandro Meluzzi e
Rino Cammilleri. Al centro del
dibattito i giovani nel loro
rapporto con la politica, il
mondo del lavoro, la cultura e
il tempo libero.
Mons. Sigalini ha esordito con
alcune provocazioni riguardanti
il mondo giovanile. I punti
interrogativi che maggiormente
assillano i giovani sono
racchiusi in alcune e-mail che
dal sito www.giovani.org sono
indirizzate a Mons. Domenico. Le
legge e le commenta, ne trae
alcuni spunti di riflessione che
offre alla platea dei ragazzi
riuniti in capitolo. Sottolinea
che la scelta di fondo per fare
fronte a qualsiasi tipo di
deriva di cui i giovani sono
purtroppo sempre più spesso
protagonisti è l’educazione.
Fare educazione significa
“fornire ragioni per vivere”. La
sfida che sta di fronte alla
Chiesa è quella di utilizzare
nuovi strumenti di comunicazione
ed educazione alla fede. Cita il
podcasting come esempio di come
la tecnologia possa cambiare la
concezione di piazza e di
oratorio per come sono stati
tradizionalmente intesi. Altri
fattori da tenere presenti nel
rapporto con i giovani sono la
sensazione di abbandono nelle
scelte che contano,
l’allungamento dell’età
giovanile e il conseguente
bisogno di pensare spazi e
luoghi diversificati di
pastorale in base alle esigenze
delle varie fasce di età, la
necessità di sviluppare spazi di
vita parallela in cui creare
forme di intersezione tra Chiesa
e mondo, la scristianizzazione
della società, la necessità di
inventare nuove forme di
interazione con la scuola
dell’obbligo. Le ultime parole
di Mons. Segalini sono su un
argomento tabù. Sesso, erotismo,
amore. L’erotismo è diventato
sempre più un prodotto
culturale, completamente
disancorato rispetto al sesso,
che è invece prodotto naturale,
e rispetto all’amore, che è dono
di sé che trova nell’incontro
con l’altro sesso pieno
compimento.
Gli ospiti intervenuti hanno
fornito uno spaccato di come i
giovani vivano il loro rapporto
rispetto ai quattro ambiti di
interesse del lavoro, della
politica, del tempo libero e
della cultura. La maggiore
difficoltà nell’analisi di
queste problematiche è legata al
fatto che i problemi posti dalla
realtà giovanile sono problemi
‘complessi’. Tentare di
affrontarli concettualizzandoli
per classi di età è comunque
fuorviante. Il prof. Acocella,
vicepresidente del CNEL
(Consiglio Nazionale per
l’Economia e il Lavoro) e
professore di Etica Sociale
presso l’Università Federico II
di Napoli, ha sottolineato come
siano ovviamente diverse le
esigenze dei giovani benestanti
rispetto a quelle di ragazzi di
famiglie meno fortunate. La
sfida che attende i cristiani è
ardua, sottolinea Cammilleri.
Prende spunto dalla sua
esperienza professionale.
“Cinema e televisione andrebbero
cristianizzate”, dice il noto
autore, giornalista e
conferenziere. Lo sforzo da fare
è quello di tradurre in termini
laicamente comprensibili tutto
il bagaglio che caratterizza
l’ethos cattolico.
Di ampio respiro la riflessione
offerta da Savino Pezzotta. Il
capitalismo del 2000 è un
capitalismo dai tempi corti in
cui i tempi di realizzazione del
profitto si sono modificati. In
questo nuovo contesto, dice l’ex
segretario generale della CISL,
si deve fare uno sforzo per
adeguare il sistema delle
protezioni sociali. Nuove forme
di tutela dovranno essere
progettate, sono queste le
uniche condizioni che
consentiranno di trasformare la
flessibilità in un’opportunità.
Ha parlato di ‘libertà
creativa’, in conclusione,
Alessandro Meluzzi, opinionista,
scrittore e giornalista. Nella
‘società liquida’ di Baumann,
dice con entusiasmo e
convinzione, ci sono enormi
potenzialità per una nuova
affermazione dei valori
cristiani. Nel pomeriggio i
ragazzi divisi in quattro gruppi
hanno avuto modo di approfondire
con i quattro ospiti le
provocazioni lanciate in
mattinata.
