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Le conclusioni sono di
carattere personale
vista l’inesistenza oggi
di un mandato o di una
rappresentatività che le
supporti e visto il
desiderio di risponderne
in prima persona pur
avendo ricevuto
innumerevoli
comunicazioni di
dissenso, di rabbia e di
malcontento da parte dei
tanti giovani che si è
scelto di non voler più
assistere e riconoscere
in questa forma.
Non c’è da aggiungere
molto alla cronistoria,
non c’è da tentare di
far passare ciò che si è
sperimentato in questi
ultimi mesi, non c’è il
desiderio di condividere
perché tutto si è spento
in termini di
familiarità e di
appartenenza.
Chi avrà la pazienza di
leggere quanto sopra
riportato come raccolta
di documenti e come
riepilogo supportato da
mails e sms rimasti in
archivio e non riportati
per motivi di privacy si
accorgerà di una cosa
fondamentale:
LA GIFRA MINORI
VOLEVA E STAVA LAVORANDO
PER L’UNITA’ STRUTTURALE
E PASTORALE
E LO STAVA FACENDO
ASSIEME AI PROPRI
ASSISTENTI!
Questo è un dato
oggettivo confermato dal
grande lavoro speso
QUOTIDIANAMENTE per
questo obiettivo
garantendo da una parte
il servizio ai giovani
delle varie fraternità
provinciali e dall’altra
la costruzione di un
percorso strutturato e
scandito con delle
modalità che portassero
ad amare quest’unità
come frutto di una
scelta condivisa e non
imposta. Costruire
sulla roccia… questo
il motto a fronte dei
retaggi e degli errori
del passato forti di un
amore che superando gli
ostacoli giunge
all’unione interiore e
fisica.
Avevo premesso di voler
parlare a nome personale
ed allora ammetto che ho
pagato lo scotto di un
eccessivo “idealismo”
forse consolidato dal
nome che porto, tanto da
indurmi a sperare
contro ogni speranza.
Sicuramente oggi faccio
verifica e raccolgo i
pezzi di grossi errori
di valutazione che mi
accollo totalmente ma la
buona fede, la fiducia,
la fedeltà all’Ideale e,
soprattutto, il rispetto
assoluto verso tutti gli
interlocutori coinvolti
quelli ci sono stati
tutti e Chi tutto sa e
conosce mi è testimone.
Ancora ora la mia fede è
fortemente provata nel
dover attingere energie
tali da affrontare
quanto accaduto, nel
dover trovare il
coraggio per scrivere i
titoli di coda di questa
storia, nel dover
trovare un senso
nell’annullare delle
iniziative che, aldilà
del lavoro speso per un
intero anno, vedevano
coinvolte troppe
persone, troppe
sensibilità, troppi
destinatari
“particolari”, troppe
vite!
Ecco questo oggi
continua a rappresentare
per me un assurdo visto
che:
-
la Gifra Minori
aveva già scritto un
comunicato nel quale
dichiarava di non
voler portare avanti
pseudo-battaglie ma
delegando ed
incentivando l’unità
nelle singole
regioni e
salvaguardando solo
quanto previsto dal
punto di vista
pastorale per
l’estate;
-
la Gifra Minori si
era resa disponibile
alla cooptazione
solo richiedendo
l’opzione di
renderla
operativa da
settembre per ovvie
ragioni logistiche;
-
la Gifra Minori
aveva semplicemente
richiesto delle
risposte all’Ofs
nell’ottica di
quella
responsabilità
giuridica sempre
rivendicata;
Alla luce di queste cose
rimangono in piedi degli
interrogativi:
-
che bisogno c’era di
trattarci come dei
dissidenti?!
-
che bisogno c’era di
dichiarare cose che
avevamo già assunto
con il nostro
comunicato del 8
maggio?
-
che bisogno c’era di
non salvaguardare
esplicitamente,
neanche con una
riga, delle
iniziative estive
ormai organizzate
con il
coinvolgimento di
3 vescovi, di un
cardinale, di
Don Mazzi, di
detenuti, di
300 adolescenti,
di enti locali,
di direttori di
pastorale
giovanile
nazionali e locali,
di istituzioni
civili, di
strutture bloccate,
di investimenti
economici, ecc.
ecc?!
Ecco, io mi assumo tutte
le mie responsabilità ed
arrivo anche a supporre
che forse la Gifra
Minori in questo momento
storico avesse bisogno
di un altro presidente
con meno limiti, con
un’altra personalità e
temperamento ma
permettetemi di
ricordare a tutti che il
nostro Capitolo delle
stuoie elettivo,
celebrato in Albano
Laziale nell’agosto del
2007, seppur nel
contestato difetto
formale, è avvenuto con
la benedizione
dei Frati Minori
accompagnata da un
invito da noi subito
accolto… un Capitolo
benedetto per un mandato
di 3 anni che non ha
concluso neanche il
secondo seppur inseriti
in un percorso di piena
comunione con i Frati
Minori e con la Chiesa
Giovane (SNPG).
Dopo 17 anni di cammino
oggi sento di non
riconoscermi in questa
famiglia e, sono certa,
lo stesso valga anche al
contrario, consapevole
che non rappresenterà
una grossa perdita
perché tante le risorse
valide e solide presenti
è doveroso, però, dover
registrare che purtroppo
non sono l’unica.
Quando ogni certezza
sembra crollare, nel
“mio” caso le certezze
di un’intera giovinezza,
ciò che salva dalla
disperazione è Colui che
è Via perché
saprà condurmi per mano
indicandomi il nuovo
sentiero da percorrere,
Colui che è Verità
rafforzando la mia FEDE
anche di fronte alle
accuse, alle
insinuazioni e alle
maldicenze, Colui che è
Vita, una vita
che attende solo di
essere vissuta con
coraggio, imparando
dal passato ed aprendosi
col fiducia al futuro.
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