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La questione unità - SINTESI PER TAPPE DEL PERCORSO UNITARIO  | 

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LA QUESTIONE UNITA'

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CONCLUSIONI
a cura di Maria Speranza Di Napoli


Le conclusioni sono di carattere personale vista l’inesistenza oggi di un mandato o di una rappresentatività che le supporti e visto il desiderio di risponderne in prima persona pur avendo ricevuto innumerevoli comunicazioni di dissenso, di rabbia e di malcontento da parte dei tanti giovani che si è scelto di non voler più assistere e riconoscere in questa forma.

Non c’è da aggiungere molto alla cronistoria, non c’è da tentare di far passare ciò che si è sperimentato in questi ultimi mesi, non c’è il desiderio di condividere perché tutto si è spento in termini di familiarità e di appartenenza.

Chi avrà la pazienza di leggere quanto sopra riportato come raccolta di documenti e come riepilogo supportato da mails e sms rimasti in archivio e non riportati per motivi di privacy si accorgerà di una cosa fondamentale:

LA GIFRA MINORI VOLEVA E STAVA LAVORANDO PER L’UNITA’ STRUTTURALE E PASTORALE
E LO STAVA FACENDO ASSIEME AI PROPRI ASSISTENTI!

Questo è un dato oggettivo confermato dal grande lavoro speso QUOTIDIANAMENTE per questo obiettivo garantendo da una parte il servizio ai giovani delle varie fraternità provinciali e dall’altra la costruzione di un percorso strutturato e scandito con delle modalità che portassero ad amare quest’unità come frutto di una scelta condivisa e non imposta. Costruire sulla roccia… questo il motto a fronte dei retaggi e degli errori del passato forti di un amore che superando gli ostacoli giunge all’unione interiore e fisica.

Avevo premesso di voler parlare a nome personale ed allora ammetto che ho pagato lo scotto di un eccessivo “idealismo” forse consolidato dal nome che porto, tanto da indurmi a sperare contro ogni speranza.

Sicuramente oggi faccio verifica e raccolgo i pezzi di grossi errori di valutazione che mi accollo totalmente ma la buona fede, la fiducia, la fedeltà all’Ideale e, soprattutto, il rispetto assoluto verso tutti gli interlocutori coinvolti quelli ci sono stati tutti e Chi tutto sa e conosce mi è testimone.

Ancora ora la mia fede è fortemente provata nel dover attingere energie tali da affrontare quanto accaduto, nel dover trovare il coraggio per scrivere i titoli di coda di questa storia, nel dover trovare un senso nell’annullare delle iniziative che, aldilà del lavoro speso per un intero anno, vedevano coinvolte troppe persone, troppe sensibilità, troppi destinatari “particolari”, troppe vite!

Ecco questo oggi continua a rappresentare per me un assurdo visto che:

  • la Gifra Minori aveva già scritto un comunicato nel quale dichiarava di non voler portare avanti pseudo-battaglie ma delegando ed incentivando l’unità nelle singole regioni e salvaguardando solo quanto previsto dal punto di vista pastorale per l’estate;

  • la Gifra Minori si era resa disponibile alla cooptazione solo richiedendo l’opzione di renderla operativa da settembre per ovvie ragioni logistiche;

  • la Gifra Minori aveva semplicemente richiesto delle risposte all’Ofs nell’ottica di quella responsabilità giuridica sempre rivendicata;

Alla luce di queste cose rimangono in piedi degli interrogativi:

  • che bisogno c’era di trattarci come dei dissidenti?!

  • che bisogno c’era di dichiarare cose che avevamo già assunto con il nostro comunicato del 8 maggio?

  • che bisogno c’era di non salvaguardare esplicitamente, neanche con una riga, delle iniziative estive ormai organizzate con il coinvolgimento di 3 vescovi, di un cardinale, di Don Mazzi, di detenuti, di 300 adolescenti, di enti locali, di direttori di pastorale giovanile nazionali e locali, di istituzioni civili, di strutture bloccate, di investimenti economici, ecc. ecc?!

Ecco, io mi assumo tutte le mie responsabilità ed arrivo anche a supporre che forse la Gifra Minori in questo momento storico avesse bisogno di un altro presidente con meno limiti, con un’altra personalità e temperamento ma permettetemi di ricordare a tutti che il nostro Capitolo delle stuoie elettivo, celebrato in Albano Laziale nell’agosto del 2007, seppur nel contestato difetto formale, è avvenuto con la benedizione dei Frati Minori accompagnata da un invito da noi subito accolto… un Capitolo benedetto per un mandato di 3 anni che non ha concluso neanche il secondo seppur inseriti in un percorso di piena comunione con i Frati Minori e con la Chiesa Giovane (SNPG).

Dopo 17 anni di cammino oggi sento di non riconoscermi in questa famiglia e, sono certa, lo stesso valga anche al contrario, consapevole che non rappresenterà una grossa perdita perché tante le risorse valide e solide presenti è doveroso, però, dover registrare che purtroppo non sono l’unica.

Quando ogni certezza sembra crollare, nel “mio” caso le certezze di un’intera giovinezza, ciò che salva dalla disperazione è Colui che è Via perché saprà condurmi per mano indicandomi il nuovo sentiero da percorrere, Colui che è Verità rafforzando la mia FEDE anche di fronte alle accuse, alle insinuazioni e alle maldicenze, Colui che è Vita, una vita che attende solo di essere vissuta con coraggio, imparando dal passato ed aprendosi col fiducia al futuro.
 

 

 

 

 
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