Marco Bennici
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sabato
18 agosto 2007 |
LA GIOVENTU’ FRANCESCANA IN
CAPITOLO AD ALBANO.
BILANCIO DI TRE ANNI DI
FRATERNITA’
Tempo di verifica per la
Gioventù Francescana Nazionale.
I 250 giovani riuniti ad Albano
Laziale fanno sintesi degli
ultimi tre anni di attività
preparandosi all’elezione del
nuovo Consiglio nazionale.
Il
secondo giorno di capitolo è
dedicato alla verifica del
lavoro fatto negli ultimi tra
anni. 2004-2007, è questo l’arco
temporale di attività
all’interno del quale si è mosso
il Consiglio Nazionale GIFRA
uscente. Nella mattinata, presso
il teatro comunale di Albano, il
Presidente Giovanni Turiano ed i
suoi consiglieri hanno dato
lettura alla relazione
riassuntiva di questo triennio
di attività. Immagini e filmati
dei momenti più significativi
hanno fatto da cornice alle
parole riassuntive di questi di
questi anni di fraternità.
Ha avuto inizio esattamente 1095
giorni fà l’avventura del
Consiglio nazionale che sta
conducendo i lavori di questo
capitolo elettivo. Il 22 agosto
2004 ad Assisi Giovanni Turiano
e sei consiglieri ricevevano in
carico dal Consiglio uscente il
mandato di prendersi cura della
fraternità gifrina estesa su
tutto il territorio nazionale.
3.000 giovani di età compresa
tra i 14 e i 30 anni, 130
fraternità locali e 13
fraternità regionali. Sono
questi i numeri della Gioventù
Francescana d’Italia secondo l’utlimo
censimento 2007. Una presenza
particolarmente significativa al
sud dove risiede l’80% delle
fraternità di tutta Italia.
La storia di questo ultimo
triennio passa attraverso le
numerose iniziative organizzate
a livello di formazione,
preghiera ed esperienze estive.
Tante persone impegnate nelle
attività di ciascuno di questi
settori. Per ciascuno di essi
sono state istituite commissioni
apposite che hanno contribuito
al successo di questi tre anni
di lavoro.
La ‘Commissione nazionale per la
formazione’ è quella che ha
visto impegnate più persone. Ad
essa il compito di preparare i
progetti formativi triennali, i
sussidi per la formazione, il
periodico di formazione per gli
animatori e le varie fraternità
nazionali di formazione tenute
in questo periodo. Un risultato
estremamente importante
raggiunto dalla Commissione è il
‘Progetto educativo pastorale e
vocazionale’ della Gifra Minori.
Il volume intitolato “Un
luminoso ideale di vita”, edito
da Edizioni Messaggero Padova, è
stato redatto a più mani e
diventerà lo strumento principe
per coloro che vorranno
avvicinarsi al mondo della
Gioventù Francescana. Sarà
presentato lunedì durante il
Capitolo e da settembre sarà in
vendita presso le librarie
cattoliche della penisola. Alla
Commissione spetta anche il
compito di individuare forme di
pastorale per gli adolescenti,
compresi periodi di formazione
per essi ad Assisi.
Forte l’impegno per
l’organizzazione di
significativi momenti di
preghiera. Due le modalità
individuate dalla ‘Commissione
per la preghiera’ per stimolare
i ragazzi al dialogo con Dio. La
preghiera è stata legata alle
tematiche dell’itinerario
formativo proponendo una ‘scuola
di preghiera’. Itinerari di
preghiera quotidiani sono stati
organizzati durante i tempi
forti dell’anno liturgico.
L’intento con cui sono stati
organizzati vari momenti di
riflessione e incontro con il
Signore è stato quello di
educare alla cura della
preghiera personale e
comunitaria.
Con l’inizio dei lavori di
questo Consiglio è stata
istituita anche una ‘Commissione
nazionale per Giustizia, Pace e
Integrità del Creato’.
L’attenzione verso la giustizia,
la pace e il creato è parte
integrante del cammino del
cristiano, è un punto essenziale
per distinguersi nel proprio
quotidiano. Questa la finalità
con cui sono stati avviati i
lavori di questa nuova
commissione. L’impegno è stato
fin da subito quello di far
compiere ai ragazzi un vero e
proprio cammino di carità che
abbia al centro i fratelli più
poveri. Su iniziativa di questa
commissione ogni anno si sono
tenute le iniziative ‘Dipingi le
piazze di pace’, occasioni per
mettere il carisma francescano
al servizio del dialogo
interreligioso e
dell’ecumenismo.
Tutte le commissioni sono
riunite all’interno di una
‘Equipe nazionale di
animazione’. Tra queste c’è
anche la ‘Commissione per le
comunicazioni sociali’. Compito
di questa commissione è stato di
essere la ‘voce’ della
fraternità nazionale durante
l’anno e in occasione dei vari
eventi di formazione. La
Commissione, già durante la
Missione sulle spiagge e durante
il presente Capitolo, sta
cercando di comunicare anche
verso media non cattolici quanto
avviene durante queste giornate
di fraternità. Cura anche ‘Mondo
Gifra’ un quadrimestrale di
informazione sull’universo della
Gioventù Francescana.
Estremamente significative le
esperienze estive organizzate
dal Consiglio ogni anno. Il
capitolo elettivo del 2004 ha
visto la partecipazione di circa
200 giovani coinvolti nel fare
sintesi del precedente triennio
e nella elezione dell’attuale
consiglio uscente. 500 i gifrini
ospitati nella città di
Troisdorf per partecipare alla
GMG di Colonia. 350 i missionari
che hanno invaso le spiagge di
Viareggio l’estate scorsa per la
Missione nazionale. Un bilancio
in crescendo che trova in questo
nuovo capitolo elettivo conferma
e linfa per il futuro.
Marco Bennici
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LA "FESTA DELLE REGIONI"
INFIAMMA ALBANO
Un sabato pomeriggio di canzoni
e prodotti tipici. I ragazzi
della Gioventù Francescana
offrono alla città che li sta
ospitando il meglio della loro
terra per fare festa e
condividere le sane radici delle
loro regioni.
La "Festa delle Regioni". E’
questo il secondo pomeriggio in
programma ad Albano per la
Gioventù Francescana. I giovani
riuniti in capitolo da ieri
riempiono la piazza del Duomo
con i loro stand. Le varie
fraternità regionali hanno
portato fino a qui molti dei
prodotti tipici della loro zona
per farli assaporare ai loro
fratelli ed agli abitanti della
città che sta ospitando
l’incontro. 10 stand in tutto
per fare una passeggiata tra i
sapori della Sicilia, Calabria,
Puglia, Molise, Campania,
Umbria, Marche, Toscana.
“Oltre ogni aspettativa”, questo
il commento di Fra Paolo
Quaranta, uno degli
organizzatori, al termine
dell’iniziativa. La
raccomandazione ai ragazzi prima
dell’inizio della festa era
stata di non presenziare solo
agli stand della propria
regione. I giovani presenti non
si sono fatti pregare due volte.
Passate le 16.30 e dato il via
al pomeriggio di degustazioni
sono cominciati caroselli tra i
vari gazebo. Con canti
tradizionali e balli la piazza
si è animata improvvisamente per
un paio di ore. Verso le 17.00
si sono aggiunti anche alcuni
abitanti incuriositi dalla
simpatica kermesse.
E’ bastato un megafono per
consentire alle varie fraternità
regionali presenti di dipingere
la piazza con i ritmi tipici
della loro terra. Giovani
Turiano, il Presidente della
Gifra nazionale riunita in
capitolo per l’elezione del
nuovo consiglio, ha fatto
personalmente il giro tra gli
stand sollecitando i ragazzi a
cantare facendo sentire la loro
voce.
Ottimo il bilancio finale della
festa. I tanti sorrisi della
gente di Albano hanno confermato
che la ‘marea buona’ dei gifrini
li sta piano piano contagiando.
Entusiasti i membri dell’Equipe
nazionale di animazione della
Gifra, timorosi inizialmente per
la riuscita dell’iniziativa. Il
Capitolo con questo pomeriggio
entra nel vivo e i ragazzi si
preparano intanto all’incontro
di domani mattina con Benedetto
XVI.
Marco Bennici
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domenica
19 agosto 2007 |
I GIOVANI FRANCESCANI
ALL'ANGELUS DI CASTELGANDOLFO
Domenica di pellegrinaggio verso
Castel Gandolfo. Come Francesco
e Chiara “andavano meditando
verso la meta che si erano volta
volta dati, così oggi farete
voi” ha esortato Fra Antonio
Salinaro della Provincia leccese
dei frati, invitando i gifrini a
camminare in coppia verso
l’Angelus a cui avrebbero
assistito in mattinata.
Ruota attorno alle parole di
Benedetto XVI questa terza
giornata di Capitolo. I 250
riuniti ad Albano si sono
avviati a piedi verso Castel
Gandolfo per assistere
all’Angelus del Papa. Dopo una
breve preghiera hanno camminato
a due a due raccontandosi le
proprie esperienze di Gifra e
condividendo gioie e difficoltà
della sequela francescana.
Arrivati sotto il palazzo Papale
hanno atteso l’apertura delle
porte cantando all’ombra delle
visiere dei berrettini messi su
per pararsi dal sole.
Circa un’ora e mezza di attesa.
Verso le 11.00 le guardie
svizzere hanno fatto cenno di
cominciare ordinatamente ad
entrare. Nel cortile del palazzo
erano presenti portoghesi,
polacchi, tedeschi,spagnoli,
portoghesi e italiani. La
rappresentanza più numerosa
proprio quella della Gifra forte
di 500 braccia che hanno animato
l’attesa dell’Angelus battendo
le mani al ritmo delle canzoni
urlate nel megafono.
Al ‘poverello’ di Assisi
Benedetto XVI ha fatto
riferimento durante la catechesi
che ha preceduto la preghiera
dell’Angelus. Una riflessione
tutta incentrata sulla pace che
“non è semplicemente sinonimo di
assenza di conflitti”. Il Papa
ha sottolineato infatti che
“sulle orme del Signore Gesù, i
cristiani diventano "strumenti
della sua pace", secondo la
celebre espressione di san
Francesco d’Assisi”.
Nei saluti finali un pensiero a
tutti i gifrini presenti.
“Saluto i pellegrini di lingua
italiana, in particolare i
numerosi giovani francescani
accompagnati dai Frati Minori”.
Il Pontefice ha rivolto a tutta
la famiglia francescana il
seguente augurio: “Cari amici,
sulle orme di Francesco e Chiara
d’Assisi siate profezia di
fraternità nel mondo di oggi”.
Al saluto di Benedetto XVI i
giovani francescani hanno
immediatamente risposto con uno
dei tanti cori con cui esprimono
la loro gioia di essere gifra:
“Si vede, si sente, la Gifra è
qui presente”.
Pomeriggio libero per i ragazzi.
Buona parte di essi si è recata
sul lago di Albano per un bagno
e per rinfrescare la tintarella.
In serata una veglia di
preghiera. “Chiamati ad essere
speranza nel mondo”, questo il
titolo della veglia celebrata in
Cattedrale.
Marco Bennici
VEDI ANGELUS...
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lunedì
20 agosto 2007 |
EVANGELIZZAZIONE ED ECCLESIALITA'
I
GIOVANI FRANCESCANI NELLA CHIESA
I
giovani francescani devono
declinare nelle loro vite il
talento della perfetta letizia e
della povertà, per stupire gli
altri della libertà che esse ci
danno. Così, utilizzando un
percorso di sentieri e di
piazze, don Antonio Napolioni ha
risposto
all'interrogativo-chiave della
quarta giornata di capitolo:
quale talento i gifrini possono
far fruttare nella Chiesa?
Introdotto da padre Paolo
Quaranta, don Antonio (rettore
del Pontificio Seminario di
Ancona e docente della
Pontificia Università
Lateranense) ha imboccato due
percorsi per analizzare il
rapporto tra i giovani
francescani e la Chiesa: uno di
sentieri individuali di
evangelizzazione ed uno di
piazze comunitarie di
ecclesialità.
Il sentiero Perugia-Spoleto
è luogo di guerra e di ardite
schiere cavalleresche, ma
rappresenta soprattutto la
conversione di Francesco, il
passaggio dalla ricerca di
gloria e vanità alla
resurrezione, alla “nuova vita”.
Il sentiero del Creato
ripropone, invece, non un mero
ecologismo ma la necessità che
la fraternità sia contagiosa
verso le altre creature per
riconciliare l'uomo con se
stesso e con il giardino che gli
è stato affidato.
Ma è il sentiero della Verna
che rappresenta la vera sfida:
Francesco non era soltanto il
giullare di Dio, non si
accontentava di guardare Gesù da
lontano, ma lo faceva ai piedi
della Croce. È, quindi, per il
giovane francescano, il sentiero
pasquale: la necessità di
testimoniare un cristocentrismo
appassionato, di spendersi per
amore dell'amore Suo!
Dunque le tre piazze. In primo
luogo c'è quella di Assisi,
ossia la piazza del nostro
paese, dov'è più difficile
essere profeti, verso la cui
domanda di ascolto il gifrino
prestare particolare attenzione.
Poi c'è la piazza del Papa, che
è la Chiesa stessa, l'unica
grande famiglia, con la
necessità di superare modalità
di lavoro individuali, singole,
per compartimenti. Infine il
Porto di Ancona, il luogo da
dove Francesco partì nel 1219
per l'Oriente, verso l'incontro
col Sultano, con auspicio di
dialogo: è il simbolo di chi
vuole osare.
Tra le manifestazioni di affetto
da parte dei giovani capitolari
nei confronti del relatore-amico
della mattinata, il presidente
nazionale della Gifra Minori,
Giovanni Turiano, ha consegnato
– come da tradizione consolidata
– il “kit” del capitolare a don
Antonio, auspicando che questi
sentieri e queste piazze si
uniscano alle proposte
conclusive della relazione del
Consiglio Nazionale uscente.
La seconda parte della mattina
ha visto impegnate le fraternità
regionali delle Marche, di
Salerno-Lucania e della Toscana,
che hanno completato la
presentazione delle molteplici
realtà che compongono la Gifra
iniziata sabato sera, con un mix
di messaggi di condivisione e di
esilaranti episodi.
Infine è giunto il momento che
dà l'avvio alla fase elettiva
del capitolo nazionale, quel
momento in cui la fraternità si
fa servizio e in cui le energie
della Gifra Minori d'Italia si
interrogano sul loro futuro.
Sono dieci i giovani che hanno
offerto la loro disponibilità a
far parte del futuro Consiglio
Nazionale: Antonella Anastasi
(Calabria), Maria Speranza Di
Napoli e Pina Stendardo (Napoli-Caserta
e Basso Lazio), Giuseppe
Catalano e Roberto Maraglino (Puglia-Molise),
Emanuele Perlangeli (Puglia-Salento),
Gaetana Russo e José Pascale (Salerno-Lucania),
Tony Limongiello (Sannio-Irpinia),
Ivan Lo Menzo (Sicilia).
“È importante l'aspetto del
giovane che si mette a
disposizione della fraternità”,
ha concluso il presidente
Turiano, rivelando che i
consiglieri uscenti si sono
fatti una promessa reciproca
di... non uscire dal giro.
Gaetano Liperoti
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UN LUMINOSO IDEALE DI VITA
PRESENTAZIONE DEL NUOVO PROGETTO
EDUCATIVO PASTORALE E
VOCAZIONALE
“Un luminoso ideale di vita”.
Così Giovanni Paolo II definì
l’itinerario di fede della Gifra
nell’udienza con i giovani
francescani nel 1998. E così, la
Gifra Minori d’Italia ha pensato
di intitolare il suo Progetto
Educativo Pastorale e
Vocazionale (PEP), frutto di un
lavoro intenso lungo 6 anni ed
elaborato per conciliare
l’orizzonte ideale e d’azione
della Gifra con il tempo
attuale, prendendo coscienza che
dalla definizione del precedente
PEP – che risale al 1989 – il
mondo, la società, la Chiesa, i
giovani, la pastorale giovanile,
hanno compiuto passi in avanti.
Il PEP, che rappresenta il
“vademecum” prioritario di ogni
gifrino, all’interno del quale
ognuno può ritrovare e
riscoprire la propria identità,
è stato presentato nel
pomeriggio di lunedì 20 agosto
da padre Paolo Quaranta. Il
volume, che per la prima volta
nella produzione della Gifra
Minori è stato fatto “edito” (e
quindi potrà trovarsi in
libreria dal prossimo settembre,
Ed. Messaggero), si apre con la
“benedizione” della Chiesa e
l’imprimatur di mons. Giancarlo
Bregantini, vescovo di
Locri-Gerace, che, “in comunione
con tanti confratelli vescovi”
esprime la speranza che “la
fraternità nazionale Gifra,
attraverso i vari processi
educativi (…) realizzi una forte
consapevolezza di Chiesa”.
Il progetto contiene la
prefazione di padre Riccardo
Tonelli, ordinario di pastorale
giovanile nell’Università
Pontificia Salesiana e direttore
della rivista “Note di Pastorale
Giovanile”, che parla della
necessità di ritrovare la gioia
di vivere e di sperare tramite
l’annuncio di Gesù, ritenendo
che la Gifra giochi tantissimi
suggerimenti proprio su questa
frontiera.
Suddiviso in 6 sezioni, il nuovo
PEP della Gifra è un concentrato
di giovinezza, di fraternità e
di secolarità. La prima parte,
in Premessa, spiega chi sono i
destinatari – tutti i gifrini –
e il perché di un progetto
educativo, pastorale e, anche,
vocazionale. La seconda delinea
gli Orientamenti Ideali della
Gifra, racconta la realtà della
fraternità nazionale e ne
approfondisce la storia, dal
primo PEP (quando, tra la fine
degli anni ’80 e gli inizi degli
anni ’90, l’esigenza formativa
della Gifra raggiunse il suo
culmine) ad oggi (con un
bagaglio di esperienze alle
spalle, che vanno dalle missioni
di Monopoli, Ortona e Viareggio,
alle GMG di Roma, Toronto e
Colonia, ai Capitoli,
“Adolescenti ad Assisi”,
“Dipingi le piazze di pace” e le
nuove esigenze comunicative alle
quali si è cercato di rispondere
con la creazione di
giframinori.org). Nelle fonti
del progetto, troviamo le
risposte di fede su Dio, l’uomo,
la Chiesa, i metodi educativi,
tutto visto in prospettiva
cristiana e francescana, ma con
l’occhio sempre attento della
secolarità.
Successivamente si analizza la
situazione sociale e pastorale
dei giovani del III millennio, i
loro valori, la dimensione
dell’esperienza religiosa sempre
più circoscritta alla sfera
privata e, a seguire, nella
sezione più consistente, si
delineano le Scelte Operative,
che contengono una sequela di
parole d’ordine per il gifrino:
fraternità, preghiera, laicità,
minorità, Chiesa come madre,
letizia, creatività, vocazione,
restituzione. Si parla di
cultura, del servizio nella
politica, degli atteggiamenti e
delle esperienze, tutto definito
a puntino per inquadrare fino in
fondo il complesso del “cammino”
Gifra, fatto – nell’ordine –
dall’annuncio, dalla formazione
iniziale, dalla Promessa e dalla
definizione della propria
vocazione. Infine, è il momento
della verifica conclusiva e
della ri-progettazione.
Il progetto raccoglie anche i
primi input di pastorale
giovanile lanciati da Benedetto
XVI che, a giugno 2007,
nell’incontro con i giovani a
Santa Maria degli Angeli,
invitava ad interiorizzare
l’invito del suo predecessore
(“Aprite le porte a Cristo”):
“Apritele come fece Francesco,
senza paura, senza calcoli,
senza misura”.
Alla redazione del Progetto
Educativo Pastorale e
Vocazionale hanno lavorato Nancy
Antonazzo, fra’ Marcello
Bonforte, fra’ Silvio Bovis,
suor Chiara Amata Casalini,
Moira Cozzuol, Maria Speranza Di
Napoli, fra’ Salvatore Ferro,
Rossella Garofalo, fra’ Giuseppe
Iandiorio, Emanuela Imbriaco,
fra’ Francesco Lanzillotta,
Mariella Malagrinò, Annamaria
Padula, suor Diana Papa, José
Pascale, fra’ Paolo Quaranta,
fra’ Herman Schalouek, Giovanni
Turiano.
La giornata del lunedì del
Capitolo Gifra è proseguita con
momenti di preghiera, in quattro
luoghi della città di Albano,
con liturgie specifiche
(vocazionale, battesimale,
missionaria, adorazione
eucaristica).
In serata, per i giovani c’è
stata una grande ed appassionata
festa dedicata alla conoscenza
di prodotti gastronomici e
culinari del luogo, in locali
tipici (le famose “fraschette”)
della vicina località di
Ariccia.
Gaetano Liperoti
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martedì
21 agosto 2007 |
2007: "UN ANNO PIENO DI
SPERANZA!"
Eletto il nuovo Consiglio
Nazionale GiFraminori
Maria Speranza Di Napoli è il
nuovo presidente nazionale della Gifra! L'elezione si è svolta
nel pomeriggio di martedì 21
agosto, giornata conclusiva del
capitolo che i giovani
francescani hanno tenuto ad
Albano Laziale, dove la
fraternità nazionale riunita e i
suoi delegati hanno scelto Maria
Speranza, già impegnata da 6
anni nel Consiglio Nazionale
nonché premurosa responsabile
del settore adolescenti.
Nel cedere il testimone, il
presidente uscente Giovanni Turiano ha avuto parole di
ringraziamento e di affetto,
definendo chi è stata chiamata a
prendere il suo posto come degno
continuatore del cammino
intrapreso in questi anni,
durante il quale, secondo
giudizi diffusi, la Gifra ha
compiuto notevolissimi passi in
avanti dal punto di vista della
qualità.
I giovani capitolari hanno
eletto contestualmente il nuovo
Consiglio Nazionale, in carica
per il prossimo triennio, che è
composto da: Antonella Anastasi
(vicepresidente), Ivan Lo Menzo,
Emanuele Perlangeli, Gaetana
Russo, José Pascale e
Roberto Maraglino.
Ma andiamo con ordine. La
giornata si è aperta, in
mattinata, con un ritiro dei
giovani francescani presso
l'Istituto dei Padri Somaschi,
aperta dalla catechesi del
vescovo di Albano Laziale, mons.
Marcello Semeraro, che si è
soffermato sullo slogan scelto
dalla Gifra per celebrare il
proprio capitolo, “Dando
dimensione al domani”,
sostenendo che sia necessario
dare il giusto significato alle
singole parole.
Per “dimensione”si intende
letteralmente l'atto del
misurare: “Si misura ciò che ha
spessore – ha detto mons.
Semeraro – ma ci sono tante cose
non misurabili nella nostra
vita”. Tanto più, ha continuato
il vescovo, come si fa a
misurare una cosa così fluida ed
evanescente come il domani?
Il “domani”, infatti, se da un
lato è letteralmente il giorno
successivo a quello di oggi, può
essere in realtà “un
interrogativo aperto tra la
speranza e la paura”. Ma il
segreto sta nel giocare
d'anticipo e nell'essere uomini
e donne di speranza.
Giovanni Turiano, nel
ringraziare il pastore della
diocesi e nel consegnare il
“kit” del capitolare, ha
espresso la speranza che i
gifrini siano grandi giocatori
d'anticipo del progettare il
domani cristiano.
Successivamente, si è svolta
un'adorazione eucaristica con
liturgia penitenziale durante la
quale i gifrini hanno potuto
riflettere, meditare,
riconciliarsi con Dio.
Nel pomeriggio il capitolo è
giunto al suo momento elettivo,
presieduto da Argia Passoni,
ministro nazionale dell'Ordine
Francescano Secolare, che ha
sottolineato l'aspetto della
“secolarità” come prospettiva
per il gifrino nel rapporto con
l'Ofs. L'assistente nazionale,
padre Giuseppe Iandiorio, ha
consegnato ai singoli membri del
Consiglio uscente un simbolico
Crocifisso di San Damiano come
manifestazione d'affetto per il
lavoro di squadra compiuto nel
triennio ormai giunto a
conclusione.
Dopo la fase elettiva, Turiano
ha espresso un grande e
commovente ringraziamento nei
confronti della ministra Ofs
Argia, dell'assistente Padre
Giuseppe, di Padre Paolo e dei
membri del Consiglio che lo
hanno affiancato alla guida
della fraternità nazionale:
l'affettuosa Nancy Antonazzo, il
sorprendente Alessandro Bettini,
il docile José Pascale,
l'infaticabile Nuccio Cipriani,
la dolce Emanuela Imbriaco, la
responsabile Maria Speranza Di
Napoli e la paziente moglie.
Infine un ringraziamento
particolare a Don Gualtiero
Isacchi, rettore del seminario e
direttore della pastorale
giovanile della Diocesi di
Albano, per la sua immensa
disponiblità.
L'ultima serata di capitolo si è
conclusa con uno spettacolo di
music live a cura dei “Punto”,
in Piazza Pia, per... scatenare
la gioia.
Gaetano Liperoti
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